ADJ-1235x860 - Premiazioni al 50° della Radio a Latina
Una festa per i 50 anni di Radio Immagine si è trasformata nella celebrazione di tutte le Radio di Latina. Al Teatro D'Annunzio, 750 persone hanno condiviso emozioni, spettacolo e riconoscimenti ai pionieri del mezzo. Una serata straordinaria, voluta dall'editore Giuliano Radicioli, che ci ricorda quanto la Radio sia parte della storia e dell'identità di un territorio.

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La Radio è emozione continua. Venerdì 30 ottobre, al Teatro D’Annunzio di Latina, quella stessa emozione è uscita dagli altoparlanti ed è salita su un palcoscenico. Davanti a 750 spettatori, una festa nata per celebrare i 50 anni di Radio Immagine è diventata qualcosa di molto più grande: un omaggio a tutte le Radio che hanno accompagnato la storia di una città. Una serata che ha dimostrato quanto il nostro mezzo sia ancora capace di unire persone, generazioni e passioni.

Il video sintesi dell’evento dei 50 anni della Radio a Latina

Non è stata soltanto una celebrazione. È stato uno spettacolo nel senso più completo del termine, con un ritmo, una varietà di contenuti e una successione di emozioni che ricordavano proprio il linguaggio della Radio. Quella che sa informare, divertire, sorprendere, accompagnare. E che, soprattutto, sa parlare alle persone.

Quando la Radio diventa spettacolo

L’apertura è stata affidata all’attore Luca Ceccherelli, protagonista di una magistrale interpretazione di un inno alla Radio. Un avvio capace di restituire immediatamente il significato di cinquant’anni di voci, musica e storie condivise.

L’attore Luca Ceccherelli

Poi il palcoscenico si è trasformato in un vero e proprio palinsesto dal vivo.

A condurre la serata, con professionalità, talento e una grande capacità di coinvolgimento, quattro voci dello staff di Radio Immagine: Antonella Melito, Elisabetta De Falco, Alex Iorio e Alessio Campanelli. Hanno accompagnato il pubblico attraverso uno spettacolo ricchissimo, tenendone insieme i diversi momenti con naturalezza e ritmo.

I conduttori dell’evento Radio del 30 ottobre 2026 a Latina

La comicità esilarante di Marco Passiglia e Ciro Giustiniani, la musica e le canzoni da cantare tutti insieme con Bobbo, il balletto, le sorprese, fino a un grande premio destinato a 25 fortunati spettatori. C’era davvero tutto. E soprattutto non c’erano tempi morti.

Ho avuto personalmente il piacere e l’emozione di partecipare con un GR Latina – Edizione Straordinaria, un vero notiziario Radiofonico costruito per l’occasione, con i dati di ascolto del territorio e una buona dose di ironia. Portare quel linguaggio davanti a un teatro gremito è stata un’esperienza particolare. La risposta del pubblico, calorosissima, ha confermato ancora una volta quanto il linguaggio della Radio possa funzionare anche fuori dal suo ambiente naturale.

GR Latina in edizione straordinaria…

In fondo, lo spettacolo aveva una caratteristica fondamentale: cambiava continuamente registro senza perdere il proprio filo conduttore. Esattamente ciò che una buona Radio deve saper fare ogni giorno.

Il gesto di un editore che guarda oltre la propria Radio

Ma il momento che ha dato alla serata il suo significato più profondo è stato quello dedicato alla storia.

Giuliano Radicioli, editore di Radio Immagine, avrebbe avuto tutte le ragioni per organizzare una grande festa dedicata esclusivamente alla propria emittente. Cinquant’anni di attività rappresentano un traguardo straordinario, soprattutto in un settore attraversato da trasformazioni tecnologiche, economiche e competitive così profonde.

L’editore di Radio Immagine, Radio Latina e Radio Luna, Giuliano Radicioli

Ha scelto invece una strada diversa. Ha voluto che la celebrazione diventasse la festa di tutte le Radio di Latina.

Il suo discorso, uno dei momenti più intensi della serata, ha restituito il senso di questa scelta. E la successiva premiazione di una ventina di pionieri e grandi protagonisti della storia Radiofonica locale ne è stata la rappresentazione più concreta.

Bellissime targhe, consegnate a persone che hanno contribuito a costruire il mondo della Radio nel territorio. Editori, professionisti, protagonisti di stagioni diverse, rappresentanti di esperienze che hanno segnato la vita della città. Anche se le rispettive emittenti non sono più presenti nell’etere.

Non è stato soltanto un riconoscimento individuale. si è trattato di un ringraziamento collettivo.

Perché la storia della Radio di una città non appartiene a una sola emittente. Appartiene a tutti coloro che l’hanno costruita e a tutte le persone che l’hanno ascoltata.

Nato Radiofonicamente a Latina, Enzo Ferrari vi è tornato per l’evento. Esilaranti gli episodi dei suoi inizi.

In un settore nel quale la competizione è quotidiana, dove le frequenze, gli ascolti e i ricavi sono necessariamente oggetto di confronto, questo gesto assume un valore particolare.

Si può essere concorrenti e riconoscersi parte della stessa storia. Si può festeggiare un successo imprenditoriale senza dimenticare il contributo degli altri.

A Latina è successo. E credo che sia un esempio da ricordare.

La forza di una comunità

C’è un aspetto della Radio locale che i numeri di ascolto, pur fondamentali, non riescono a raccontare completamente.

È il rapporto che un’emittente costruisce nel tempo con il proprio territorio. Un rapporto fatto di informazione, presenza, musica, iniziative, solidarietà, eventi e persone che finiscono per riconoscere in quella Radio una parte della propria vita.

La serata di Latina ha reso visibile proprio questo patrimonio.

Il teatro gremito non era soltanto il pubblico di uno spettacolo. Era la dimostrazione di una relazione costruita in mezzo secolo. Sul palcoscenico e in platea si incontravano generazioni diverse, esperienze professionali, ricordi e prospettive.

E il saluto finale in video di Tiziano Ferro, artista profondamente legato alla città, ha aggiunto un’ultima emozione a una serata che ne aveva già regalate moltissime.

Si potrebbe parlare di nostalgia. Sarebbe però una lettura sbagliata.

La nostalgia guarda soprattutto indietro. Quello che ho visto a Latina, invece, è stato un grande patrimonio di storia messo al servizio del presente. E, soprattutto, del futuro.

Una lezione per tutta la Radio

Il settore Radiofonico italiano ha bisogno di raccontare meglio il proprio valore. Lo diciamo spesso quando parliamo di ascolti, investimenti pubblicitari e capacità del mezzo di generare risultati per le imprese.

Ma esiste anche un valore che precede tutto questo: la capacità della Radio di creare appartenenza.

Una capacità che non nasce da una campagna pubblicitaria o da una dichiarazione di principio. Si conquista giorno dopo giorno, attraverso la credibilità, la continuità e la vicinanza alle persone.

A Latina, per una sera, tutto questo è diventato tangibile.

E forse è proprio questa la lezione più interessante per gli editori Radiofonici. Non basta affermare di essere vicini al territorio. Bisogna esserci davvero, diventare un riferimento, costruire occasioni nelle quali la comunità possa riconoscersi.

Giuliano Radicioli e il suo gruppo, che comprende anche Radio Latina e Radio Luna, hanno dimostrato che una grande festa può diventare qualcosa di più di un evento promozionale: può trasformarsi in una dichiarazione pubblica del valore della Radio.

Sono tornato da Latina con un’emozione e una convinzione.

L’emozione di aver partecipato a una serata straordinaria, insieme a persone che hanno fatto e continuano a fare Radio con passione.

La convinzione che il nostro mezzo possieda un capitale di relazioni, fiducia e partecipazione che troppo spesso siamo noi stessi a sottovalutare.

Venerdì 30 ottobre si festeggiavano i 50 anni di Radio Immagine. Ma sul palcoscenico del Teatro D’Annunzio c’era una città intera.

E quella città, per una sera, ha avuto una sola grande voce: la Radio.

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