UNICATT: CONVEGNO “PERCHE’ LA RADIO?”

Sono professore a contratto in Università Cattolica a Milano da 11 anni; era il 2004 quando cominciavo a insegnare Teorie e Tecniche della Radio Musicale per il Master in Comunicazione Musicale. Quest’anno ho lanciato un’idea a Gianni Sibilla, il direttore del Master, che volentieri l’ha colta e sviluppata insieme a me: realizzare un “ponte”, attraverso un Convegno sulla Radio, tra Operatori e Studenti. L’occasione per i primi di fermarsi, riflettere e condividere esperienze e per i secondi di porre domande e di approfondire degli aspetti. La finalità di un Convegno Universitario non è di rappresentare un solo punto di vista ma possibilmente tutti. Radiofonia Pubblica, Commerciale e Comunitaria. Nazionale e Internazionale. Si è trattato di 4 ore di convegno variegate, intense, certamente attraenti e con ben oltre 600 partecipanti.

Il Convegno si è svolto il 4 febbraio nell’aula Sant’Agostino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e ha funzionato certamente al meglio; con relatori così qualificati è difficile sbagliare. Sergio Valzania, vice direttore di Radio RAI ma anche indimenticato ex direttore di RAI Radio 2, il professor Giorgio Simonelli, Tiziano Bonini, Luca De Gennaro e poi anche le voci della Radio con conduttori e giornalisti Radiofonici noti di ieri e di oggi come Guido Monti, Alex Peroni, Federico L’Olandese Volante, Dario Spada (Radio 105) e Marta Cagnola (Radio 24). A concludere, con una sessione speciale a lui dedicata è intervenuto anche Linus, direttore artistico di Radio Deejay, certamente la Personality più emblematica della Radiofonia commerciale contemporanea. A Gianni Sibilla e Claudio Astorri è toccato l’onere di gestire 2 panel e 1 intervento finale in cui sono stati convogliati i contributi degli ospiti invitati. Un eccellente report del Convegno è stato realizzato da Cattolica News in un articolo cui si può accedere cliccando qui.

Tra gli interventi più applauditi in un contesto di apprezzamento generale davvero per tutti gli ospiti c’è stato l’intervento-show di Carlo Momigliano, direttore commerciale del gruppo Finelco (Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio), che ha sviluppato il tema della Radio in chiave marketing; le slide del suo intervento sono visibili qui.

Ecco alcune tra le affermazioni più interessanti raccolte nel Convegno. “Quando fai un programma alla Radio non sai mai come andrà a finire, per quanto tu possa cercare di predeterminarlo” (Sergio Valzania). “C’è una molteplicità di luoghi in cui possiamo consumare Radio. E poi ricordiamoci che senza Radio non ci sarebbe televisione” (Giorgio Simonelli). “La Radio offre libertà e permette di difendere un ideale trasformando quindi parti del pensiero umano” (Tiziano Bonini). “La Radio crea un fenomeno di partecipazione in tutti i singoli target e non ha bisogno di avvalersi per forza del mondo di internet; le aziende che intendono fare pubblicità stanno seriamente considerando i frutti portati dalle onde FM” (Carlo Momigliano). “Le playlist sono un patrimonio da difendere e le Radio, trasmettendo le stesse canzoni, rischiano di far mancare la competitività nella scelta che deve fare l’ascoltatore” (Luca De Gennaro).

E’ emerso il “conflitto generazionale” tra giovani e adulti, anche se è evidente che si tratti del problema di un intero Paese. Lo spazio per i giovani, la loro crescita in Radio: c’è ma non si vede? Una cosa è certa, essi al Convegno rivendicano spazio e pure attenzione, anche grazie agli studenti del Master. Su questo tema interviene anche Linus: “Sono favorevole ai nuovi talenti ma attenzione alle meteore; se ne vedono troppe, purtroppo”. Sempre secondo il direttore artistico di Radio Deejay in Italia mancano le ”Radio di mezzo”, quelle in cui i giovani possano autenticamente fare palestra e crescere.

 

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