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Sono nel 22° anno del mio lavoro di professore del Master in Comunicazione Musicale e proprio a cavallo dei miei 2 insegnamenti. Si è concluso il corso di ‘Teoria e Tecniche della Radio Musicale’ e si è appena aperto quello di ‘Laboratorio di Progettazione Radio’. E’ la fase per gli studenti del passaggio dalla acquisizione di competenze a quella della pratica e dell’applicazione sul campo. Ogni anno compio questo percorso che aggiorno quanto possibile. Al traguardo mi aspettano i progetti sempre innovativi degli studenti.
Cosa è il Laboratorio di Progettazione Radio?
Non è un corso frontale e tradizionale: un’officina. Gli studenti non studiano la Radio: la costruiscono. Nel Laboratorio di Progettazione Radio non si studia solo un medium: si progetta un prodotto editoriale. Prima la analisi puntuale e la diagnosi di un mercato reale. Poi, soltanto alla fine della fase di studio, la classe progetta almeno 3 formati, la cui costruzione è la risposta a una scarsità. Lavoro di gruppo, scelte nette, la promessa editoriale chiara. Un formato non è un’idea carina. È un vuoto riempito con precisione.
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Il mercato reale di quest’anno: la Toscana
Mi piace far scegliere direttamente agli studenti la regione da studiare che poi è il caso della realtà. La convergenza è stata per la Toscana. Benissimo, si comincia. Come? Si individuano e si studiano le emittenti top della regione. In modalità semplificate. Non con tutto l’armamentario disponibile delle analisi ma solo con i caratteri salienti. Direi che tra questi non può comunque mancare una mappa età-sesso con il posizionamento di tutte le stazioni in Toscana. Gli studenti conoscono le associazioni Target = Formato.

Dopo l’analisi dei dati di ascolto, i 31 studenti del Master rilevano tutte le 31 emittenti top. Una ciascuno. L’esperienza di ascolto diventa monitoraggio strutturato. Si rilevano i 4 contenuti della Radio su un campione di 2 ore del palinsesto. Musica, Informazione Conduzione e Interattività. Ciascuno espone le evidenze agli altri studenti della classe, la quale si fa un’idea anche della offerta complessiva Radio. Poi il dibattito e infine il voto sulle idee di progetto. La costituzione dei gruppi. La caccia ai formati è prossima.
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