— Pubblicità —
—
E’ tutto nato a lezione di “Teoria e Tecniche della Radio Musicale”. L’ho, come si dice, buttata lì: “Sarò a Sanremo per qualche giorno e per una serie di incontri. Qualcuno di voi, per caso, è da quelle parti nei giorni del Festival?”. Bene, sono arrivati in 27 su 31. La classe del Master in Comunicazione Musicale della Università Cattolica di Milano, quasi al completo. Mi sono organizzato in poco tempo e per il giovedì pomeriggio e il venerdì mattina del Festival ho offerto agli studenti 5 appuntamenti top con le Radio.
Quello delle Radio a Sanremo è un tema che ho affrontato già sul blog, e soprattutto è un fenomeno che non ha flessione. Sempre più Radio, sempre più presenti. Progetti di grande respiro e semplici presenze nel contesto. Non è solo un Festival ma l’evento #1 in Italia, la malattia annuale di milioni e milioni di persone. Una vetrina spettacolare e ed è difficile rinunciarvi, non esserci. E dove le macchine promozionali, di discografia e media, si muovono in modi assolutamente interessanti per chi desidera pure entrarvi.
Radio Kiss Kiss @ Casa Kiss Kiss
La stazione della famiglia Niespolo è a Sanremo da 3 anni, con una splendida struttura a 2 piani in zona porto. Numero 1 tra le Radio. Accoglienza degli artisti con il percorso tra la fan-base. Primo stop al bar del piano terra per le prime interviste social. Poi salita al piano superiore per tutti gli studi per le interviste vere e proprie, Radio e TV. Il tutto in una atmosfera calorosa e professionale. Bravissimi. E grazie a Patrizia Fabbretti che ha accolto e condotto gli studenti per 2 ore in tutti i dettagli dei processi organizzativi.

EarOne e Maurizio Gugliotta @ Casa Sanremo
Avevo già invitato Maurizio Gugliotta alla lezione su “Analisi Oggettive sulla Musica e sull’Airplay in Radio”. Aveva offerto un grande contributo didattico ma anche un bel feel fatto di passione e professionalità. Già competenti quindi di airplay Radio, è stato quasi naturale per gli studenti incontrare Maurizio Gugliotta, e vedere con EarOne gli andamenti di airplay che hanno riguardato le canzoni in concorso; e comprendere tutte le funzioni delle Radio locali e nazionali che sono utili a un lancio promozionale. Tks!

Radio Bruno @ Hotel Royal
Radio Bruno da anni durante la settimana del Festival è in un’ala del noto Hotel Royal di Sanremo. In sostanza c’è una area di accoglienza, ovviamente da grand hotel, che è propedeutica anche a interazioni sponsor, e poi l’area del lavoro sui social che precede l’accesso agli studi sia Radio che TV, davvero ben organizzati sia in senso assoluto che relativamente agli spazi disponibili. Il grazie di un’accoglienza che si è estesa a un utile confronto sulle professionalità è rivolto a Alessandro, Francesco e Gianni Prandi.

RTL 102.5 @ Area Casinò
Gli scrivo e mi risponde al volo: “Ci penso io”. Dimenticavo, il presidente operaio. Gli studenti sono accolti da lui, Lorenzo Suraci, che, in mezzo a una folla pressante, indica la strada per accedere ai 2 mega-truck di RTL 102.5. Dimenticavo un’altra cosa; capace di buttarti davanti a un microfono, come nessun altro. Così fu. E’ toccato a me, il prof., andare in diretta sulla Radio dopo 36 anni dall’ultimo programma condotto. Lo spot sul Master. E poi tanta condivisione e una diretta Twitch con gli studenti in diretta. Grazie!

Radio Mediaset @ Villa Nobel
Strategia unica. Radio Mediaset decentrata dal cuore del festival in struttura splendida e terapeutica per accoglienza e servizi. Grazie a Donata Crescini, marketing manager, che ha offerto 2 ore del suo tempo per un percorso davvero dettagliato per gli studenti. E anche i direttori sono statio disponibili. Vecchi amici. Angelo De Robertis di Radio Norba, Daniele Tognacca di R 101, Beppe Cuva di Radio Subasio e Stefano Bragatto di RMC. A tutti grazie. Anche per la lezione di coinvolgimento di sponsor e clienti.

— Pubblicità —
—
I report degli studenti: Sofia D.
In occasione della 76esima edizione del Festival di Sanremo, abbiamo potuto visitare le sedi delle radio presenti per ‘la Settimana Santa’ della musica italiana. Abbiamo percepito come si tratti di un lavoro profondamente collaborativo: parallelamente alla conduzione live, si sviluppa un’attività costante di preparazione editoriale, gestione degli imprevisti (è il bello della diretta!) e rilancio immediato dei contenuti online. Si tratta di un’interazione continua e stimolante, un dialogo non solo tra addetti ai lavori ma anche tra tradizione e piattaforme digitali. La radio durante Sanremo non è quindi ‘solo’ un mezzo di diffusione, ma uno spazio capace di orientare la percezione degli artisti e rafforzare la relazione con il pubblico composto da tanti giovani come noi, desiderosi di approfondire questo mondo e, chissà, poterci lavorare in futuro!
I report degli studenti: Sara C.
L’esperienza a Sanremo di radio in radio è stata preziosa! Ha permesso ad un gruppo di giovani appassionati come noi di osservare il Festival da un punto di vista differente, quello che forse meno ci si aspetta. È stupefacente quanto ogni radio riesca a creare un piccolo mondo dalla propria postazione, sembra quasi che le persone dimentichino cosa le circonda per immergersi nell’emozione della loro emittente preferita. L’atmosfera che si crea dimostra, in assoluto, quanto gli ascoltatori apprezzino il lavoro che la radio fa tutto l’anno per loro, e sembrano proprio ricambiare con altrettanto calore. Tutti gli addetti ai lavori sono carichi di energia e passione per ciò che fanno, e questo si percepisce appena si mette piede nell’area di riferimento della loro emittente, che subito emoziona e ravviva anche chi passa solo per caso. È stato interessante notare che l’età degli ascoltatori è davvero varia, si è percepito che i giovani sono ancora felicemente coinvolti dall’attività delle radio, e forse molti nel pubblico sognano di lavorare al suo interno con ancora grande fervore!

I report degli studenti: Ilaria M.
Quello che mi ha colpito di più è stata l’enorme organizzazione e professionalità che c’è dietro ad un media come la Radio, fondamentale nel Festival della canzone più importante d’Italia. Testimone di questo è il fatto che le radio nazionali che abbiamo visitato non si limitano a trasmettere; occupano fisicamente la città di Sanremo. In un contesto così stimolante e caotico se vogliamo, abbiamo appreso fin da subito quanto l’attenzione al timing, scaletta e programma radiofonico sia di fondamentale importanza per la buona riuscita dell’intero palinsesto. Tutti i professionisti che ci hanno calorosamente accolto hanno trasmesso la loro passione a noi ragazze e ragazzi aspiranti lavoratrici e lavoratori nel mondo della musica. Ammirevole l’adattamento al Festival dei vari format della radio e l’attenzione agli artisti con domande mirate ed argute sui brani portati in gara. Spassosissima la nostra partecipazione alla live sul canale twitch di RTL. W la radio!
I report degli studenti: Rebecca P.
È stato interessante e affascinante osservare l’organizzazione quasi maniacale delle varie radio durante la settimana del Festival di Sanremo: ognuna ha cercato di dare il proprio contributo agli artisti, mettendoli il più possibile a loro agio. Mi ha colpito la grande preparazione che c’è dietro: nulla è lasciato al caso, ogni parola, ogni collegamento è frutto di studio, coordinazione e concentrazione. Ma oltre all’aspetto tecnico, mi ha emozionato l’atmosfera che si respira fuori dagli studi: i fan che aspettano per ore, che vogliono sentirsi parte di qualcosa di più grande. La radio è un ponte tra artisti e pubblico. La cosa che mi ha colpito di più è stato il “lavoro invisibile” che rende possibile questa magia: una squadra appassionata che lavora dietro le quinte per creare emozioni condivise. Questo entusiasmo ci ha trasmesso una forte motivazione a voler entrare, il prima possibile, in questo mondo affascinante e pieno di stimoli.

I report degli studenti: Diego M.
Scoprire il Festival di Sanremo dal punto di vista delle radio è stata un’esperienza speciale e formativa. Durante le visite mi ha colpito tantissimo l’energia che si respirava. Viviamo in anni in cui si dice spesso che la radio abbia un ruolo marginale, quasi superato rispetto ai nuovi mezzi di comunicazione. Tuttavia, a Sanremo ho potuto vedere l’esatto contrario: la radio è viva ed è in formissima! Vedere tanti giovani professionisti coinvolti mi ha fatto capire che non è affatto un mezzo superato, anzi è in grado di rinnovarsi e dialogare con il digitale, mantenendo quella dimensione umana che la rende unica. Ho apprezzato molto, oltre all’energia e alla passione sempre percepibili, quanto tutto sia calcolato al secondo: dal coordinamento tra cabina di regia e speaker fino, soprattutto, all’accoglienza riservata agli artisti, con grande cura e rispetto, per metterli a loro agio nonostante il ritmo frenetico della settimana.
I report degli studenti: Federico N.
Personalmente partivo dal pensiero che, in un’era prevalentemente dominata dal digitale e dallo streaming, il ruolo della radio fosse col tempo diventato marginale e non più di spessore come un tempo. Con mio stupore, invece (ed è stato proprio questo l’obiettivo del prof. Astorri) mi sono accorto di come in realtà la radio assuma un ruolo centrale nel Festival, e di come componga quasi un microcosmo coerente e di grandezza pari (se non superiore) a tutte le altre forme di comunicazione e marketing legate a Sanremo. È stata una bellissima esperienza dietro le quinte di un settore a cui non avevo mai prestato molta attenzione e su cui non mi ero mai interrogato, ma che oggi mi lascia tante certezze.

I report degli studenti: Martina L.
Nei miei ultimi anni di studi, la radio è sempre stata un punto di partenza: è lì che ho svolto i primi tirocini all’interno del mondo musicale e da lì ho imparato tanto, portando sempre nel cuore canzoni, sorrisi e persone. Sono stata in regia, in redazione on air, alla selezione musicale, alla post-produzione e per una minima parte anche davanti al microfono e vedere come tutto questo prende forma a Sanremo è stato un po’ come chiudere un cerchio di sogni e soddisfazioni. A volte si ha l’idea (sbagliata) che le radio non siano più rilevanti come una volta e invece il lato interessante di questo nostro mini tour è stato proprio il rendersi conto di quanto le radio resistano allo scorrere del tempo ed ai cambiamenti del mercato, prendendosi il proprio giusto spazio. A sorprendermi è stato come siano riuscite, nonostante le mille attività di marketing in una settimana dai ritmi totalmente folli, a mantenere il senso di comunità e vicinanza al pubblico che da sempre distingue il mezzo radiofonico.
I report degli studenti: Federico D.
Ho particolarmente apprezzato l’organizzazione degli studi radiofonici, strutturati come un vero e proprio “villaggio” capace di riunire in modo armonico tutti i professionisti coinvolti. Questa impostazione ha favorito un ambiente collaborativo e ben coordinato, contribuendo alla creazione di interviste dinamiche e coinvolgenti, realizzate in stretta sinergia con gli artisti presenti.

I report degli studenti: Carola S.
Essere fisicamente a Sanremo durante il periodo del Festival è stata, per me, un’avventura a cavallo tra sogno e realtà. Sognavo di vivere questa esperienza da sempre e grazie alle attività organizzate dal nostro Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano, questo è stato possibile. Noi alunni, mediante le varie visite svolte nell’arco di due giornate, abbiamo avuto la possibilità di passare dall’aula all’industria, dalla teoria alla pratica. Respirare dal vivo il Festival di Sanremo, durante quei giorni in cui la città sembra una “mini Las Vegas”, mi ha fatto realizzare ancor di più quanto io voglia lavorare all’interno dell’industria musicale. I vari appuntamenti organizzati dai nostri professori ci hanno permesso di incontrare artisti e addetti ai lavori, tutti pronti e disponibili a rispondere calorosamente a ogni nostra curiosità. Per sempre grata di aver vissuto tutto questo!
I report degli studenti: Sophia R.
L’esperienza al Festival di Sanremo mi ha permesso di osservare da vicino il funzionamento concreto del mondo radiofonico. Ho trovato particolarmente interessante il livello di coordinamento tra le diverse figure professionali: ogni ruolo è fondamentale e si integra con gli altri, soprattutto nei momenti che precedono la diretta, quando i tempi sono stretti e l’attenzione deve essere massima. Mi ha sorpreso la naturalezza con cui vengono gestiti gli imprevisti, senza che dall’esterno si percepisca alcuna difficoltà. Ho capito quanto studio, preparazione e concentrazione siano necessari anche solo per pochi minuti di collegamento. Vivere la diretta dall’interno mi ha fatto sentire parte di qualcosa di dinamico e stimolante. Ho provato entusiasmo ma anche grande rispetto per questo lavoro, comprendendo che dietro l’apparente spontaneità della radio c’è una professionalità solida, attenta e costante.

I report degli studenti: Martina D.
Nella settimana di Sanremo abbiamo varcato le porte degli studi temporanei delle emittenti: un’immersione totale nel dietro le quinte. Dall’accoglienza agli artisti da parte dei fan alle interviste organizzate con cura per dirette radio e clip social. Tutto si muove a un ritmo frenetico, ma gli spazi sono divisi in modo ottimale tra postazioni pulsanti e angoli rigeneranti. Il ricordo indimenticabile? La nostra partecipazione come ospiti, insieme al prof. Astorri, a una vera e propria diretta! Nell’era digitale in cui viviamo, credevo la radio un mezzo accessorio, ma mi sbagliavo: è uno strumento promozionale essenziale, dove nasce la vera vita delle canzoni post-Festival.
Photo Credit: Carola Sudano
— Promo ASTORRI —

—
— Pubblicità —
—
