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Nel mondo dell’audio c’è chi continua a raccontare la favola della FM al tramonto e dell’IP come unica via di salvezza. Poi arrivano i numeri, quelli veri, e ribaltano la narrativa. L’ultimo studio di Edison Research mette un punto fermo: negli Stati Uniti, l’ascolto AM/FM resta saldamente governato dalla manopola.

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Le ricerche quali-quantitative di Edison Research negli USA sono strumentalizzate non raramente nel nostro Paese. Oltre ai negazionisti della FM, che la vedono follemente in fase di morte, ci sono anche i monopiattaformisti dell’IP che evocano scenari estremi e improbabilissimi di dissolvimento totale della Radio nel mondo dell’audio. Purtroppo i non sospettabili titolari di frequenze FM in una certa parte ci stanno cascando. Oppure, sono titubanti, incerti, vacillanti. Io no. Qui suggerisco ancora di tenere la barra dritta.

Non si tratta di negare che l’IP sia UTILE. Ci mancherebbe. Dispositivi d’ascolto come smart phones, smart speaker, smart TV, PC e Tablet hanno esteso la universalità Radio e ne hanno consentito perfino l’incremento di fruizione come mezzo, alla faccia di tutti i gufi. Si tratta solo di affermare che le piattaforme broadcast AM/FM/DAB/DTT sono INSOSTITUIBILI e che devono rimanere il centro dell’attenzione negli investimenti di distribuzione dei segnali. Tutto qui, mi sembra lucido e ragionevole. Senza discussioni.

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Le evidenze di trend da EDISON RESEARCH

La fonte è la ricerca Share Of Ear e la sintesi è su un post del sito di Edison Research che è esplicito nei punti. Il campione è parametrato alla popolazione degli U.S.A., oltre i 13 anni di età.

  • In 10 (dieci) anni la fruizione della Radio da ricevitori AM/FM è scesa di soli 6 punti percentuali e si attesta all’87% (ottantasette percento) del totale.
  • La perdita del 6% si deve in parte agli smart speaker (3%), che in casa hanno di certo reso più agevole la fruizione dei target più tecnologici, e in parte da smart phone nella fruizione mobile, per la maggioranza e tipicamente dall’auto.

Molti sostengono a guardare questi grafici reali ed eloquenti che, no, la caduta sarà di fatto repentina e improvvisa, senza speranza di salvezza. AM/FM come DAB e DTT crolleranno in grande velocità e dunque senza più dare il tempo di salvarsi nell’IP, che sarebbe la panacea di tutti i mali. Ricordo che il grafico sopra pubblicato riguarda un arco temporale di 10 anni. Posso dire una cosa? E’ da 10 anni, e pure dai 10 anni che sono precedenti agli ultimi 10 che dite la stessa cosa. Disco rotto, no? Vi voglio bene.

Il messaggio

Mentre il catastrofismo interessato vi porta a investimenti spesso sconsiderati nell’IP e soprattutto ad aspettative totalmente sballate, il mio suggerimento è di tenere al centro il modello di business del broadcast. Migliorando ove possibile la diffusione FM+DAB e concentrandosi nel servire al meglio il pubblico e la clientela pubblicitaria. Sono aree che devono ricevere investimenti e attenzioni. La Radio non è un elettrodomestico. Da ricordare che è la relazione tra stazione e individuo, una magia che sopravvive all’IP!

Photo Credit: iStock.com/Milan Krasula

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