Prima il mezzo, poi le stazioni. La prima analisi sui dati della rilevazione Radiofonica pubblicati oggi da TER è dedicata agli ascoltatori e all'ascolto complessivi del nostro mezzo. E ci sono più buone notizie che cattive...

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Unitamente alle cosiddette “anticipazioni” sui dati di ascolto della Radio e delle sue stazioni del 1° semestre della rilevazione ufficiale, TER ha rilasciato il 14 luglio anche i dati del 2° trimestre del 2022 inerenti all’ascolto totale del mezzo. Il periodo rilevato è quello tra martedì 5 aprile e lunedì 10 giugno 2022. Prima di addentrarci nelle valutazioni sulla competizione tra tutte le singole stazioni è decisamente interessante poter verificare la salute del mezzo Radio nel suo complesso. Illustro qui i confronti omogenei tra il 2° trimestre 2022 e quelli precedenti.

Preciso che, come peraltro noto, TER non ha pubblicato i dati del 2° trimestre del 2020 per il blocco complessivo della rilevazione di ascolto della Radio a causa della pandemia. Nelle serie dei secondi trimestri che compongono la tendenza manca dunque forzosamente quello del 2020.

Gli ascoltatori settimanali nei secondi trimestri

L’unico dato non positivo tra le 3 variabili d’ascolto è quello degli ascoltatori settimanali. Non si riesce ancora a intravedere un dato che si possa avvicinare a quelli della fase della rilevazione precedente alla pandemia, che è qui segnalata dalle colonne di colore blu. Rispetto al dato del secondo trimestre 2019, c’è una perdita di bacino settimanale consistente in 972.000 individui. Il nuovo dato della popolazione servita dal mezzo Radio su base settimanale è dell’82,8%. Si tratta di un dato indubbiamente importantissimo ma non in un trend di segno positivo.

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Gli ascoltatori giornalieri nei secondi trimestri

Gli ascoltatori del giorno medio sono in crescita rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, il 2° del 2021. Ciò fa tirare un sospiro di sollievo. Allo stesso tempo non ci si deve nascondere dietro al fatto che il nuovo dato non è migliorativo rispetto al periodo che è precedente alla pandemia. Inoltre la crescita c’è stata ma è contenuta, è un incremento di soltanto 157.000 individui. Il nuovo dato di copertura dell’ascolto giornaliero sul totale della popolazione, sempre determinato da TER oltre i 14 anni, è del 64,49%.

Gli ascolti nel quarto d’ora medio nei secondi trimestri

La soddisfazione piena nell’analisi del comportamento del mezzo Radio nel suo complesso ci giunge dalla fondamentale variabile del quarto d’ora medio. Il dato delle persone mediamente sintonizzate tra le 6:00 e le 24:00 sale a 6.303.000 individui. Ciò rappresenta non soltanto il superamento del dato dello stesso trimestre dell’anno scorso, e con un salto decisamente significativo. Offre anche la conferma che in quanto ad ascolto, più che ad ascoltatori, la Radio ha superato il dato del prima della pandemia. Ciò ci deve confortare, ma anche rafforzare.

In estrema sintesi

Il bacino settimanale degli ascoltatori si stringe ancora, sia pure in modo più lieve di quanto avvenuto in precedenza. La mobilità non è tornata ancora ai livelli antecedenti alla pandemia. Le abitudini di vita e di lavoro in tal senso sono ormai cambiate, ed è possibile che la Radio paghi un piccolo prezzo per questo. Gli ascoltatori giornalieri tuttavia crescono di nuovo e l’ascolto nel quarto d’ora medio sale. Evidentemente, sia pure con un numero di ascoltatori settimanali inferiore, c’è più ritorno alla fruizione giornaliera e maggior tempo di ascolto.

Photo Credit: iStock.com/alphaspirit

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