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Per mesi ci hanno raccontato la Svizzera come il manifesto del dopo-FM: spegnimento “lungimirante”, “passaggio controllato all’ambiente only digital”, sistema destinato a diventare del tutto digitale entro fine 2026. Insomma: la FM come ferraglia da museo, utile solo a chi non aveva ancora capito il futuro.
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Poi, con una certa scortesia verso i monopiattaformisti dell’IP, sono arrivati i fatti. Il Parlamento svizzero, nel dicembre 2025, ha deciso di consentire la prosecuzione della diffusione FM anche oltre il 2026. E il 21 aprile 2026 il BAKOM/UFCOM ha definito il nuovo quadro: concessioni FM 2027-2034, continuità per SSR e Radio con mandato di prestazioni, altre frequenze riassegnate o messe all’asta.
Traduzione brutale: la FM che doveva essere rottamata è ancora lì, dentro il sistema. Non per romanticismo. Per realismo. E quando la realtà si mette di traverso, anche le certezze rottamatrici devono improvvisamente diventare “adattive”.
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