Il SEGMENTO RADIO DANCE/RHYTHMIC

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Nella Radio italiana è stato importato molto in termini di strategia editoriale e di tecnica operativa, ad esempio dagli Stati Uniti d’America. Le Radio di Flusso più affermate con i loro formati Contemporary Hit Radio hanno assorbito expertise a stelle e strisce ad esempio nella Stationality e nella consistenza dell’offerta, innovando e poi sviluppando in proprio; ciò ha riguardato RTL 102.5 ma impatta il 2018 di RDS se consideriamo che quest’ultima si serve ancora di 2 consulenti di Los Angeles assai noti e affermati su scala globale. C’è qualche formato che la Radio in Italia può o potrebbe invece esportare? La nostra originalità di offerta rispetto agli altri Paesi d’Europa riguarda 2 segmenti. Il primo è quello delle Personality Radio, emittenti con maggioranza di conduzione su musica e informazione (105 e RDJ), e il secondo riguarda le emittenti Dance/Rhythmic.

Dalla Disco 70 e da Saturday Night Fever in poi i disc-jockeys dei club e delle discoteche di un tempo hanno invaso le Radio commerciali introducendo nelle stesse oltre che la loro collaborazione tecnica, utile e preziosa, anche quella editoriale sotto la forma dei programmi mixati. Non è difficile stabilire a livello internazionale chi sia il papà dei mixati in Radio; è Tony Prince, mitico conduttore di Radio Luxembourg che serviva il pubblico di programmi miscelati in modo incredibile grazie al network dei migliori clubber di tutte le metropoli d’Europa, il tutto già servito in onde medie e per tutto il continente dai primi anni ’70. A livello italiano è più complesso attribuire una forma di primogenitura perché il fenomeno delle Radio libere è stato così esplosivo nella sua nascita e nel suo sviluppo locale da determinare tanti riferimenti tra i disc-jockey a livello di eccellenza nei mixati, uno o più per singola zona del Paese. Possiamo riconoscere tuttavia che a livello di stazione, la prima emittente che partendo dal concetto dei mixati, ma non fermandosi a quel punto, e spingendo l’acceleratore sul valore della esplorazione, abbia creato il formato Dance/Rhythmic è stata Radio Italia Network, basata su programmi anche con forte specializzazione dei sotto-generi della musica da club.

Quali sono le Radio oggi che sono le figlie di Radio Italia Network o che, comunque, hanno un atteggiamento di offerta musicale che sia Dance/Rhythmic? La classificazione non è semplicissima e nemmeno ufficiale ma propongo almeno l’identificazione delle prime 10 emittenti per ascolto nei quarti d’ora in Italia che potrebbero rientrare nel segmento. Ogni commento al riguardo è graditissimo.

Vogliamo capire qualcosa di più di queste emittenti? Come al solito guardiamole per il loro profilo di ascoltatori e di ascolto, sia pure in sintesi, e ne sapremo molto.

I dati come indicato sono quelli di TER 2017 e quello della AQH si riferisce alle 24 ore. E’ abbastanza immediata la lettura. Quantitativamente M2O, l’unica Radio nazionale del segmento, appare notevolmente avvantaggiata rispetto a un primo gruppo di inseguitori multi-regionali o di singola regione che include DiscoRadio, Radio Ibiza e Radio Globo. Più staccate appaiono Radio Piterpan, Radio StudioPiù e Radio 80.

La tabella indicata ci offre altre informazioni, elaborandola.

Il Turnover Ratio è il rapporto tra Ascoltatori nei 7 Giorni e nel Giorno medio e indica la capacità di trasformare gli ascoltatori della settimana in frequentatori quotidiani. Può dipendere anche da fattori tecnici, qualità della copertura, ma certamente rappresenta l’orientamento alla fidelizzazione. E’ un parametro importante e spesso purtroppo trascurato. In questa caratteristica tra le 10 emittenti Dance/Rhythmic è DiscoRadio ad avere il miglior rapporto (il più basso) pari a 2,33 mentre è Radio Viva FM ad avere quello peggiore con 3,60.

Un altro rapporto, il Conversion Factor, indica invece la capacità di trasformare ascoltatori in ascolto, ovvero ascoltatori nel Giorno Medio in ascolti AQH e in questa classifica Radio StudioPiù ha il rapporto migliore con 15,96 mentre quello peggiore è di StereoCittà con 19,06.

Entriamo ora nel merito di un parametro socio-demografico fondamentale, quello del sesso.

Le Radio più equilibrate tra i 2 sessi sono DiscoRadio e Radio Ibiza che riescono ad avere il 56% di Maschi e il 44% di Femmine mentre quella più squilibrata è StereoCittà con addirittura l’80% di solo ascolto maschile.

Diamo uno sguardo anche alle età?

E’ evidente che la Radio più giovane di tutte le 10 sia Radio Ibiza che ha il suo focus nei 18-24. Le altre emittenti insistono prevalentemente sui 25-34 anni. Radio Globo e Radio StudioPiù beneficiano di Morning Show molto forti tra le 6 e le 9 che contribuiscono ragionevolmente a espandere il target e finalizzarlo al meglio sui 35-44. Il caso di Radio 80 e del suo focus sui 45-54 si spiega con il suo orientamento musicale, anni ’80.

E ora una ultima raffigurazione per cogliere le emittenti del segmento Dance/Rhythmic in relazione relativa, sottolineo relativa, sia del sesso che delle età. Il centro del sistema di assi è il baricentro relativo alle 10 emittenti.

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