MILANO 2030: ma DOVE si trova la RADIO?

No, tranquilli… non è un articolo dedicato solo a chi risieda a Milano; è sì il progetto del capoluogo lombardo ma pone le stesse questioni e le medesime riflessioni a tutti gli operatori Radiofonici, ovunque essi vivano e operino in Italia. Il tema che propongo in effetti è il futuro delle metropoli e la presenza della Radio. Cominciamo appunto da Milano e dalla sua amministrazione che ha voluto organizzare su ben 3 giorni un convegno denominato “Milano 2030”. E’ stata presentata alla cittadinanza e nella cornice della Triennale la visione della metropoli verso il 2030; ovvero come le analisi sociali e demografiche possono determinare le scelte urbanistiche. Non nascondo sia stupore che ammirazione per quanto osservato e, sia pure abbia avuto la possibilità di salutare e di complimentarmi con il sindaco Giuseppe Sala, il punto qui non è politico.

Il focus infatti è nella disponibilità di informazioni su quanto accadrà nelle nostre città, nel caso di Milano addirittura in modo chiarissimo e con possibilità di condividere e partecipare da semplici cittadini.

Ora desidero provare a sintetizzare quanto appreso personalmente e direttamente grazie a Milano 2030 e suggerisco di pensare progressivamente e in parallelo nelle nostre menti, anche se non collegate necessariamente al territorio milanese, alle opportunità editoriali di utilizzo dei contenuti e delle linee guida qui riportati in campo Radiofonico, limitatamente però al quadro della emittenza delle stazioni FM disponibili oggi. Ok?!? Via…

  • Demografia – Milano nel 2030 sarà cresciuta demograficamente; la sua popolazione sarà attestata a 1.470.000 abitanti. I target di età in maggior crescita saranno due: quello over 85 conterrà almeno 25.000 individui in più rispetto ad oggi ma il 19-34 produrrà una crescita stimata nel 2030 di ben 53.000 nuovi abitanti. Da dove arriveranno tutti questi nuovi giovani mentre demograficamente precipitiamo nel ribasso delle nascite in ogni dove in Italia? Risposta: dall’attrazione e dalla qualità del polo universitario di Milano.
  • Obiettivi – Coerentemente alle osservazioni demografiche l’amministrazione ha progettato per Milano nuovi spazi importanti di condivisione per gli over 85 ma la sfida dei nuovi giovani in arrivo è più complessa e assolutamente da vincere. Benissimo CityLife, Porta Nuova, i nuovi grattacieli e le recenti novità della modernità urbana a Milano della fase di Expo ma ora servono in città appartamenti in affitto e a basso costo per permettere alla metropoli di risultare appetibile per gli studenti universitari di oggi e di domani. E dunque serve una forma di edilizia coerente all’obiettivo e per la quale vi sono aree disponibili. Il sistema di trasporti ha già notevoli eccellenze per favorire l’arrivo e la vita dei nuovi giovani (3 aeroporti, 4 linee metro, i passanti ferroviari, la AV, ecc.) ma la MM4 amplificherà i benefici e già tra un paio di anni. Per sempre più giovani Milano sarà… “Una città connessa, metropolitana e globale”.
  • Target – In modo esplicito si vuole sostenere la classe media, la così vituperata classe media. Si vuole rilanciare l’idea che Milano sia “Pane e libertà”. Promozione dell’innovazione ma anche accorpamento di attività economiche. Una miglior tutela del piccolo commercio anche proiettandolo in piattaforme di sviluppo sorte da nodi di smistamento di trasporti come Gobba o San Donato. “Una città di opportunità, attrattiva e inclusiva”.
  • Ambiente – Milano 2030 disegna un quadro di crescita sostenibile per la qualità della vita; infatti si progetta una riduzione dell’indice del consumo del suolo del 4%; sono anche previsti entro il perimetro della città ben 20 nuovi parchi con metratura oltre i 10.000 mq e lo sviluppo del Parco Agricolo Sud. Inoltre le abitazioni dovranno rispondere sempre più a criteri progressivamente stringenti sul consumo energetico. “Una città green, vivibile e resiliente”.
  • Distribuzione – Le parole del sindaco sono eloquenti: “Le periferie saranno la nostra ossessione”. L’idea è che i quartieri di Milano, dal più piccolo al più grande, dal più centrale a quello più periferico, dovranno ricevere la medesima attenzione e la stessa propensione agli interventi. Si sviluppa una città di “88 quartieri da chiamare per nome”, sostanzialmente 88 identità che si integrano.
  • Rinnovamento – Molti edifici vecchi e abbandonati proprio nella città, spesso di proprietà di banche o di assicurazioni, impediscono troppo spesso il completamento di progetti di riqualifica dell’arredo urbano. L’idea è che le costruzioni abbandonate attraverso una nuova normativa perdano significativa metratura al momento della richiesta di riqualifica, un vero disincentivo allo status quo che viene lasciato al suo destino, al suo decadimento. E’ “Una città che si rigenera”.

Fin qui abbiamo sintetizzato il film su Milano, la sua proiezione verso il 2030. Penso che si possa condividere il fatto che si tratti di valori importanti e che impattano la vita di milioni di persone oggi e nel futuro.

E la Radio in tutto questo? Autocritica. La Radio in tutto questo non c’è, non proietta il film, non il primo e non il secondo tempo. Forse l’intervallo. Nemmeno le sue prospettive di immaginazione sul tema specifico sono trasmesse, non ne racconta nemmeno le storie derivate. Il mezzo che fa stare meglio le persone non riesce a compiere ancora in Italia quel salto qualitativo nell’aiutare le persone anche a vivere meglio, a relazionarsi più positivamente con il proprio territorio, con la propria comunità e con i suoi obiettivi, ad accendere la loro passione sul futuro, sulle nuove sfide che li riguardano da vicino. Non ci sono d’altra parte nemmeno campagne sociali significative o organizzate direttamente delle emittenti Radiofoniche e ciò è ancor più emblematico.

Non c’è una stazione che si occupi 24/7 di cosa stia accadendo a Milano. Incredibile. Come in nessun altra metropoli o città in Italia. Il formato News/Talk esiste da 60 anni negli U.S.A. e non è ancora nato qui. Paradossale. Ci sono ascolti e fatturato molto importanti a disposizione se si interpreta il ruolo di autentica e continua connessione con la popolazione e il territorio. E non solo per fornire le notizie di cronaca nera o lo sport, con il calcio da ultras in prima linea.

La mia riflessione è che oggi nessuna Radio si occuperà di Milano 2030 se non nei GR e con un breve servizio e nessuna soprattutto accompagnerà i cittadini in questa incredibile cavalcata di 12 anni. Nessuna marca Radiofonica potrà testimoniare o guidare nel tempo il percorso la crescita, porsi come alfiere del cittadino nel fornirgli risposte al domani. Vuoto cosmico. Pessimismo? E’ un grido di dolore? No, solo una riflessione con condivisione di molta opportunità disponibile.

La prima generazione della Radio, quella dei pionieri, ha prodotto formati di intrattenimento soddisfacendo il pubblico dei giovani ed accompagnandoli nella loro crescita negli anni. I grandi gruppi editoriali, arrivati a conquistare posizioni nel mezzo, non hanno prodotto novità Radiofoniche significative se non Radio 24 da parte de Il Sole 24 Ore. Purtroppo la carta stampata quotidiana e locale ha perso ad oggi, con quella sola eccezione nazionale, l’opportunità di convertirsi vivente e immediata nella Radio pensando che il digitale fosse l’unica strada. Scelta sbagliata. Se molte testate stampa a carattere locale avessero ridotto del 30% gli enormi investimenti nel digitale on-line e avessero contemporaneamente investito il risparmio relativo nella acquisizione e nello sviluppo di una stazione Radio News/Talk, oggi registrerebbero sempre le cadute verticali di ricavo del circuito edicole ma avrebbero un centro produttivo forte e compensativo economicamente, efficace nella complementarietà perché a libero accesso: la loro stazione Radio News/Talk!

La Radio Privata, più è Locale… più è Pubblica. E non è mai troppo tardi per cominciare. Per gli interessati a un possibile progetto Radio News/Talk anche metropolitano, ecco un link..

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