L'ho definito un accordo storico e ritengo che questa definizione sia largamente condivisibile. E ha dei contenuti di marketing commerciale per la Radio che sono rilevanti. Vediamone almeno un paio, giusto per cominciare...

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Un gran colpo per RAI PUBBLICITA’. Non c’è alcun dubbio. La concessionaria guidata dall’AD Gian Paolo Tagliavia e che già rappresenta nel mercato dei clienti pubblicitari tutta la Radio e le piattaforme digitali di RAI RADIO includerà dal 2022 nella sua offerta anche RADIO ITALIA. Sono inclusi nell’accordo triennale di concessione pubblicitaria anche RADIO ITALIA TV, RADIOITALIA.IT e i suoi canali social. Si tratta di un accordo storico che segna l’estensione del perimetro di RAI PUBBLICITA’ nella Radio commerciale e con un soggetto complementare.

E’ una risposta alla tendenza verso la concentrazione in atto anche nella Radio e accelerata dal 2016 con l’ingresso di Radio Mediaset e con la risposta di Gedi, proprio con la acquisizione del 10% di Radio Italia e della sua concessione pubblicitaria. Gli equilibri commerciali ora cambiano in modo significativo garantendo a RAI Pubblicità un’apertura all’azione sul mercato che era inimmaginabile fino a ieri. Se ci si focalizza sulla Radiofonia nazionale, prima dell’innesto dei numeri commerciali di quella locale, la posizione della concessionaria di RAI è ora di leader.

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Il 17,84% di quota dell’ascolto Radio di RAI Pubblicità (2,60% di vantaggio sul secondo agglomerato nazionale della Radio, quello di Radio Mediaset) cresce al 19,23% (con un vantaggio che sale al 4,65%) se si esaminano i soli Responsabili Acquisti. Questo dato è solo un emblema di numerose integrazioni fertili e produttive per la clientela pubblicitaria che certamente la concessionaria saprà presentare. E’ nato un nuovo standard.

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