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Il 2026 non chiede alla #radio di reinventarsi, ma di rimettere ordine. Management, tecnologia, contenuti e mercato sono i quattro pilastri da sistemare subito, non slogan da citare nei convegni. Perché senza una Radio solida, anche l’audio più moderno resta fragile.

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Comincio con l’augurio di un Radiosissimo 2026 a tutti i lettori FREE e PRO ACCESS del blog astorri.it. Siete tanti, siete competenti e mi auguro anche nel corso del 2026 di essere all’altezza, sempre più complesso, di stimolarvi su temi e azioni da intraprendere nella vostra attività in Radio. E di interagire sempre di più con voi. Quest’anno il primo articolo non è morbido. E desidero palesare subito il mio pensiero. La Radio non è in una crisi di ascolti, sia chiaro, ma è in una profonda crisi di metodo. Condividete?

Nodo da sciogliere nr. 1 – Il MANAGEMENT

Mancano analisi e visione, cultura del cambiamento latitante. C’è il tema del nanismo. Solo gruppi, nazionali e locali che siano, hanno la chance. Occorre fondersi, o almeno federarsi, se si desidera sopravvivere. E occorre, poi, molto altro per vincere. Non sono presenti “best practise” dei grandi. Radio di GEDI giustamente in vendita, MEDIASET non guadagna ascolti, RDS e RTL di fatto immobili. Quindi, difficile. Più autonomia di percorso. Il digitale. DAB ok! Piano con audio e podcast, prima innoviamo la “Radio”.

Nel 2026 il primo upgrade non è tecnologico,
è mentale.

Nodo da sciogliere nr. 2 – L’ENGINEERING

La tecnologia non è più solo “far uscire il segnale” in FM, DAB e sul DTT, piattaforme benedette e insostituibili della Radio. Streaming, hybrid broadcast, automazione. E l’IA che può favorire integrazioni e modalità innovative. Non solo ChatGPT. Da gestire con cura ma con modalità comunque tali da segnare novità per l’audience. L’Engineering in Radio? Non più il reparto tecnico di supporto. L’abilitatore strategico delle tecnologie e delle modalità di ingegneria che devono segnare il raggiungimento di nuove frontiere.

Nel 2026 una Radio che funziona ma non evolve
è una Radio che sta già perdendo.

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Nodo da sciogliere nr. 3 – Il PROGRAMMING

I formati sono immobili, come lo sono i loro errori e imperfezioni. Si cambiano voci, si aggiungono, ma i clock che all’epoca erano un piedistallo, ora sono una vera prigione. I manager del prodotto editoriale fanno accadere poco e senza spettacolarità significativa con il risultato della noia. Non bene i flussi ma nemmeno i programmi. In aria, bellezze femminili, virali nei social che nel mezzo Radio affogano nella formalità. I linguaggi di troppi sono stanchi, ripetitivi, scontati. Il formale più vuoto che più vuoto non si può.

Nel 2026 il pubblico non chiede rivoluzioni, ma autenticità, ritmo e senso.
E oggi la Radio spesso offre routine.

Nodo da sciogliere nr. 4 – Il MARKETING & SALES

Questa è l’area più sofferente di tutte, dove siamo troppo spesso nella preistoria. Spot, non basta più vendere quelli. Orientamento al cliente, comprensione profonda di tutte le sue esigenze commerciali. Analisi dei dati, progettazione autentica e il più possibile risultati misurabili. Il dogma è il ritorno sull’investimento del cliente. Dovrebbe essere la nostra ossessione. Senza cultura di marketing invece la Radio rimane sui clienti più piccoli e fuori dalle grandi pianificazioni pubblicitarie. Il pensiero del target, vincente.

Nel 2026 se continuamo a vendere la Radio come nel 2010,
il mercato ci pagherà come nel 2010. O peggio.

Prima la Radio, poi l’audio

Alcuni editori si lasciano andare all’idea che il futuro sia l’audio. La più grande novità di RTL 102.5, annunciata per il 2026? Lo sviluppo di RTL Play. Tristezza. Non scrivo di Radio per fare il negazionista dell’audio ma affermo che senza forti innovazioni nel prodotto editoriale, in particolare di chi perde quarti d’ora ininterrottamente da 7 anni, anche l’integrazione di offerte audio dedicate sarà modesta e mai vincente. Così, mondi diversi. Parimenti la raccolta pubblicitaria peggiorerà nel modello di business big tech.

Nel 2026 l’audio non salva una Radio fragile.
Al massimo ne amplifica le debolezze.

Photo Credit: iStock.com/pcess609

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