L’ANELLO DEBOLE PREMIA il SOCIALE nell’ANNO del DISTANZIAMENTO

Non si tratta di forme pietistiche di comunicazione sociale ma di autentici approfondimenti su temi di discriminazione grazie a storie umane. Ascoltiamoli insieme. Il premio L’Anello Debole valorizza le opere migliori che combattono l’esclusione sociale. Anche quest’anno…

E’ per me una istituzione rivitalizzante, come la definisce Francesco Alberoni nei suoi libri. E’ una consuetudine con una certa ricorrenza che arricchisce lo spirito e la mente. Sono certo che tutti, chi più e chi meno, abbiano almeno una o più istituzioni rivitalizzanti cui si legano profondamente per il proprio benessere interiore. Una delle mie preferite è la partecipazione alla giuria di audio cortometraggi del premio L’Anello Debole e della quale sono membro dal 2016.

L’Anello Debole è essenzialmente un osservatorio sugli approfondimenti d’informazione che si occupano di temi sociali, con l’intento di valorizzarli. Le aree monitorate nel 2020 sono state tre: Audio Cortometraggi, Cortometraggi della Realtà e Cortometraggi di Fiction. Chi produce gli audio e i video che vengono selezionati? Spesso sono conduttori, producer e autori di programmi di emittenti ma ci sono anche produzioni indipendenti di associazioni e gruppi.

La magia del premio è proprio nella collezione della miglior comunicazione di approfondimento sociale. Si tratta di temi ampi, come immigrazione e discriminazione, portati magari alla saturazione mediatica dagli organi di stampa. Qui essi si rigenerano e vengono a nuova luce grazie all’individuo che narra la sua vicissitudine personale. La forza dell’istituzione rivitalizzante è che conduce a una umiltà di comprensione. Fenomeni vasti e complessi ricondotti alla lettura umana.

Don Vinicio e la Comunità di Capodarco

Il premio L’Anello Debole ha una genesi assai credibile. Don Vinicio Albanesi è noto a livello nazionale per l’impegno pluridecennale nella assistenza sociale. Una delle sue realizzazioni è la comunità di Capodarco di Fermo che si trova nelle Marche. Si tratta di un contesto di notevole bellezza naturale in cui si lavora e si opera a sostegno dei più sfortunati, per la loro cura e la loro inclusione. Ne consiglio la visita accompagnati dalla propria famiglia.

Il direttore artistico Andrea Pellizzari con don Vinicio Albanesi

Quel contesto concreto di accoglienza sociale e di cura diventa ogni anno l’anfiteatro di rappresentazione del Capodarco l’Altro Festival. Si tratta dell’evento di una notte in cui, a fronte della diffusione di tutti gli audio e dei video sociali in concorso, il parere espresso dal folto pubblico presente incrocia quello della giuria. Il premio L’Anello Debole è assegnato proprio a Capodarco nel concorso tra partecipanti e giurati. Purtroppo non così quest’anno.

Per l’anno flagellato dal Covid-19 don Vinicio ha voluto assegnare comunque i premi, anche senza la possibilità di organizzare il Capodarco L’Altro Festival. La produzione degli approfondimenti sociali deve essere premiata e stimolata ogni anno, anche con la pandemia. Quindi è stato il compito della giuria, questa volta non accompagnata dal voto popolare, quello di scegliere le opere migliori del 2020. E nel mese di ottobre i vincitori sono stati nominati.

Il vincitore della categoria Audio Cortometraggi

Nonostante l’anno del Covid-19 numerose sono state le opere iscritte al premio. Nella categoria Audio Cortometraggi ha vinto il soggetto “La mia vita al 4 stelle, diario di Dalila” di Alice Gussoni, diffuso da RAI RADIO 3. Si tratta di un reportage auto-eloquente che non ha richiesto alcuna forma di racconto superiore o parallelo. E’ stato sufficiente offrire il microfono alla giovane protagonista che ha offerto le sue emozioni e tutte le sue paure per sé e per la famiglia.

“Dalila ha 20 anni, è nata in Italia e ha un papà arabo e una mamma italiana. Da oltre 6 anni vive con i suoi fratellini e i genitori dentro un ex hotel occupato illegalmente alla periferia di Roma, insieme ad alcune centinaia di persone in emergenza abitativa. Il suo diario è un’incursione nella vita reale. Il microfono, affidato alla giovane protagonista, raccoglie un mondo di suoni, che svelano la nuda quotidianità della famiglia, su cui incombe lo spettro dello sgombero coatto e della precarietà”.

Se desiderate ascoltare l’audio dell’opera vincitrice ma anche delle altre in concorso a L’Anello Debole 2020 è sufficiente un click qui. L’istituzione rivitalizzante è disponibile a tutti, non solo ai giurati. E magari ciò può spingerci anche a realizzare qualcosa in più a favore del prossimo, a ingrandire quell’esercito di volontari per il sociale che rende questo Paese, al di là dei suoi problemi, una culla di civiltà e di cultura. Radioso ascolto!

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