Le ONDE MEDIE e il SERVIZIO LOCALE

Sono sempre stato affascinato dalle Onde Medie, sorgente di passioni Radiofoniche profonde. Negli anni ’70 e con il mio Grundig Satellit 2000 ascoltavo da Bergamo, dove vivevo, le stazioni della AFN (American Forces Network) sparse in Europa e soprattutto seguivo Radio Luxembourg, l’indimenticabile prima stazione commerciale pan-europea. AM 1440 KHz, 208 metri (two-o-eight, come dimenticarlo?).

Oltre ai benefici della propagazione ionosferica e notturna, visitando gli U.S.A. a partire dagli anni ’90 ho avuto modo di scoprire la potenza della copertura del segnale terrestre delle Onde Medie, le quali raccolgono oltreoceano in modo prevalente le emittenti parlate. I formati News/Talk/Sports ancora oggi, anno 2018, sono i primi per numerosità di emittenti, ascolti e ricavi; si tratta di una vera e propria industria al servizio del pubblico, in Onde Medie.

Anche come Radioamatore (patente di operatore e licenza ministeriale con nominativo IK2DZN) mi sono spinto tra le tante e affascinanti esplorazioni nelle immediate prossimità delle Onde Medie. Tra le 10 bande di frequenza assegnate in Onde Corte ai Radioamatori quella dei 160 metri a partire da 1.800 KHz è riconosciuta come la “top band” non solo per la lunghezza d’onda maggiore, adiacente alle Onde Medie, ma anche per la implicita complessità tecnica e operativa, non per tutti.

Con antenna auto-costruita, una inverted Vee filare di 10 metri per lato con elementi linear-loaded in forma Cobra (S allungata) e linea di alimentazione bilanciata di 9 metri ho collegato 56 Stati differenti utilizzando prevalentemente il CW (telegrafia). Soddisfazione immensa. Ora obiettivo 100 con un nuovo tipo di antenna Inverted L in studio sul software di simulazione. Una gran brutta malattia, lo so.

Le Onde Medie… ieri

In Italia e nel Broadcast Radiofonico le Onde Medie hanno subìto negli ultimi anni un sostanziale smantellamento, un abbandono repentino da parte della RAI, che ha coinciso con le problematiche delle emissioni di Radio Vaticana ad altissima potenza che tanto avevano colpito l’opinione pubblica oltre che la salute dei cittadini nelle immediate vicinanze delle sue antenne.

RAI Radio 2 e RAI Radio 3 hanno cessato di pulsare in Onde Medie mentre la sola RAI Radio 1 dispone di alcune decine di postazioni in tutta Italia attentamente controllate anche nella potenza di emissione. Il messaggio che da questi fatti è arrivato al pubblico degli ascoltatori, anche degli automobilisti, è stato “Onde Medie in chiusura”. E gli ascolti dell’emittenza pubblica non ne hanno proprio giovato.

Le Onde medie… oggi, l’intervista a Emanuele Scatarzi

Qualcosa di magico sta avvenendo, i privati autorizzati in Onde Medie. Wow! Come non parlarne, come non esplorarne anche il potenziale a livello di Radiofonia commerciale con una persona competente?

Emanuele Scatarzi è una voce professionale molto qualificata e apprezzata, doppiatore cinematografico e speaker pubblicitario. Docente di linguaggio Radiofonico e dizione, è anche un editore Radiofonico. E’ sua RADIO GARDA FM, titolare di 2 licenze sul Digital Audio Broadcasting che coprono le province di Verona, Trento Brescia, Mantova, Vicenza e Padova ma anche operatore di rete in Onde Medie.

DAB e OM: il digitale analogico del futuro e l’analogico storico di sempre. E’ un concetto multi-piattaforma che mette al centro il broadcast. Ho parlato con lui, il presidente dell’associazione OM Italiane, in video-conferenza GoToMeeting.

Emanuele Scatarzi, editore di Radio Garda FM e presidente OM Italiane

OM Italiane è la prima associazione che rende lustro ai primi operatori privati in Onde Medie. Si tratta di operatori di rete che sono già attivi tra 0 e 30 MHz e che hanno avuto il diritto autorizzativo per la trasmissione in Onde Medie. Il bando è partito da una delibera del 3 agosto 2016 con successiva determinazione del 4 agosto 2016 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico; presentate le prime domande, furono assegnate soltanto 2 frequenze.

E’ stato effettuato quindi un bando successivo per permettere ai concorrenti di accedere nuovamente secondo alcuni altri requisiti e ultimamente se ne è avuto l’esito. Alquanto catastrofico. La maggior parte degli operatori che avrebbero potuto essere attivi non hanno ottenuto il diritto autorizzativo che invece ha premiato, mi permetto di dirlo, quelli che sulle Onde Medie intendevano speculare.

Per le 86 frequenze asincrone, quindi non sincronizzate, sono stati rilasciati 60 decreti di autorizzazione mentre per le reti sincronizzate, che erano 31, un solo soggetto lo ha ottenuto.

Quali sono le finalità dell’associazione?

L’idea della associazione OM Italiane è di valorizzare le Onde Medie, soprattutto riportare l’ascolto sulle Onde Medie. Qui non si tratta di rivolgersi agli appassionati al Radioascolto che controllano i segnali tutti i giorni e che cercano le conferme in cartolina (QSL) ai loro rapporti, e che sono alcune migliaia in tutta Italia. Qui si tratta di pensare la Radio in modo diverso.

Data la ridotta qualità audio, più che promuovere dei Juke-Box in Onde Medie si deve pensare esplicitamente a diffondere contenuti, specialmente quelli legati al proprio territorio. La delibera 664 del 2009 lanciava quale potesse essere il profilo dell’operatore in Onde Medie e lo profilava molto bene perché parlava di “località”. Associazioni culturali, piccole imprese, parlare del luogo in cui si vive, essere molto più locali che internazionali.

Nella pratica gli operatori di rete autorizzati hanno configurato le antenne in modo da quasi tagliare la trasmissione per via terrestre e a basso angolo di radiazione; la pretesa è di farsi sentire all’estero utilizzando le riflessioni ionosferiche, tipiche della notte, dove non ci sono però clienti ma solo ascoltatori appassionati e in scarsissimo numero.

L’intento dell’associazione è pertanto di supportare gli editori anche dal punto di vista tecnico, promuovere le Onde Medie come momento attuale e locale della Radiofonia moderna.

Qualche idea specifica?

Penso che possa esistere un ponte virtuoso sui contenuti tra Webcaster che già producono servizi locali e operatori di rete in Onde Medie. Occorre analizzare tutti questi prodotti, classificarli e offrirgli spazio. E di permettere specie alle nuove leve di comprendere cosa sia la Radio e di tirar fuori nuove energie.

Le Radio sono troppo bloccate dalle Playlist, dalla musica se facciamo eccezione per un format che tu hai contribuito a creare, Claudio, quello di Radio 24. A livello locale si può fare moltissimo per la valorizzazione del territorio e della comunità e quella delle Onde Medie è una ottima opportunità.

E a livello di formato, certamente caratterizzato da servizio locale in modo preminente?

Secondo me può funzionare un formato di radio popolare italiana, rivolto in particolare ai pensionati e a persone oltre una certa età. Si tratta di persone spendenti, spesso significativamente attive. Commercialmente e pubblicitariamente appetibili. Occorre studiarci….

Emanuele Scatarzi ha al momento raccolto 5 operatori di rete nell’associazione OM Italiane e il proposito è di crescere; tenete d’occhio www.omitaliane.it di imminente sviluppo. Sosteniamo le Onde Medie che servono il pubblico locale!

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3 thoughts on “Le ONDE MEDIE e il SERVIZIO LOCALE

  1. Le onde medie modulate in AM e con un canale di soli 9 Khz, rappresentano un sistema assolutamente superato. In primo luogo la trasmissione in doppia banda laterale senza soppressione o attenuazione della portante rappresenta uno spreco energetico, in secondo luogo la banda passante trasmissibile è di soli 4 Khz, praticamente un telefono di 20 anni fa. Le onde medie, indipendentemente dal tipo di modulazione necessitano di grandi potenze per andare lontano e i trasmettitori relativi, a torto o a ragione sono mal visti dalla popolazione, vedi le vicende di radio Vaticano. Il grande vantaggio è la semplicità della demodulazione AM del segnale, basta un semplice un semplice circuito RC accordato ed un diodo e si ha un segnale da ascoltare in una cuffia ad alta impedenza, senza neanche bisogno di amplificarlo. C’è ancora qualcuno che utiliza la radio a galena? La FM (nella Banda 88-108) è tutta un’altra faccenda: Canale largo più di 50 KHz, immunità ai disturbi e possibilità di insere sottoportanti di tutti i tipi. Peraltro, demodulazione complessa, range di trasmissione estremamente più limitato, molta banda occupata, teoricamente infinita. Purtroppo anche i radiamatori ascoltatori sono passati di moda, tutti gli appassiatonati di elettronica si dedicano alle tecnologie digitali. Rassegnamoci volenti o nolenti il futuro è del DAB+, del Satellite, ed ancora per un pò del FM 88-108. Le OM lasciamole ad un glorioso passato. Insieme all’afabeto Morse.

  2. Ciao Carlo e grazie del commento. La forza della Radio è nella sua straordinaria resilienza. Tutti coloro i quali ne hanno tracciato o hanno provato a tracciarne un solo percorso, un solo destino, sia questo tecnico, editoriale o commerciale, si sono trovati disattesi e spiazzati. Il grande Steve Jobs, presentando a Las Vegas nei primi anni ’90 il suo rivoluzionario iPod (ero presente) disse che quell’oggetto avrebbe stravolto la Radio. Con tutto il rispetto registro da allora solo crescite di ascolto e di ricavi per le Radio generalmente in tutto il mondo. Perché? Perché la Radio è un essere vivente, un cuore che pulsa, che accompagna le persone nella loro giornata. Attenzione, è un sinonimo di Aria. E l’Aria non la si imbottiglia in un circuito Web digitale se non per sue specifiche funzioni. E non la si sostituisce con un oggetto o con una tecnologia, perché essa ha la prerogativa di cavalcarle. Tieni presente che ad oggi, dati 2019, la FM concretizza l’87% dell’ascolto. E prima del Web, con un altro 7% arriva la fruizione attraverso il televisore. E sono passati quasi 30 anni dall’arrivo di Internet. E tutti gli indicatori sono positivi, sia di fatturato che di reputazione. Credo che tu ti debba soffermare sulla Radio come servizio molto più della Radio come oggetto e tecnologia se vuoi avvicinarti alla realtà e ai suoi reali trend. Onde Medie comprese. L’ho già scritto nell’articolo. Nei super avanzati e digitali USA la Radio in AM è prima per ascolti, fatturato e antenne. Non a caso la popolazione servita dal mezzo supera il 93%, più della Televisione! E’ un industria pazzesca che si permette pure una piattaforma “pay” gigantesca. E consentimi in conclusione anche di suggerirti una lettura diversa della telegrafia. E se fosse la prima forma di comunicazione “digitale” in codice binario (0 e 1, con riferimento al punto e alla linea)? Il successo straordinario della telegrafia è che oggi costituisce il modo preferito dai Radioamatori (non gente delle caverne, anzi…) con oltre il 55% dei collegamenti totali. Perché? Sia i vecchi appassionati del suo uso con tasto verticale che i nuovi nativi digitali che la codificano in ricezione e trasmissione con il computer possono usarla e comunicare tra loro in modo più efficiente rispetto alla fonia (+ 12dB circa) e simile a quello dei modi digitali (RTTY, PSK, ecc.). Il successo di un mezzo è nell’uso, la tecnologia è uno strumento.

  3. Ringrazio Carlo per aver attenzionato l’intervista realizzata e trascritta da Claudio Astorri, si trascritta, è solo cambiato il supporto e l’esercizio di scrittura, dalla penna e il calamaio alla tastiera e il monitor.

    Concordo pienamente sui punti di vista tecnici da te espressi ma anche dagli argomenti di risposta di Claudio, sempre estremamente attento alle sfumature, ma la Radio oggi si esprime maggiormente nei contenuti più che nella tecnica, le attuali tecnologie (piattaforme ip/broadcast) sono solo un veicolo di espressione differente da quello canonico.

    Anche il concetto Radio a mio avviso deve essere riconsiderato come media che pulsa e che unisce fruibilità e contenuti profilati. maggiore è la scelta migliori saranno i contenuti.

    In Italia, al contrario di molti Paesi europei, soltanto nel 2016 ha stata regolamentata la gamma delle onde medie, che sino ad allora era ad appannaggio dell’esclusivo concessionario statale Rai. Questo non ha di certo contribuito nel far fiorire nuovi operatori e soprattutto grandi player.

    Le difficoltà allo stato attuale sono caratterizzate dalla migrazione degli impianti dai siti originari, le cui caratteristiche radioelettriche, espresse nelle schede tecniche GE75 (Ginevra 1975), sono ben lontane dai nuovi concetti di trasmissione sulla gamma che, grazie alla collaborazione del Ministero Dello Sviluppo Economico, stiamo risolvendo.

    Necessita fare due ultime considerazioni:

    1) che l’interesse dei soggetti autorizzati, non concessionari in questo caso, è quello di illuminare aree di ascolto decisamente più ristrette rispetto all’emittente di Stato, la cui conseguenza sarà l’utilizzo di sistemi radianti decisamente ridimensionati.

    2) che starà alla capacità degli operatori creare format adatti all’ascolto delle onde medie, sia per la tecnologia a disposizione, sia per segmento d’età (age primario), sia per cultura ed estrazione sociale.

    Una grande sfida che molti editori hanno deciso di non perdere.

    #Viva La Radio!

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