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No, non è una scuola di formazione per conduttori e non credo che il diretto interessato desideri nemmeno crearne una sua. E’ però una grande delizia per l’audience di RMC e anche una formazione continua, giornaliera, per tutti quei conduttori o aspiranti tali che desiderano esempi positivi da cui imparare. Attenzione, il tutto è gratuito, come l’aria. I candidati a una migliore comunicazione e tecnica di conduzione possono sintonizzarsi dal lunedì al venerdì su RMC RADIO MONTE CARLO tra le 13:00 e le 14:00. Facile.
La musica di RMC e “La Boutique de la Musique”
All’inizio di questo decennio, e ne va dato onore, la direzione di RMC ha avuto molto coraggio. Quando ci vuole, ci vuole. Ereditato dalla gestione di Alberto Hazan il 50% di musica corrente e il 50% di musica del passato, la formula inchiodata e tanto cara a molti del metronomo, dopo qualche anno di riflessione di Radio Mediaset, finalmente RMC scatta e comprende che il suo target gradisce una prevalenza del passato. Siamo al 75%, 3 brani su 4 ora sono del passato. E non c’è stata alcuna tragedia apocalittica.
“O mio Dio, se rinunciamo al 50% del presente suoniamo vecchi, che cosa orribile!”, “Non vogliamo una Radio che sappia di muffa”; quante ne ho sentite di tesi sbagliate. E pure stizzite. Alla fine la scelta giusta, almeno nel timone e nella direzione, è stata intrapresa. Ora il contesto è quello di una stazione che suona tanta musica 70, 80 e 90 senza timore, col giusto “orgoglio di appartenenza” che serve. In questo contesto c’è un nuovo programma, senza “notiziuole“, che ha il compito di valorizzare la musica.
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Andrea Munari alla conduzione tra le 13:00 e le 14:00 su RMC
No, non vi racconto chi è Andrea Munari, l’ho già fatto e poi qui non conta proprio. Il fatto che qui è essenziale è cosa faccia e come conduca Andrea Munari. Ok? Bene, ho ascoltato per voi “La Boutique de la Musique” e estratto 3 file audio registrati “on-air” dal programma di giovedì 26 marzo. Cominciamo dall’apertura. Voce calda, calma ma non ferma. La mente e la immaginazione corrono. Subito identità, il qui e ora e tutta la buona creanza di un’accoglienza elegante ma funzionale al benessere. Feeling positivo.
Avete notato che il conduttore non ha bisogno di aggredire gli ascoltatori con i “social” cui collegarsi, i numeri di WhatsApp e quant’altro? Eppure funziona, eccome. Squadra pennellata, non elencata. Music designer. La prima penna (non il redattore). Le parole, tutte, hanno un senso e un peso. Bisogna conoscerle. E poi musica, come risposta sana. Alla fine del primo brano l’ingresso è tempestivo nell’esatto punto della vita del brano, non a “scelta libera”. Entra nella musica, non parla sulla musica. Valorizzazione pura.
Riferisce di Quincy Jones, è un pregio che torna a chi lo esprime e poi passa agli artisti e introduce “Stop Loving You” dei Toto con un estratto meraviglioso del testo. Legge? No, interpreta e lo fa su bianco. Il bianco è potere di attenzione fatale. Fortissima. E lo si può usare, ma con consapevolezza. E con classe. Questo è il caso. Tutto da imparare. Nel 3° intervento la valorizzazione della musica continua con la perla di Jon Anderson e si entra nel mondo dei concerti. Il “live” è fondamentale nella narrazione musicale.
Dai Toto con il loro brano ai loro prossimi eventi negli USA e in Canada in compagnia di Romantics e di Christopher Cross. Datemi 3 giorni e ci vado! E, nel frattempo, parte “Sailing”. Pelle d’oca. Notate come ci sia stato un ponte narrativo tra canzoni? Succede che conduttore, music designer, regia e prima penna si parlino e creino emozioni. Solo applausi a tutto lo staff. Bell’esempio. Peccato che il programma rimarrà a un’ora sola. Così al 60° di RMC mi dice il boss. Sono sicuro che lo estenderà a 2, tra qualche anno.
Photo Credit: iStock.com/jojokrap
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