Una nuova ricerca sulla fruizione del DAB+ permette di provvedere alla prima interpolazione del suo sviluppo. E la crescita è molto ripida, ben più che con il digitale IP. Grazie a DAB Italia e a GfK. Evidenze utilissime, qui...

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La diffusione del DAB+, la banda digitale per la Radiodiffusione sonora, continua a crescere. Sia chiaro. Il fenomeno corre al momento e complessivamente più sul fronte della disponibilità dei ricevitori che di quello della trasmissione dei segnali. Le case automobilistiche immettono nel mercato ogni giorno nuove vetture con quasi certi nuovi utenti. Senza alcun costo per la nostra industria Radiofonica. I 3 consorzi nazionali che dispongono di capacità trasmissiva DAB+ stanno estendendo la rete di impianti con velocità relative e tra essi RAI è all’inseguimento.

I consorzi locali sono in alcune regioni assai attardati. Il caos normativo e regolamentare che impedisce in alcune regioni d’Italia e alle sole stazioni locali di nascere sul DAB+ è una pagina devastante del concetto di disparità in campo Radio. Almeno tra gli operatori nazionali e quelli locali. Ed è bene ricordarlo sempre. Quando a breve sarà possibile osservare dalle rilevazioni di ascolto se nelle regioni senza Radio DAB+ locali la forchetta della disparità sarà cresciuta, allora vi potrebbero essere indizi sulle conseguenze. Minor servizio pubblico locale. E’ un obiettivo?

L’attivismo del DAB ITALIA e la ricerca di GFK

Mentre il consorzio EURODAB parrebbe al momento secondo per copertura territoriale ma non per impegno storico e convinzione, il DAB ITALIA ha sviluppato piani ambiziosi. Viaggia ora con 160 impianti e con sviluppi di rete solidi e capillari. E ritiene da un punto di vista tecnico che si possa risolvere con trasmettitori filler il tema della copertura del segnale digitale nelle città, nei piani bassi delle abitazioni e nelle condizioni orografiche complesse tipiche nella nostra Penisola. Allo sviluppo tecnico il consorzio associa anche un motore di ricerca e di marketing.

Nel 2019 una precedente ricerca sempre di DAB ITALIA e di GFK attestava circa 4,5 milioni di fruitori consapevoli del possesso di un ricevitore Radio con DAB+. Oggi e quindi alla fine del 2021il dato in soli due anni è completamente cambiato. Nelle case e nelle auto degli italiani sono in funzione più di 8 milioni di ricevitori digitali DAB+ ed entro l’anno sorpasseranno la soglia di 9 milioni. Il tasso di crescita appare essere quello di un raddoppio in 3 anni circa. Il DAB+ cresce molto ma molto più velocemente del digitale IP della Radio.

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I dati qualitativi della ricerca sul DAB+

Finalmente è possibile tracciare un trend, per quanto ardimentoso, almeno indicativo. E con la quota dei 10 milioni di ricevitori dovremo cominciare a riconsiderare l’idea che sta per divenire antica che sul DAB+ non ci possa essere un modello di business per creatori di formati, oltre che per gli editori Radio di oggi. La ricerca di GfK ha fornito alcuni dati nel comunicato stampa che non necessitano di particolari commenti. Eccoli.

  • L’82% di chi possiede un ricevitore digitale ascolta abitualmente i programmi DAB+, tra questi, ben il 40% in modo prevalente o esclusivo.
  • Il 52% ascolta la radio DAB+ tutti i giorni più volte al giorno, maggiormente al mattino tra le 5 e le 13.
  • Solo il 18% continua a preferire un ascolto analogico (FM) dei programmi radiofonici prevalentemente perché la propria radio preferita è locale e non ancora diffusa in digitale.
  • Il 31% degli utenti della radio digitale DAB+ è molto soddisfatto del servizio, un dato allineato ai migliori benchmark di mercato. I principali driver che aumentano la soddisfazione dell’ascolto DAB+ sono la qualità dell’audio, la facilità d’utilizzo ed il fatto che il servizio sia free, senza alcun utilizzo di servizi dati soprattutto quando si parla dei programmi all-digital che non si possono ascoltare in FM.

    Questi ultimi, noti al 71% del campione, propongono programmi dedicati a particolari generi musicali, incrementano l’interesse e l’ascolto soprattutto tra i più giovani e sono molto apprezzati tra coloro che ascoltano esclusivamente la radio attraverso il DAB+.

Se ne parla da 30 anni ma la realtà del DAB+ è ora. Non raffreddiamoci proprio adesso. C’è ancora tantissimo da fare e da parte di tutti. La banda digitale ricca e popolata non è però più una chimera. Una solida realtà in forte crescita.

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