40 TRIBUTI SPECIALI per i MIEI 40 ANNI di RADIO: 4/8

Questo articolo, i tre precedenti e i prossimi 4 della serie, sono dedicati a me stesso ma in una chiave di tributo alle persone da cui più ho imparato in 40 anni di Radio. Compiuti il 5 ottobre. Un tributo per anno, cinque tributi alla volta. Qui 1996-2000.

Ottobre 1981-2021, 40 anni di Radio di me, Claudio Paco Astorri. Una ricorrenza impegnativa! E’ comunque preferibile scrivere che si hanno 40 anni di Radio piuttosto che 58 di anagrafe… Non trovate?!? La Radio rende più giovani, è noto, e tutti noi che vi operiamo siamo dei Peter Pan. Ma non festeggio. Credo di dover ringraziare i molti che mi hanno trasmesso l’esempio, molto più di celebrare una ricorrenza che mi inserisce di diritto tra quelli dai capelli bianchi della Radio. Mi sento ancora giovane e coraggioso, ma anche saggio nel tributare il dovuto.

Quindi sul mio blog e per i miei 40 anni desidero svolgere un’attività di ringraziamento. Si tratta di 8 articoli che riguardano me e i destinatari della mia gratitudine. Li rivolgo alle persone da cui più ho imparato in questi 40 anni di Radio. Una per ogni anno. Si tratta delle persone speciali che mi hanno trasmesso e/o insegnato di più. E senza le quali non sarei oggi quel quarantenne (di Radio) che può e vuole guardare ancora avanti. E che continua a domandarsi quale sarà il prossimo grande progetto Radiofonico per cui operare da domani mattina.

1981-1995, i 15 tributi speciali già inviati

  • 1981 – Roby Chris
  • 1982 – Angelo Zibetti (alla memoria)
  • 1983 – Claudio Villa
  • 1984 – Bob Paiva
  • 1985 – Bob Schulberg
  • 1986 – Rino Denti (alla memoria)
  • 1987 – Fabio Santini
  • 1988 – Paolo Oberto
  • 1989 – Andrew Economos
  • 1990 – Valerio Gallorini
  • 1991 – Claudio Cecchetto
  • 1992 – John J Kennedy
  • 1993 – Terri Rabel
  • 1994 – Dwight Douglas
  • 1995 – Angelo Borra (alla memoria)

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1981 al 1985, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1986 al 1990, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1991 al 1995, clicca qui.

1996 – Angela Buttiglione

Angela Buttiglione è ancora molto nota come giornalista e conduttrice del TG1. Uno dei primi volti femminili ad apparire nel TG delle 20:00. Puntuale, comunicativa e molto efficiente. Non tutti sanno che è stata anche un direttore. Nella fattispecie la mia interazione professionale con lei è avvenuta nella sua qualifica di direttore di RAI International nel 1996. Si è trattato di un anno di rilancio delle attività Radio e TV di RAI verso il resto del mondo, in particolare verso gli Italiani all’estero, grazie anche alla direzione artistica di Renzo Arbore e Gegè Telesforo.

Angela Buttiglione mi ha trasmesso in pochi incontri il senso della parità di genere, molti anni prima che divenisse uno dei valori centrali del dibattito pubblico. Il modo che aveva di porsi con tutti gli individui era ispirato a una relazione paritetica tra persone, indipendentemente dal sesso e soprattutto dall’apparenza e dagli atteggiamenti. Era in grado anche di sanzionare tutto ciò che potesse spostare l’attenzione da un dialogo costruttivo e corretto. Quindi un equilibrio non semplicemente promulgato o promosso ma anche difeso con determinazione.

In quegli anni si parlava di emancipazione della donna. Lei era già un manager emancipato. Affabile da un punto di vista umano ma categorica e decisionista in tutti i giorni in cui era attiva alla direzione. Una persona che sa ascoltare, magari invitando alla sintesi, e che poi si impone con intelligenza e grandissima velocità di pensiero. Rivendicando pienamente e legittimando con grande eleganza il ruolo che le è stato affidato dall’azienda e in nome e per conto degli Italiani, in questo caso anche di quelli all’estero. Un vero esempio per molte donne.

1997 – Angelo Pirrello

Ho conosciuto Angelo Pirrello nel corso di un passaggio delicato. L’esperienza di ITALIAVERA non era stata sufficientemente remunerativa per l’editore Enzo Palazzolo. Così egli aveva deciso di avvalersi dell’ingresso di nuovi investitori per il rilancio della sua azienda, e tra essi Angelo Pirrello. In quel momento egli era l’amministratore delegato della DP&V, una società innovativa di marketing della distribuzione di Torino. Angelo Pirrello e i nuovi soci imposero all’editore un nuovo progetto editoriale e me ne chiesero la creazione. Nacque così STATION ONE nel 1997.

Angelo Pirrello è un manager preparato e di elevato standing oltre che una persona entusiasta. E’ quel mix di leader carismatico e allenatore umano a cui è difficile se non impossibile resistere e che contamina le persone irradiandole di volontà partecipativa e di propensione al massimo dell’impegno e della professionalità. Mi ha insegnato la leadership. Già sapevo che non si deve fare i manager ma convintamente esserlo. Angelo Pirrello mi ha mostrato come le analisi e gli obiettivi possono guidare le organizzazioni delle persone divenendo missioni vere e proprie.

L’esperienza sua e dei suoi più stretti collaboratori nel marketing di STATION ONE fu più che illuminante. Un vero peccato che le tensioni tra soci causarono lo stop. Credo non l’avrebbe fermato nessuno. L’idea del “To Be Today” da me proposta e sviluppata in concreto da Angelo Pirrello e dai suoi, ancora oggi è il più bel progetto cui abbia offerto il mio contributo. Sono in molti a pensarla come me. E mentre Angelo Pirrello ha continuato a far crescere la DP&V e sé stesso, il mondo della Radio ha una testa manageriale in meno, sia intelligente che pulsante.

1998 – Gianni Miscioscia

Gianni Miscioscia è uno degli imprenditori Radiofonici di maggior successo del ‘900 e dei primi del 2000. Ha operato oltre un quarto di secolo sviluppando la sua dimensione di azionista da quella di una realtà genovese fino al più grande gruppo Radiofonico. Cedette la sua SPER nel 2002 al Gruppo 24 Ore. Per una cifra importantissima. Bravo, bravissimo. Ho lavorato per SPER e direttamente con Gianni Miscioscia nel biennio 1998-1999. Il mio momento di avvio è quello in cui SPER aveva appena acquisito RADIO ITALIA NETWORK aggiungendola al circuito CNR.

Gianni è per me l’editore che più di tutti ha saputo mettere la ricerca a suo frutto. Chiamando Barbara Fenati come consulente cominciò con il reclutare la migliore ricercatrice in Italia. E volendo culturalmente anticipare la fase della analisi a quella delle attività gli fu possibile vedere partire prima RADIO ITALIA NETWORK ma poi anche RADIO 24 con grande chiarezza. L’ho visto all’opera sin dal primo incontro con IL SOLE 24 ORE quando quella di RADIO 24 era un’idea solo sua e mia o poco più. E’ stato un leone con l’abilità di un giaguaro. Eccezionale.

Il metodo del gruppo di lavoro è una cultura che ho sempre considerato centrale ma dalla esperienza con Gianni Miscioscia è stata rafforzata nelle idee e nella efficacia. Il GdL che creò ad esempio per RADIO 24, e di cui pure facevo parte, era un armata numerosa per sensibilità e intelligenze, e tutte hanno alimentato il progetto di avvio della prima Radio parlata in Italia. E se ce ne fosse stato bisogno hanno dimostrato che la Radio è la somma delle persone che la compongono, a partire dal buon pensiero condiviso. La Radio è un gioco di squadra.

1999 – Michele Menegon

Ho conosciuto Michele Menegon all’acquisizione da parte di SPER nel 1998 di RADIO ITALIA NETWORK. Ne era il direttore artistico, apprezzato e confermato anche dalla nuova proprietà. Personaggio eclettico nella musica dance ma anche in Radio. Un produttore e un artista con il nome di Michael Hammer con storie di grandi successi. E un competente di mondi musicali, un Radiofonico innovativo e poco allineato. E’ stata per me una conoscenza interessantissima. Il concetto della esplorazione è stato il mantra del nostro lavoro su RADIO ITALIA NETWORK.

I territori Radio, più comunemente i programmi, erano pensati da Michele Menegon sempre alla ricerca della immaginazione e della suggestione all’interno di una emittente giovane e di tendenza. Isole musicali definite con conduzione e ambiente coerenti. “Los Cuarenta”, “Sonar”, “Satellite”, “Magazine”, “Suburbia”, “Sensorama”, “Master Mix”, “100% Rendimento” e altre creazioni del palinsesto godevano di forti caratterizzazioni. Con musica che non si ascoltava da nessuna altra emittente e con al microfono dei veri e propri specialisti dei generi interessati.

I risultati del suo lavoro supportato da me e dal gruppo di lavoro di SPER produsse l’atteso scatto di ascoltatori giornalieri, da 1,1 a 1,8 milioni in base ai dati Audiradio. Fu un veloce e soddisfacente boom. Un segnale. Persona affabile da un punto di vista umano ma non meno selettiva, Michele Menegon sapeva ascoltare tutti i componenti dello staff ma poi prendere le decisioni in autonomia. Quella di lasciare la stazione proprio mentre cominciava a volare sorprese un po’ tutti. Gli eclettici hanno sensibilità e ragioni che non tutti possono cogliere.

2000 – Silvia Stefani

Silvia è mia moglie. Una storia d’amore che nasce e si trasforma in promessa in soli 8 giorni. E siamo sposati da oltre 20 anni, con 2 figlie. Silvia è una donna intelligente oltre che sensibile e che mi conosce e mi parla come nessun altro al mondo. E’ un po’ come se lei fosse anche il consulente del consulente. Naturalmente non da un punto di vista tecnico ma da quello delle motivazioni. E’ lei che ogni anno mi raccomanda di trovare il tempo adeguato per il mio ruolo di professore del Master in Comunicazione Musicale nonostante i mille impegni con i clienti.

Ed è lei ad avermi spronato alla nascita e allo sviluppo di questo blog. Qualifica di grafico editoriale, un lavoro in un gruppo nei periodici ora convertiti verso il digitale e i branded contents, il confronto con lei è sempre costruttivo e proficuo. Mai banale. Offre sempre una profondità di pensiero unita a un senso solare e a uno spirito di creatività e umanità. Nella professione le devo inoltre ascolto e confronto. Essendo una giocatrice di squadra è anche sempre molto attenta a riconoscere i temi dell’organizzazione e dell’informazione interna.

Per qualche ragione di prudenza e di autonomia dei percorsi professionali, abbiamo insieme convenuto di non lavorare in tandem. Penso però che se lo facessimo saremmo una squadra fortissima, come nelle altre sfide della vita in cui siamo insieme. Silvia Stefani è una ascoltatrice di Radio con un forte riconoscimento alla funzione della musica del nostro mezzo e l’ascolta molto volentieri a casa. Nonostante il mio ascolto tecnico e con zapping continui non ha perso il piacere del sentire la Radio e le valutazioni spontanee che offre sono sempre preziose.

I prossimi tributi… nei prossimi 4 articoli

  • 2001 – Francesca Cancellara
  • 2002 – Andrea Pellizzari
  • 2003 – Jeff Pollack
  • 2004 – Filippo Sugar
  • 2005 – Walter Miscioscia (alla memoria)
  • 2006 – Carlo Mandelli
  • 2007 – Stefano Guidotti
  • 2008 – Linus
  • 2009 – Enea Roveda
  • 2010 – Roberto Sabatini
  • 2011 – Marco Bazzi
  • 2012 – Renato Lopena
  • 2013 – Giuliano Radicioli
  • 2014 – Marcello Foa
  • 2015 – Giorgio Drago
  • 2016 – Bruno Benvenuti
  • 2017 – Pierluigi Picerno
  • 2018 – Paola Marchesini
  • 2019 – Don Vinicio Albanesi
  • 2020 – Giuseppe Vaccari

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