Il PERCHE’ dell’AIRCHECK: lo SPECCHIO UTILE per il CONDUTTORE RADIO

Non è facile per molti, me compreso, guardarsi allo specchio. Eppure in Radio occorre farlo attraverso il riascolto per poter crescere. L’Aircheck è una magnifica opportunità per conduttori e direttori di “sentirsi davanti allo specchio” e di crescere insieme…

Introduco il tema dell’aircheck con il suo esatto opposto: il senso di solitudine dei conduttori. Ed è un aspetto che mi viene sottoposto spesso, più frequentemente da talenti Radiofonici di emittenti che non curo direttamente quando c’è l’occasione di un incontro personale. “Claudio, non so mai se vado bene o male. Ogni tanto l’editore o il direttore urlano al telefono con me anche mentre sono in diretta. Quando sbaglio e loro sono all’ascolto si fanno quindi sentire. Eccome. Ma quando non ricevo le loro chiamate non so se sono sulla strada giusta oppure no”.

A mio avviso il senso di solitudine dei conduttori è una malattia grave in Radio. Ben inteso, non riguarda affatto solo loro, anzi. Tutta la stazione è coinvolta. I sintomi sono ben chiari. Modesta preparazione all’impegno in onda. Eccesso di attenzione emotiva per tutti i messaggi da parte del pubblico. Perdita di visione generale dell’audience cui ci si rivolge. Tensioni e talora invidie tra colleghi. Transito nei corridoi oltre misura con chiacchiericci inutili. Frustrazione e voglia di passare ad altra emittente, possibilmente una Radio nazionale. Mancanza di perfezionamento.

C’è un rimedio al senso di solitudine dei conduttori? Dipende ovviamente dalle singole Radio ma in generale e per tutte il senso di squadra e il confronto singolo sono soluzioni eccellenti. Già, il confronto singolo. Ecco che nasce la pratica dell’aircheck. Il direttore e il conduttore si incontrano con appuntamenti regolari di riascolto condiviso. Il primo merito dell’aircheck è di spostare il rapporto tra la direzione e i conduttori dalla emotività di comunicazioni frettolose al telefono e nei corridoi a un confronto regolare nel tempo, mirato al riascolto della diretta.

Le modalità dell’aircheck

Perché l’aircheck sia un momento sereno e produttivo devono essere rispettate alcune condizioni che propongo e sintetizzo qui di seguito.

  • L’aircheck è un appuntamento continuativo. Conduttore e direttore si incontrano in modo riservato e con una certa frequenza che deve essere stabilita, anche ogni 4-8 settimane, e convergono sul fatto che quello sia il momento più alto del confronto tra loro.
  • Il tempo dell’aircheck, un riascolto della fascia di una giornata, è importante. La durata necessaria deve essere più che congrua. L’aircheck non è sinonimo di fretta.
  • Prima dell’aircheck è il conduttore che sceglie la data del programma/fascia che sarà riascoltato/a. Il direttore accetta la data scelta, anche allo scopo di mettere a suo agio il conduttore.
  • L’ascolto può avvenire per i soli interventi del conduttore ma deve essere effettuato in modo integrale, dall’inizio alla fine e senza interruzioni. E’ consentito e anche raccomandato prendere appunti durante l’ascolto.
  • Al termine e quindi solamente alla fine del riascolto il conduttore per primo commenta quanto ascoltato. Il direttore interviene solo successivamente e aggiunge le sue riflessioni.
  • E’ fondamentale che dopo i commenti reciproci ci sia accordo sui proponimenti. Conduttore e direttore devono convergere su quanto è utile aggiornare e migliorare su sé stessi e sulla stazione da quel preciso momento e fino al prossimo incontro.

Lo specchio e l’auto-apprendimento

L’aircheck funge da specchio per i conduttori. Tendenzialmente non si piacciono nel riascoltarsi. Eppure il rapporto e il confronto con l’aircheck è fondamentale. E’ l’attività che nasce da una ben precisa consapevolezza. L’auto-apprendimento che opera negli aircheck è un momento essenziale di crescita più di corsi generici per quanto qualificati. Si impara di più nel riascolto di sé stessi che nel recepire tecniche esterne. La presenza del direttore è un vantaggio perché il processo avviene con la condivisione di chi detiene l’indirizzo complessivo della stazione.

Alcuni conduttori mi chiedono cosa debbano dire negli aircheck alla presenza del direttore. Partirei con i punti di forza e di debolezza. L’intelligenza vuole che si sappiano riconoscere i propri meriti e i demeriti con sufficiente equilibrio. Se non fosse così, il compito del direttore è di rimettere la bilancia in pari, anche con complimenti e sottolineature positive, se utile. Svolgere però aircheck anche da soli è molto utile ai conduttori. C’è sempre qualcosa da capire. Per essere dei grandi al microfono occorre saper ascoltare moltissimo, sé stessi e i concorrenti.

Vorrei rivolgermi in conclusione agli editori e ai direttori. Non occorre una patente per svolgere gli aircheck. Il requisito è solo quello di una mentalità aperta e vincente che investa tempo ed energia di confronto nel patrimonio umano e di talento della vostra emittente Radiofonica. Si tratta di momenti di crescita personale anche per voi, credetemi. Il ritorno di miglior relazione con tutti i conduttori e anche i report degli stessi su anomalie e miglioramenti sono solo due dei tanti benefici per l’azienda dal lavorare di più in squadra di quanto si faccia normalmente.

Photo Credit: iStock.com/petrenkod

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