MARCO PONTINI e RADIO ITALIA, 18 ANNI INSIEME

Nell’anno in cui tutto cambia, così anche il vertice di una delle Top 5 della Radio in Italia. Dopo 18 anni di matrimonio professionale con il suo editore, il vice Presidente Marco Pontini saluta, con comprensibile commozione.

Mi aspettavo e mi aspetto per il 2022 tanti cambiamenti nella Radiofonia italiana. Da analista delle tendenze li sto solo attendendo. Questo però è un cambiamento misto a sorpresa. Ed è un cambiamento non marginale perché riguarda una stazione di vertice assoluto tra le TOP 5 come RADIO ITALIA. E la sorpresa è che a scuotere l’ambiente della Radio di Mario Volanti è il dirigente di vertice assoluto, il vice presidente. Marco Pontini, comunicandolo con quel suo distintivo clamore misto a orgoglio, ha trasmesso sui social un caro saluto. Ciao Radio Italia!

Un saluto che giunge dopo 18 anni in cui l’industria della Radio nel suo complesso ha prodotto tanti avanzamenti ma tutti con ostacoli, superati come chi corre i 110 metri, con fatiche enormi. In qualche caso anche con ferite. I postumi dell’11 settembre, la crisi finanziaria del 2008 per la bolla dei sub-prime, quella del 2012 per i debiti sovrani, la pandemia e ora la guerra. Sono stati e sono ancora anni complessi e di cambiamenti per sopravvivere e per sviluppare le emittenti. Onore al merito a chi è stato in prima linea, a fianco del suo editore in questi difficili 18 anni.

Non sono preoccupato per Marco Pontini. Non è ancora chiaro cosa farà dopo il suo incarico a Radio Italia ma sono certo che, come si dice in gergo, cadrà in piedi. Il suo prestigio continuerà ad alimentarsi altrove nei mondi della Radio, della pubblicità o degli eventi. L’esperienza stessa che ha maturato con l’emittente di Mario Volanti è un gran biglietto da visita. Si pensi a “Radio Italia Live”, la più grande kermesse musicale all’aperto in Italia, e a tutte le attività di marketing svolte. Numerosi sbocchi, probabilmente ha già scelto ma sono certo che farà bene ovunque.

I dossier sul tavolo di Radio Italia

I motivi per cui Marco Pontini ha salutato Radio Italia, conoscendolo, non verranno resi noti. E almeno da parte sua. E’ nel suo stile cercare di non alimentare polemiche in pubblico. Tuttavia una separazione, qui si può parlare quasi di matrimonio professionale, lascia aperte le strade a entrambi i contraenti. E Mario Volanti ha l’opportunità di sviluppare a questo punto non solo il profilo editoriale che è saldamente nelle sue mani ma anche quello marketing e commerciale che si è avvalso, recentemente, di una grande novità nella concessione a RAI PUBBLICITA’.

Sul fronte editoriale certamente Marco Pontini ha cercato di offrire il suo contributo. E da fuori non è possibile sapere quanto sia stato recepito. Sia prima che dopo l’estemporanea parentesi di R 101. Il suo è un editore molto poco ricettivo di quanto facciano gli altri colleghi. Convinto della sua distinzione. E c’è da essere d’accordo. Quindi lo sviluppo editoriale di quella realtà è completamente fuori da schemi prevedibili o da riferimenti nell’industria. L’innovazione passa per un delicato equilibrio tra valori e tradizione da un lato, e freschezza e novità dall’altro.

Marco Pontini ha cercato di innovare in modo spettacolare nel marketing, un po’ come piace a lui. Il logo del brand è stato evoluto in più fasi, ma la perdita in quello nuovo del tricolore è un trauma e uno sbigottimento ancora vivo in molte persone. Me compreso. E senza cambiamenti editoriali, tra l’altro. Ha ragione lui? Può darsi. Ha addirittura celebrato la nuova immagine di Radio Italia con una festa on-air lunga un weekend alla presenza di tantissimi artisti, uno per ogni ora di trasmissione. Non gli manca il coraggio di rompere gli schemi. Radiosi auguri!

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