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Questo articolo, e i prossimi 7 della serie, sono dedicati a me stesso ma in una chiave di tributo alle persone da cui più ho imparato in 40 anni di Radio. Compiuti il 5 ottobre. Un tributo per anno, cinque tributi alla volta. Qui 1981-1985.

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Ottobre 1981-2021, 40 anni di Radio di me, Claudio Paco Astorri. Una ricorrenza impegnativa! E’ comunque preferibile scrivere che si hanno 40 anni di Radio piuttosto che 58 di anagrafe… Non trovate?!? La Radio rende più giovani, è noto, e tutti noi che vi operiamo siamo dei Peter Pan. Ma non festeggio. Credo di dover ringraziare i molti che mi hanno trasmesso l’esempio, molto più di celebrare una ricorrenza che mi inserisce di diritto tra quelli dai capelli bianchi della Radio. Mi sento ancora giovane e coraggioso, ma anche saggio nel tributare il dovuto.

Quindi sul mio blog e per i miei 40 anni desidero svolgere un’attività di ringraziamento. Si tratta di 8 articoli che riguardano me e i destinatari della mia gratitudine. La rivolgo alle persone da cui più ho imparato in questi 40 anni di Radio. Una per ogni anno. Si tratta delle persone speciali che mi hanno trasmesso e/o insegnato di più. E senza le quali non sarei oggi quel quarantenne (di Radio) che può e vuole guardare ancora avanti. E che continua a domandarsi quale sarà il prossimo grande progetto Radiofonico per cui operare da domani mattina.

1981 – Roby Chris

Roberto Cristofari, alias “Roby Chris”, è un qualificato informatore farmaceutico con il grande vizio della conduzione. Laureato in farmacia, nel tempo libero è già on-air dall’inizio del 1976, conducendo nel suo percorso pure la mitica classifica “Top Exhibition” su Radio Bergamo Alta. Lo incontro ai primi del 1981 a Bergamo nella Studio 54 di Franco Sibella quando a 17 anni svolgo semplici (e disastrose) prestazioni di regia per un programma sul basket. Roby è il responsabile dei programmi dell’emittente oltre che un preziosissimo conduttore in onda.

Roby e io ci confrontiamo sui grandi temi della Radio. Mi scopre appassionatissimo ascoltatore di Radio Luxembourg (ogni notte), delle AFN in Europa pure in onde medie ma anche di Radio Milano International in FM. Accerta il mio inglese e testa la mia voce e la mia presenza con una ospitata nel suo programma. Il 5 ottobre del 1981 c’è l’esordio in Radio tra le 13 e le 14 con il programma chiamato “Paco’s Music”. Sono in 5^ liceo, esco di corsa dalla classe, il mio Gilera 125 TG1 mi conduce volando in via Alberico da Rosciate e al pelo delle 13:00 sono on-air.

A Roberto Cristofari devo tantissimo. L‘inizio e la passione per questo mezzo. La gratitudine si spinge oltre agli inizi perché insieme a lui, e sostanzialmente grazie a lui, passiamo a Radio Zeta evitando la gestione di Miky di Radio Studio 54, poi a Radio Blue Lake Sound (diverrà successivamente Basic 91.3) e a Radio Trasmissioni Lombarde, poi RTL 102.5. Dieci anni di vita di Radio. Ricevo a getto continuo le sue proverbiali pacche sulle spalle che riserva ai suoi colleghi e a me in particolare. Energia, impegno, goliardia, squadra. Roby, fantastica persona.

1982 – Angelo Zibetti, l’Angelotto (alla memoria)

Insieme a Roby Chris e a Donatella, un’altra collega della FM di Bergamo, arrivo a Radio Zeta, sede a Treviglio ma emittente multi-regionale, nel settembre del 1982. Angelo è titolare oltre che di Radio Zeta anche di 3 discoteche nella bassa Bergamasca: il Kit-Cat a Zingonia e La Ruota e il Calypso a Caravaggio. Personaggio pubblico senza paragoni. Ama profondamente il suo pubblico. Chiama gli ascoltatori “Belle Gioie”. Ricambiato pienamente, è un grande amore totale. Mi colpiscono due suoi valori che lo distinguono nettamente: la solarità e la dedizione.

Sempre sorridente, Angelo Zibetti si rivolge a tutti con simpatia. Crea per me e per Walter Ravasi una fascia dalle 16 alle 20. La chiama “Pomerigissimo Zeta”, è la fascia giovane e di rottura di una emittente dedita per il resto a musica italiana, anni ’60, melodia, liscio e grandi orchestre. Alle 15:59 finisce un brano di Nico Fidenco e dopo la mia sigla attacco con “Is There Something I Should Know” dei Duran Duran. E Angelo felicissimo. Magnifica collaborazione con Walter, bellissimo lavorare con lui. Riconoscimenti da Angelo a entrambi. Bravi! Bello, no?

Angelo mi offre un valido stipendio per l’epoca. E’ generoso non solo di complimenti. E capisce la mia passione e il potenziale Radio per le classifiche. Inauguro al sabato la “Disco Parade”, la classifica dei brani più ballati al Kit-Cat di Zingonia. Un gran successo. Ne è tanto per cambiare molto felice. Radio Zeta offre una sensazione di “tutti all’ascolto” veramente impressionante. Una stazione di grandissimo successo, fatta di personalità differenti. E lui sempre a condurre in onda, a dare l’esempio di come ci si rivolga al pubblico. Un grandissimo insegnamento.

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1983 – Claudio Villa

L’esperienza di Radio Zeta mi offre la popolarità di conduttore. Comprendo che quella non è per me la chiave di soddisfazione principale in Radio. Mi interessa di più altro, il complesso della stazione, la partecipazione alla creazione del formato e di tutti i suoi dettagli. Mi interessa vivere la costruzione dell’idea editoriale. Claudio Villa è il titolare di Blue Lake Sound, una emittente di Vigano San Martino che copre la parte orientale della provincia di Bergamo ma anche la città e alcune province della Lombardia grazie ai 101.2 MHz dai Colli di San Fermo.

Claudio Villa mi carica a bordo del suo magnifico laboratorio. Una Radio giovane e scintillante, molto coerente, con mezzi minori ma passione comune forte. Un ceppo familiare opera con lui; la moglie, la sorella e il cognato. Attorno vi sono collaboratori tutti validi, nessuno escluso. Una Radio in cui si impara da tutti e in cui ci si può confrontare. E in cui regna però anche un tasso di malumore e borbottio che non riscontrerò mai più in altre realtà. E Claudio Villa, conscio, usa resilienza. Non sbotta e procede innanzi. Non facile. I corridoi delle Radio, luoghi temibili.

Blue Lake Sound è una Radio in cerca di crescita. Il palinsesto è più che valido ma la parte commerciale non decolla. Quella tecnica avrebbe bisogno di investimenti. Claudio Villa si scontra tra i potenziali clienti con una mentalità ancora riottosa e con la difficoltà di non poter contare su una rete di agenti. E lotta sempre per arrivare all’obiettivo. Anche quando il quadro familiare gli si rivolta completamente contro in un modo che avrebbe ucciso chiunque. Riesce ad anteporre la sua creatura anche a sé stesso. E paga un prezzo. Lo abbraccio fortemente.

1984 – Bob Paiva

E’ l’anno di Blue Lake Sound ma anche della mia chiamata alle armi. Alpino! CAR a Merano e poi caserma a Monguelfo in Val Pusteria, sempre in provincia di Bolzano. Esperienza operativa ma tempo di sera e nel fine settimana anche per studiare. Oltre ai libri per gli esami di Scienze Politiche ne porto con me alcuni sulla Radio, acquistati e fatti arrivare dagli USA. Ho sempre adorato leggere. C’è un testo che in serate trascorse nella biblioteca della caserma, luogo più tranquillo della camerata, mi fulmina letteralmente e a cui devo sicuramente proprio tanto.

Il libro si intitola “The Program Director’s Handbook” edito nel 1983 dalla TAB Books e l’autore è Bob Paiva. Thank you Bob! E’ la prima delle due persone cui tributo il mio ringraziamento più profondo tra tutte le 40 dei miei 40 anni di Radio ma che non conosco personalmente. Si tratta dell’autore del libro che mi ha spalancato la testa e il cuore. E in cui mi sono tuffato con grande entusiasmo. Il legame tra lettore e autore del libro è talora fortissimo. Questo è uno dei casi. Si è trattato di un testo di manualistica Radio in realtà con una prospettiva umana e gestionale.

La funzione del Program Director, con i doveri quotidiani includendo la comunicazione con il boss. Il lavoro e la relazione con Disc-Jockeys ma anche News-Jockeys. Le personalities della Radio e il loro talento nella programmazione complessiva. La promozione on-air e off-air della propria stazione Radiofonica. La musica; la definizione di linea musicale, i formati, i clock con tutti gli elementi caratterizzanti. Le indagini di ascolto e le ricerche qualitative. La responsabilità sociale della stazione Radio. Grazie ancora Bob, mi hai aiutato a sognare la Radio vincente.

1985 – Bob Schulberg

Tornato dal servizio militare, per me un’esperienza vissuta molto intensamente, mi accorgo alla ripresa dell’attività di conduttore sempre in provincia di Bergamo che manca ancora qualcosa. Non tanto a quanto mi circonda, ma proprio a me stesso. Con alcuni esami superati in ateneo tra cui Economia Politica e Politica Economica mi prendo l’ambizione di voler capire qualcosa che in realtà c’entra poco con gli studi svolti: la raccolta della pubblicità. Comprendo che si può realizzare la Radio più forte del mondo ma se non si struttura l’attività commerciale cade tutto.

Da una ricerca internazionale trovo un testo che potrebbe fare per me: “Radio Advertising” di Bob Schulberg. E leggerlo in effetti arricchisce la conoscenza e mi offre anche qualche segreto sull’argomento. Una scrittura felicissima e molto chiara mi avvicina all’autore e mi fa entrare nel punto di vista sia di chi compra che di chi vende spazi Radio. Il potere di un libro. E calato il tutto nella mia realtà funziona! Cosa ho appreso da Bob Schulberg? Tanto per cominciare tutti i razionali sulla forza del mezzo Radio che sono fondamentali per soltanto avviare la vendita.

E poi. Come funziona la Radio commercialmente. Il significato del formato. Analisi dei numeri delle indagini di ascolto. Come la Radio raggiunge differenti target. L’influenza pervasiva della Televisione verso la Radio. La dinamica della vendita e dell’acquisto degli spazi pubblicitari. E ancora. Il costo a contatto come valore commerciale per i clienti pubblicitari. Tecniche di barter, campagne multi-cliente e altro ancora. Ho letto ad oggi, ne ho contezza, ben 145 libri sulla Radio. Questo è uno dei due al top. L’autore è il mio mito per il marketing Radio. Grazie Bob!

I prossimi tributi… nei prossimi 7 articoli

  • 1986 – Rino Denti
  • 1987 – Fabio Santini
  • 1988 – Paolo Oberto
  • 1989 – Andrew Economos
  • 1990 – Valerio Gallorini
  • 1991 – Claudio Cecchetto
  • 1992 – John J Kennedy
  • 1993 – Terri Rabel
  • 1994 – Dwight Douglas
  • 1995 – Angelo Borra
  • 1996 – Angela Buttiglione
  • 1997 – Angelo Pirrello
  • 1998 – Gianni Miscioscia
  • 1999 – Michele Menegon
  • 2000 – Silvia Stefani
  • 2001 – Francesca Cancellara
  • 2002 – Andrea Pellizzari
  • 2003 – Jeff Pollack
  • 2004 – Filippo Sugar
  • 2005 – Walter Miscioscia
  • 2006 – Carlo Mandelli
  • 2007 – Stefano Guidotti
  • 2008 – Linus
  • 2009 – Enea Roveda
  • 2010 – Roberto Sabatini
  • 2011 – Marco Bazzi
  • 2012 – Renato Lopena
  • 2013 – Giuliano Radicioli
  • 2014 – Marcello Foa
  • 2015 – Giorgio Drago
  • 2016 – Bruno Benvenuti
  • 2017 – Pierluigi Picerno
  • 2018 – Paola Marchesini
  • 2019 – Don Vinicio Albanesi
  • 2020 – Giuseppe Vaccari

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2 pensieri su “40 TRIBUTI SPECIALI per i MIEI 40 ANNI di RADIO: 1/8

  1. Non ho la più pallida idea di chi lei sia,, ho aperto casualmente un posto di un’amica su linkedin. Ho letto qjesti primi 5 anni..lei scrive in modo contagiosamente positivo, e credo il segreto stia nel riconoscere senza spilorceria all incontro con gli altri ciò che siamo, facciamo, diciamo, pensiamo, creiamo, sentiamo.il contrario della solitudine.il motivo per cui forse con la radio non si ci si sente mai soli

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