Non sono uno scalatore ma per molti salire i gradini di una scala è importante, un segno di capacità maturata e di competenze acquisite. Qui ci sono 4 suggerimenti, solo 4, per la scala del successo in Radio. Il vostro.

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Scrivo sulla scala del successo in Radio non essendoci salito se non, forse, per qualche gradino e come i più fortunati tra noi. E solo ogni tanto. Ancora oggi e dopo 41 anni di esperienza sul campo di battaglia mi sento un combattente del mezzo Radio, mai abbastanza domo di tutti gli esiti delle mie incursioni. Quindi potreste ottenere da me qualche suggerimento utile alle vostre riflessioni per la scala del successo ma non nella qualità di “elevato” della Radio ma di suo semplice studente e servitore. E di un terribile curioso che impara anche solo guardando.

La mia soddisfazione nello svolgere l’attività in Radio è strettamente connessa alle due missioni del mezzo. Sì, sono almeno due. Per l’intrattenimento è “Make People Feel Better” mentre per l’informazione è “Make People Know Better”. Mi sento appagato come persona oltre che come professionista solo quando, lavorando su una stazione, la missione che perseguo insieme allo staff produce dei risultati evidenti come incrementi di ascolto e crescite di ricavi. Lì mi placo per un attimo, non pensando al mio tornaconto. Può un idealista spiegare il successo in Radio?

Qualora abbiate superato la lettura delle due precedenti avvertenze per l’uso e vi sia rimasto quel briciolo di fiducia nel tempo che investite in questa lettura, allora posso condurvi alle mie umili osservazioni di consulente dai capelli bianchi alle prese con la scala del successo in Radio. Per prima cosa è bene chiarire che il successo richiede necessariamente un pubblico che ve lo riconosca chiaramente. Potete anche auto-nominarvi direttore artistico, o farvi auto-nominare, ma ciò soddisferà solo la vostra vanità e non vi farà salire di nemmeno un gradino della scala.

1 – Scegliere la scala per sé stessi

La Radio offre tante posizioni professionali differenti. Molti cercano la conduzione, quella più evidente verso il pubblico, sia questa di intrattenimento o di informazione e di servizio. Ma ci sono tante altre funzioni del dietro le quinte della Radio dove si può trovare un equilibrio tra caratteristiche personali e ambizioni di crescita. Registi, addetti alla musica, autori, redattori e tante altre. Con le figure apicali che sono quelle di station manager (o program director), head of music, responsabile attualità e production manager. Come orientarsi rispetto a tutto ciò?

Le prime esperienze sul campo sono fondamentali. Qui non ci sono scorciatoie o gradini. La Radio locale resta uno straordinario laboratorio di “gavetta“, parola non amata ma anche così preziosa, che mi sento di raccomandare vivamente. Se cominciate da una webradio ci può stare ma, come potete, passate a una Radio più strutturata e del mondo del broadcast. E’ possibile che vi venga richiesto di svolgere più funzioni. Benissimo. Capirete sempre meglio la attività che più si addice al vostro equilibrio tra “feeling” e “thinking” e alle vostre caratteristiche.

Un avviso. Molti vedono la conduzione come la realizzazione del sé. Sbagliato! E’ la ricerca continua della miglior proiezione del sé in base a un progetto di personalità che può essere dentro di voi ma anche fuori. E che richiede non solo talento non indifferente ma anche un lavoro intenso e talora violento su sé stessi. E se ciò non vi accade vuol dire solo che pensate a trasmettere, a dirvi quanto è bello stare davanti a un microfono, ma non affatto a esserci per il pubblico. Prima della scelta della scala della conduzione pensate pure all’enorme concorrenza.

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2 – Lavorare sodo, lavorare duro

A proposito di conduzione, lo show-prep ha una funzione fondamentale. Chi più si prepara a ogni singolo programma ha maggiori probabilità di salire i gradini. E’ assodato. Può piacere o no ma Marco Mazzoli di Radio 105, ad esempio, è uno sgobbone tremendo che per ogni ora di trasmissione ne investe molte altre in idee e produzioni speciali. Anche nella Radio pubblica si lavora molto nella preparazione e con staff qualificati e professionali. Se pensate che il passo per il successo è in voi stessi e nella vostra improvvisazione totale, fate altro e meglio nella vita.

Le posizioni professionali del cuore della Radio, definito non felicemente il “dietro le quinte”, richiedono una feroce innovazione. Siate aggressivi con voi stessi. Non accontentatevi solo di “fare” ma impegnatevi nel “capire” e spingere al miglioramento i processi di lavoro. Se questo costa studiare manuali di istruzione o leggere nel profondo le ricerche, sappiate che ciò è solo un investimento che potrebbe tornarvi a favore con vantaggi competitivi. Nella fase di crescita e di imbocco della scala non calcolate il tempo per il ritorno. Maturate tanti crediti sul campo.

3 – Il primo gradino, la buona reputazione

Fate bene attenzione. La Radio è un business basato su squadre di persone. Non siate anime solinghe o solitarie. La parola d’ordine è condivisione. E il proverbio stupido e da buttare nel cestino è “impara l’arte e mettila da parte”. E’ il modo migliore per incapsularvi in voi stessi e per non far sapere a nessuno come lavorate. E come siete bravi. Se siete aperti e vincenti non avete nulla da perdere nel condividere il sapere e le esperienze con chi vi interessa. Uno scatto di posizione, un gradino in più, nasce sempre da un credito di stima nella vostra azienda.

Allo stesso tempo non dovete sovraesporvi o dare l’impressione che sapete tutto voi. Il che genera solo antipatia, se non invidia. Se avete passione in quello che fate la condivisione con i colleghi o il vostro capo arriverà certamente con l’equilibrio e l’intensità al punto giusto. Non dovete pertanto risultare innaturali ma comunque coscienti che senza una buona reputazione non si cresce. Per i conduttori la reputazione viene sia dal pubblico e dai suoi ascolti che dall’interno della stazione. Mentre il personale interno si deve confrontare con il suo capo.

4 – La domanda da farsi ogni giorno

Scala giusta, tanto impegno, buona reputazione. E poi? E poi c’è l’atteggiamento o l’attitudine se preferite. Dovete avere e trasmettere prima di tutto una vostra autonomia. Una corazza metallica che non si vede ma che indossate, un modo per trovare subito soluzioni ai problemi. E poi occorre “pensare in grande” e per farlo vi suggerisco di farvi ogni giorno una domanda che potete lanciare nella vostra testa al mattino, prima di mettervi all’opera sulle attività e sugli appuntamenti. “What is the next big thing?“. Qual è la prossima grande cosa?

Credetemi, funziona! Svolgete con cura tutte le funzioni previste con la massima disciplina ma lasciatevi nella testa il suono stimolante di questa domanda che vi darà molte risposte che certamente dovrete selezionare per fattibilità e pertinenza. Scalare i gradini è un fatto di grande visione e se non pensate in grande non salirete molti gradini. E se non realizzate quasi per abitudine delle grandi idee da voi generate e dagli altri approvate, non troverete molti gradini da scalare. Peccato, salendo si gode di un panorama certamente migliore. Radiosa salita!

Photo Credit: iStock.com/masterzphotois

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