Già in passato ho letto in chiave sia critica che ironica i comunicati stampa delle Radio nel promuovere i propri dati di ascolto. Ci risiamo. La situazione è migliorata ma qualche segnalazione positiva o leggera non manca...

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Comincio con una vera e propria delazione. Questo articolo nasce su interessata pressione del mio amico e partner Mario Modica, direttore di SPOTandWEB. E’ da anni che ci confrontiamo sui comunicati stampa delle Radio emessi al momento del rilascio dei dati ufficiali di TER. Mario li raccoglie tutti e me li gira uno ad uno. E in tutta franchezza ne abbiamo riso, molto e insieme. Ci sono state sparate e trovate davvero creative ma lontanissime dalla realtà. Tentativi di belle pose ma da super-spettinati. Muscoli gonfiati, esternazioni goffe. C’è stato veramente di tutto.

Parlo al passato perché anticipo che la situazione è nettamente migliorata. C’è sempre qualche furbetto ma nel mezzo di una accresciuta professionalità nel comunicare i risultati della ricerca sugli ascolti Radiofonici. Che sia anche in parte dovuta alla moral suasion di questo articolo che Mario e io abbiamo pubblicato? Tante risposte piccate e molti musi lunghi. Però ora, almeno di più, non si pensa che dall’altra parte dei comunicati stampa ci siano lettori così allocchi. Pure in questo articolo si procede con l’attribuzione di premi, giusto per tenere il pathos sul tema.

Premio “Sono io il primo della classe”: Radio Mediaset

Dapprima uno statement sul proprio gruppo Radio nazionale, ancora una volta il primo. Tutto preciso, un solo appunto utile al rigore. Affermare che il proprio gruppo serve il 35,5% degli ascoltatori giornalieri è un fake. Con gli unici dati al momento disponibili non si possono calcolare le duplicazioni tra le stazioni. Un esempio? Il 1° semestre del 2021. Radio 105, Virgin Radio, Radio Montecarlo, R 101 e Radio Subasio disponevano della somma algebrica di 11.492.890 ascoltatori giornalieri (34,6% del totale). Quella reale, dall’analisi dei volumi elettronici, ne ha rilevati 9.769.130 netti e non sovrapposti (29,41% del totale). Ok?

Paolo Salvaderi, amministratore delegato di Radio Mediaset

Radio 105 si afferma prima emittente per ascolti nel quarto d’ora medio (AQH). Soddisfazione legittima, secondo semestre consecutivo ma di anni differenti. Probabile #1 anche a fine anno dopo il 2° semestre. Bene la menzione, anche se veloce, alla forza e alla crescita del mezzo Radio. Colpita la traversa con la spiegazione della metrica dell’AQH che attesta “la fedeltà dell’ascolto e premia la qualità dei contenuti”. Fake! Attesta solo il numero di persone contemporaneamente sintonizzate nei quarti d’ora. La qualità è un termine soggettivo. Bene la menzione a Barbara Rosseti! Comunque, antipatia da controllare meglio.

Premio “Impeccabile”: GEDI

Pur avendo buone se non buonissime notizie proprie da comunicare, GEDI ha saputo anteporre nel comunicato stampa un significativo tributo ai dati, alla realtà e alla forza della Radio. Bene! Si sono sottolineate le crescite nel giorno medio e nei quarti d’ora e si sono collegate queste al buon andamento della raccolta pubblicitaria. E c’è poi un ponte ulteriore e interessante, quello che collega gli eventi di tutte le Radio (non solo i propri) alla salute e all’affezione da parte di pubblico e ascoltatori. Riconoscere prima alla Radio vuol dire creare più valore su sé stessi.

I confronti degli ascolti sono segnalati, più che correttamente e prima della esposizione, con il “periodo omologo dell’anno precedente”. Chiaro. Tutti i numeri sono presentati in modo più che puntale. L’unica deviazione, che si può ampiamente perdonare, è quella sugli eventi come “Party Like a Deejay” che sono proposti come “ampie prospettive per il futuro” sugli stessi andamenti dei numeri. Nel massimo rispetto del business e della valenza in comunicazione degli eventi delle Radio sarei cauto a prospettare una correlazione, come nel caso dei social.

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Premio “Il salto del pesciolino”: Gruppo RTL 102.5

Manca qualsiasi riferimento ai dati positivo del mezzo Radio nel suo complesso. E dal gruppo della Radio leader di mercato non è un esempio fantastico. Forse ci si potrebbe aspettare un ruolo di guida, quasi istituzionale. Parole da chi è il primo soggetto di un comparto in crescita. Non un solo accenno. Zero. Si scrive soltanto che si è rimasti leader, senza ovviamente alcuna precisazione dei termini della caduta alquanto seria. Ben 27 parole su 42 del sottotitolo sono dedicate ad “altro” che non riguarda la pubblicazione dei dati TER. Quasi i 5/7 (cinque settimi).

E’ un tentativo goffo di cambio di argomento. Di salto da una boccia affollata ad una vuota. Certamente non afferente alla giornata. La vera novità non sono i dati di ascolti di TER che tutti aspettavano da 6 mesi ma il fatto che le 9 Radiovisioni del gruppo sono rilevate da Nielsen. Forse si era più efficaci e si faceva una miglior figura a farne un comunicato stampa a parte e soprattutto in un giorno differente. E aver caricato con “una platea sconfinata, con numeri di ascolto in streaming inimmaginabili” rende bene l’idea del salto. Il pesciolino ce la farà?…

Premio “Perdo… ma conquisto!”: RTL 102.5

Lo so, può sembrare un’attenzione eccessiva, ma il comunicato stampa del gruppo RTL 102.5 merita un secondo premio. Non più per un salto molto pericoloso ma per una inversione impossibile. Si può conquistare… perdendo? Geniale! Procediamo con ordine. Certamente c’è grande soddisfazione a non essere scesi al di sotto dell’asticella degli 8.000.000 come somma algebrica degli ascoltatori nel giorno medio, aggregando i dati di RTL 102.5, RadioFreccia e Radio Zeta. Anche se in termini netti già nel 1° semestre del 2021 si era al di sotto: 7.702.970.

Sulla somma algebrica del giorno medio di più stazioni, anche dello stesso gruppo, vale qui quanto già affermato a proposito di Radio Mediaset poco più sopra. Per spiegare invece la inversione c’è una sola tesi quasi obbligata. La grande soddisfazione di aver ridotto il precipizio notevole e qui sopra ben rappresentato ha fatto trasformare la lieve perdita a livello di gruppo (-86.760 ascoltatori lordi nel giorno medio) in una vera e propria conquista. Una violazione delle leggi della fisica e della matematica che contiene probabilmente un sospiro di sollievo.

Premio “No Zoom sul Boom”: Radio Kiss Kiss

Rispetto a tanti comunicati stampa delle stazioni Radiofoniche che, in modo generalmente più intelligente che in passato, comunque tendono a sovrastimare i propri conseguimenti nei dati delle rilevazioni di ascolto, quello di Radio Kiss Kiss soffre dell’esatto contrario. Appare troppo modesto rispetto al valore aggiunto reale degli ultimi anni, conseguito come giustamente ben sottolineato, “su tutti i parametri” di TER. Manca forse una immagine che renda meglio visibile le crescita. Prendiamo ad esempio il parametro del quarto d’ora medio in un trend omogeneo.

Radio Kiss Kiss era 5 anni fa soltanto undicesima tra le Radio nazionali nei quarti d’ora. Ora è addirittura quinta e ha preceduto, fatto storico, perfino Radio Italia. Si tratta di equilibri di 30 anni degli ascolti Radiofonici, quelli delle TOP 5, che sono stati sovvertiti da una stazione nazionale che origina da Napoli e che sta conquistando un crescente numero di giovani in tutta Italia. C’è tanto contenuto nel nuovo dato dell’emittente della famiglia Niespolo. Può darsi che la prudenza e la cautela abbiano trattenuto l’enfasi. Bene. Fino a quando?

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