Le PERIPEZIE delle RADIO nei COMUNICATI STAMPA sugli ASCOLTI

Ci scherziamo. Con tanto di assegnazione di premi al demerito. Ma certi comunicati stampa delle Radio appena successivi al rilascio dei dati di ascolto proprio non si possono leggere…

Silhouette of man balancing on the rope concept of risk taking

Mi rivolgo esplicitamente agli operatori della Radio. A coloro i quali vivono in trincea o nelle retroguardie questo mezzo e le sue stazioni in tutti gli aspetti, anche quelli emotivi. E che quando si avvicinano i rilasci delle rilevazioni di ascolto cominciano a tremare, ad avere paura. Il Timor d’Indagine, avete presente? Se sì, siete tra quelli che 2 volte l’anno (4 per quelli che credono nei trimestri riservati) entrano in una forma di patema d’animo, l’ansia per i dati. Nervosismo Radiofonico.

Poi arriva la liberazione dalla tensione. La sentenza dei dati è calata dall’alto e, bella o brutta che sia, è da accettare. C’è una nuova realtà con cui misurarsi, migliore, quasi uguale o peggiore. E si guardano i concorrenti; si pensa al loro dato in modo equilibrato. Ben gli sta! Tiè! Beccati questa! Qualche colpo di telefono per approfondimenti con qualche collega. E poi scattano i perché sulla propria emittente. Perché la mia stazione ha perso (o guadagnato)? E si costruiscono strategie.

I comunicati stampa come momento di ilarità

Finalmente, pochi minuti dopo il rilascio dei dati (non si capisce come tecnicamente sia possibile), arrivano loro, gli attesissimi comunicati stampa delle grandi Radio. Talora si tratta di espressioni di gruppi quotati in Borsa che devono giustificare tutto di fronte agli investitori. In qualunque modo. Che disastro l’oggettività! E come i politici appena intervistati dopo una tremenda batosta elettorale, lor Editori e solo loro hanno vinto. Certo. E sono anche tutti nettamente migliori. Qualche dubbio?

La ardita scalata sui vetri di cristallo tuttavia fa udire le dita che scivolano e il lento ma inesorabile perdere l’altezza, a volte anche la faccia. Ogni volta ciò è motivo di sorrisi e ilarità per l’uso maldestro dei numeri come con la Pravda, l’organo di stampa sovietico. E pensano di essere molto bravi oltre che furbi, di ingannare persone che dal pallottoliere alla calcolatrice di Windows, dal cervello al foglio Excel, hanno strumenti semplicissimi per misurare la realtà dei comunicati.

Primo Premio TER 2020: “Doppio salto mortale con avvitamento”

Il primo premio per le peripezie nei comunicati stampa sui dati di ascolto è senza dubbio conquistato con merito e anche con grande distacco da RADIO MEDIASET. Ecco la frase che assegna l’indiscutibile riconoscimento: “Si conferma primo Gruppo Radio nazionale con il 17.8% di ascoltatori nel quarto d’ora medio dalle ore 6 alle ore 24 e il 36.2% di ascoltatori nel giorno medio“. Boom! E’ vero, parzialmente falso oppure falso? Dobbiamo essere tecnici.

La prima parte è vera. RADIO 105 con 493.000 ascoltatori medi nel quarto d’ora, VIRGIN RADIO con 225.000, RADIO SUBASIO con 144.000, R 101 con 129.000 e RMC RADIO MONTECARLO con 125.000. Il totale delle 5 emittenti, che per i quarti d’ora si può determinare con la somma algebrica poiché si tratta di assegnazioni univoche, porta a 1.116.000. In rapporto al totale dell’ascolto Radio che è 6.271.000 ascoltatori medi nel quarto d’ora la percentuale è del 17,8%.

Il capolavoro che ha vinto il premio è tuttavia nel dato del giorno medio, quel 36,2% del mercato che viene dichiarato. Il primo salto mortale è nella somma algebrica dei dati del giorno medio. Non si fa. Perché ci sono duplicazioni tra gli ascoltatori. Una prova? Nel 2019 la somma algebrica dei dati del giorno medio delle medesime 5 emittenti cumulava 12.886.000 ascoltatori. Il totale netto e privo di duplicazioni era invece di soli 10.854.590. Bella differenza, nevvero?

Il secondo salto mortale, cui si arriva dopo un avvitamento carpiato, è nel calcolo rispetto al totale. Quel 36,2% è ottenuto dal rapporto tra la somma algebrica dei giorni medi delle 5 emittenti diviso il totale degli ascoltatori della Radio. Non solo il dividendo, vedi sopra, ma anche il divisore non è corretto. L’unica percentuale del giorno medio usata nelle pianificazioni è rispetto alla popolazione 14+. Il dato vero del 2019 era del 20,49%. E c’è stato peggioramento. Peripezia da ingordigia.

Secondo premio TER 2020: “Mal comune, mezzo gaudio (o forse intero)”

Il secondo premio per le peripezie delle Radio nei comunicati stampa lo vince l’emittente di Mario Volanti. RADIO ITALIA per parola dell’editore comunica quanto segue: “Nella top five del secondo semestre del 2020, la nostra risulta la migliore performance e questo ovviamente mi fa molto felice“. Prima di tutto l’affermazione è veritiera oppure no? Se ci riferiamo ai quarti d’ora che si collegano alla performance il dato è corretto. Verifica qui.

In realtà quel dato palesa una caduta del -2,2% che è superiore a quella del mercato che è del -1,74%. Non so voi, colleghi, ma quando perdo più del mercato io mi preoccupo proprio tantissimo e mi attivo per capire come recuperare. Curioso invece che qui si sottolinei un dato di perdita che è circoscritto oltretutto ai Top 5 e perché meno fragoroso degli altri. Peraltro, assai meno fragoroso? Direi di no. RADIO 105 al -2,76% e RADIO DEEJAY al -2,93%. Il massimo dal minimo.

Foto postata dal vice presidente di RADIO ITALIA su FB dedicata ai dati del -2,2%

Agli osservatori non sfugge che dopo la Top 5 crescano in modo significativo tante altre emittenti. La immediata inseguitrice RADIO KISS KISS guadagna il 9,55%, quindi più dell’11% rispetto al mercato, RADIO 24 cresce del 6,66%. Performance positive in assoluto vengono da RAI RADIO 1, RAI RADIO 2, RAI RADIO 3 e M20. Dietro alla Top 5 metà delle emittenti crescono ma RADIO ITALIA è felice per avere il miglior paracadute della Top 5. Peripezia da gravità.

Terzo Premio TER 2020: “Io peso di più”

Ecco la medaglia di bronzo tra le peripezie dei comunicati stampa successivi al rilascio dei dati d’ascolto. E’ tutta per RTL 102.5. I dati dell’ascolto settimanale dell’emittente non sono così negativi. Ma non se ne parla. Ecco l’affermazione: “RTL 102.5 si conferma la prima radio italiana: è il risultato di un patto di fiducia che ci lega ai nostri ascoltatori che ci continuano a riconoscere come la loro casa mediatica sia in radio che in televisione“. La casa, un richiamo forte.

E’ come dire: “Abbiamo perso oltre il 10% nei quarti d’ora, più del 5% nel giorno medio ma comunque siamo primi. Siamo noi la casa, il punto di riferimento. E primi sia in Radio che in Televisione”. Ecco, quest’ultimo richiamo stona. E non poco. E’ davvero probabile che i volumi, il prossimo 9 marzo, confermeranno che RTL 102.5 è la più fruita dal televisore. Fino ad allora correttezza vorrebbe che sul tema ci fosse una sospensione. Invece no. Peripezia da supremazia.

Comunicati stampa, più attenzione!

Ho scherzato sui comunicati stampa delle Radio ma partendo da elementi di fatto che non tornano proprio. Si tratta di espressioni che palesano peripezie di vario tipo, non tutte proprio perdonabili. L’invito, se mi è permesso, è per un sano “Less is More” che può voler dire anche non doversi far trovare parziali e faziosi. E quindi provare anche a distillare sobrietà, questo magnifico valore dimenticato, e se non bastasse anche equilibrio e rispetto dell’intelligenza.



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Photo Credit: iStock.com/mbolina

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