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I dati annuali di TER 2024 sull’ascolto generale del mezzo Radio sono interessanti per varie ragioni. Sono i primi dopo l’increscioso anno della “Elemosina On-Air“, più dolcemente definita “Autopromozione TER”. Sono gli ultimi di TER, ora denominata ERA, conferitasi in AUDIRADIO per la sua nascita e di cui è parte al 50%. Le 120.000 interviste l’anno di TER sono una base solida per numeri affidabili sulla Radio nel suo complesso. Guardiamo qui le evidenze sulle classi di età almeno nei trend delle consuete e principali 3 metriche.
Ho voluto “tagliare” l’asse delle età in modo diverso dallo standard. Possibilità data dall’uso di software certificato da TER. Ecco quindi non i soliti segmenti ma Generazione Zeta (da 14 a 30 anni), Millennials (da 31 a 46 anni) e poi i 47-60. i 61-70, i 71-80 e gli over 80. E’ utile, dato il calo demografico drammatico e le preoccupazioni sui giovani, segmentarli per età in base agli assunti degli esperti di sociologia. E’ interessante anche la classificazione di over 60 che permette di collocare gli individui in ben 3 segmenti precisi e distinti tra di loro.
L’ascolto generale nei 7 giorni
La tabella è semplice. Gli individui che ascoltano la Radio in Italia almeno un quarto d’ora a settimana sono 44.101.709 pari all’84,44% della popolazione. Il 2023, l’anno incriminato, ha visto un inverosimile passaggio dall’83% all’85,71%. Boom. Oggi il valore è inferiore ma è vicino alla realtà e comunque migliore del dato del 2022. Le buone notizie riguardano tutti i target fino ai 70 anni, compresi Generazione Zeta e Millennials. Oltre i 70 anni la Radio non riguarda più di metà della popolazione. I 71-80 sono al 64,48% e oltre gli 80 al 47,44%.

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L’ascolto generale nel giorno medio
Dopo i segnali incoraggianti sulla copertura settimanale passiamo a quella giornaliera. La quota della popolazione oltre i 14 anni che ascolta tutti i giorni la Radio è del 67,16%. E qui, quando l’ascolto si fa assiduo, succedono alcune cose. La Generazione Zeta va un po’ sotto la media mentre gli over 70 precipitano proprio. Da decenni mostro questi dati, che peraltro migliorano poco, e affermo che la Radio ha un problema. Ed è sugli adulti-adulti. Sulla popolazione non attiva. Per contro, Millennials e 47-60enni sono a un ottimo 78%.

L’ascolto generale nel quarto d’ora
E veniamo alla metrica più stringente, quella tanto temuta del quarto d’ora medio. Che è un indicatore di fatto leggibile del tempo conferito all’ascolto della Radio. In tutte le classi di età con la sola eccezione degli over 80 l’anomalia del 2023, in arancione, è evidente. Ma i target più giovani arretrano lievemente sul 2022 e quelli dai 47 anni avanzano. Segnale da considerare ma senza drammi apocalittici e valutando la necessità di nuovi formati. La classe degli editori nei migliori casi sta effettuando dei passaggi generazionali. Accelerare.

Photo Credit: iStock.com/Jirsak
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