Una delle immagini di copertina di digitalradio.it, il punto di riferimento per l'informazione sul DAB in Italia.

Il massimo fermento e il massimo della confusione. Questo è il bello o il brutto del momento attuale del DAB+ in Italia. Possono esserci soluzioni da convegni e dal buon senso applicato alla tecnologia. Il DAB+ non deve risultare una banda dispersiva.

— Pubblicità —

Il fatto che il DAB+ sia nel suo momento decisivo è noto ai più, certamente agli operatori attivi nella Radiofonia. Alcuni fattori concorrono ad incrementare notevolmente l’attenzione da parte delle professionalità dell’industria Radio a questa banda e in questo momento. Certamente c’è stato un passo avanti sul fronte normativo e regolamentare. Lo scorso 27 luglio è stato varato da parte dell’AGCOM il “Piano nazionale di assegnazione delle frequenze in banda VHF-III per il servizio di radio diffusione sonora in tecnica digitale DAB+ (PNAF-DAB)”. Un momento atteso.

Non entro nel ginepraio legale anche perché abbiamo in Italia fior di associazioni e di avvocati che hanno già decodificato brillantemente, come al solito, lo scritto dei legislatori che si fa via via negli anni sempre più nebuloso. Tuttavia la delibera è una pietra miliare. Un nuovo fatto di chiarezza, che può ledere interessi degli uni o degli altri, ma che apre una nuova stagione che necessita la chiusura delle sperimentazioni e degli avamposti di vantaggio. Peraltro anche in una osservazione internazionale, il DAB+ gode di un discreto vento di approvazioni dagli Stati.

Paesi in verde chiaro: DAB attivo.
In verde scuro: DAB in Test.
In blu: interesse per il Test del DAB.

Le Radio locali, finalmente!

Negli ultimi 12 mesi e con una progressione regione per regione grazie alla liberazione delle frequenze televisive abbiamo assistito all’ingresso più diffuso e non limitato della Radiofonia locale nel DAB. Una grave ingiustizia e disparità si è ridotta e si sta colmando. Assai numerosi, ora i consorzi locali del DAB hanno una dimensione più accettabile a rappresentare tutti e 3 i comparti della Radiofonia; pubblico, nazionale e appunto locale. Si sono notati anche disegni espansionistici di molti editori che, nel legalmente possibile, hanno esteso le aree di copertura.

Per me che sono residente a Milano i ricevitori DAB+ dell’auto e di casa ora sono all’esplosione di offerta. Non si può nemmeno parlare di decine ma di più di un centinaio di stazioni, e tutte ben ricevibili con eccellenti segnali e suoni. Mi trovo nel capoluogo lombardo e posso godere dell’ascolto perfetto non solo delle storiche emittenti in FM ma anche di alcune Radio locali di altri grandi capoluoghi d’Italia come di piccoli centri della Lombardia con emittenti promosse all’attenzione più ampia. E ci sono anche stazioni solo DAB+ di editori innovativi e coraggiosi.

— Pubblicità —

Il DAB e il consumo di corrente elettrica

Non c’è alcun dubbio che, vista la spaventosa speculazione in essere sui costi della energia, il tema dello switch-off posto nei mesi scorsi con forza in particolare da RAI RADIO, certamente si riproporrà favorito anche dai 2 punti precedenti: la delibera AGCOM e l’accesso anche delle Radio locali. Nessuno può pensare di chiudere la banda FM, specie per la sua elevata quantità di ricevitori presenti attorno a ciascun individuo, ma imboccare strade virtuose di incentivi per gli utenti sull’acquisto di quelli DAB+ potrebbe essere un acceleratore verso la sostenibilità.

Il caos e il pericolo dello scenario del DTT

Mi permetto di suggerire in questo momento di grande fermento e di molto caos di opporre sempre più studio. E’ il tempo giusto per approfondire tante tematiche inerenti il DAB+. E c’è una occasione imminente. Durante l’IBC 2022 di Amsterdam, cui ci si può registrare gratis fino al 6 settembre, si svolgerà anche una sessione di grande interesse del WorldDAB. Il titolo è “Nuove opportunità e nuove audience con il DAB+“. Domenica 11 settembre tra le 10:00 e le 12:00 si discuterà con grandi relatori di ricerche sugli acquirenti di auto, di metadata e di ricavi.

Alcuni grandi guru digitali dal fuoco amico e che hanno promosso per anni solo la Radio via IP annunciando la FM come ferro vecchio e il mezzo come ormai cadaverico, ora si accorgono del problema affollamento del DAB+. E adesso? Ora dobbiamo studiare e soprattutto identificare i problemi che possono portare l’utente del DAB a trovarlo un oceano dispersivo e non utile. Yes! Questo pericolo esiste eccome. Trovo un paio di problemi in tal senso. Posso solo augurare che si possano trovare soluzioni negli accordi e nella tecnologia per favorire l’esplorazione.

Quelli che mettono il simbolo # per essere selezionati prima degli altri fanno sembrare questo un settore di Radiofonari. E in parte lo siamo. Non bello, non equo. Le stazioni che desiderano essere prima nella lista dei ricevitori (“Vanity position”, come da esperienze USA) possono farlo ma devono pagare. A un fondo a favore delle Radio comunitarie e universitarie. E poi, ancora più complesso, le auto descrizioni delle caratteristiche delle emittenti rendono tutto ancora più caotico. Deve esserci una classificazione oggettiva per formato e la possibile ricerca relativa.

— Pubblicità —

Autore dell'Articolo

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.