Le CONDIZIONI NECESSARIE per la RADIO di FLUSSO

E’ un tema sempre caldo e sempre teso, in apparente conflitto ideologico con l’antagonista. La Radio di Flusso è così facile da realizzare come molti operatori dello schema a programmi vanno sostenendo?

Un post a difesa ma anche a riconoscimento della funzione e della dignità delle tanto vituperate Radio di Flusso? In effetti ce ne sarebbe anche bisogno. Anche sì!

Una prima provocazione, probabilmente l’unica. Solo una minoranza tra gli operatori e addetti ai lavori svolge la sua professione nelle Radio di Flusso mentre, se osserviamo i dati di ascolto TER 2018, esse raccolgono in modo inconfutabile la maggioranza degli ascolti. Gli outsider di ieri sono i nuovi leader di oggi?

Propongo subito una mia raccomandazione: quella della Radio di Flusso non è una tipologia di offerta Radiofonica che sia ottimale per tutte le stazioni e nemmeno per tutti gli editori, direttori, responsabili e personale on-air. Per realizzare una Radio di Flusso vincente sono infatti vincolanti alcune ben precise condizioni necessarie, oltre che quelle sufficienti. Le vedremo tra non molto. Andiamo con ordine.

Prima di tutto cosa è una Radio di Flusso? E’ una stazione che comunica direttamente ai suoi ascoltatori senza l’intermediazione e l’interfaccia dei programmi e in nome di una sua missione  24/7, sempre attiva.

Sostanzialmente, quando l’ascolto tra stazione e individuo non è mediato da un programma e il conduttore comunica al pubblico in nome di una Brand la quale evidenzia in più modalità la sua funzione continuativa, abbiamo un elevato indizio che si tratti di Radio di Flusso.

I punti di forza della Radio di Flusso sono la semplicità di ascolto e soprattutto l’immediatezza. Non serve consultare il palinsesto. Mai. Mi sintonizzo su quella stazione perché so cosa mi posso aspettare, almeno come base di offerta, in qualsiasi momento della giornata.

Una fondamentale caratteristica delle Radio di Flusso è quella di rappresentare le componenti salienti della propria offerta in archi temporali molto ristretti, almeno normalmente. Se, prendendo qualsiasi frame di 20 minuti all’interno di un’ora, si avvertono delle differenze nella offerta degli elementi caratterizzanti allora non si stanno ottimizzando se non disperdendo le potenzialità di questa eccellente concezione Radiofonica.

In Italia le Radio di Flusso sono sostanzialmente collegate al valore principale e di riferimento della musica ma probabilmente è ora di sdoganare questo concetto di offerta anche verso quell’emittenza basata sugli altri 2 cardini tra i contenuti dell’offerta Radiofonica e cioè sulla Conduzione e sulla Informazione/Attualità.

Per intenderci anche attraverso gli esempi, sono certamente Radio di Flusso prevalentemente musicali a livello nazionale: RTL 102.5, RDS, RADIO ITALIA, RADIO KISS KISS, RADIO MONTECARLO, R 101 e RADIOFRECCIA

Ora possiamo chiarire anche cosa non sia una Radio di Flusso, pescando dalle accuse che normalmente giungono dalla barricata opposta, quella degli operatori della Radio a programmi.

“E’ la Radio che annoia” – E’ inconfutabile che accadano molti più eventi e situazioni ogni ora in una Radio di Flusso ben progettata (non tutte lo sono, ahinoi) che in una Radio a programmi. Ciò dipende dalla stessa struttura flessibile della programmazione, sempre aperta e molto ricettiva, in opposto a quella a compartimenti stagni dei programmi.

“I Conduttori sono controllati nel tempo” – E meno male, direi. Un fatto utile anche per gli stessi Talent. Se una Radio di Flusso ha una mission musicale in cui il format temporale del brano è di circa 3 minuti e 40 secondi, qualsiasi altro elemento di contenuto non deve mai avvicinarsi nemmeno ai due terzi di tale durata, pena lo stravolgimento della coerenza totale.

“Ogni ora è uguale” – La forza della Radio di Flusso è proprio nella ricorrente struttura della sua offerta oraria; i suoi valori di riferimento e gli appuntamenti più sensibili devono essere presenti in ogni ora. Questo tipo di consistenza si affida a un Clock Base che è uno strumento e non un obiettivo, solo un piedistallo su cui creare spettacolo entro le guide.

Fin qui abbiamo trattato le condizioni sufficienti, quelle che permettono di riconoscere una Radio di Flusso. E quali sono le condizioni necessarie? Qui ne indico 4 di caratura significativa di un elenco di 20 che ho sempre considerato e considero nella mia attività professionale.

  • CREATIVITA’ e FLESSIBILITA’ nel DESIGN COMMERCIALE. La prima cosa che si progetta in una Radio di Flusso è il clock pubblicitario. Un punto di debolezza palese delle Radio a programmi è che si inserisce la pubblicità in blocchi molto lunghi e posizionati secondo l’interesse del programma specifico, addirittura e talora in soli 2 cluster orari. La Radio di Flusso vince commercialmente se offre modi e soluzioni vincenti per creatività e flessibilità sia per chi ascolta che per chi investe, opposti al concetto imperante e vetusto della radio a programmi che è riassumibile nel “ci dobbiamo fermare (e fare cassa)”.
  • FATTORE di SQUADRA. Se siete un “direttore artistico” dimenticatevi la Radio di Flusso. Non la saprete mai fare. E’ provato. Si tratta di un gioco di team, una soluzione orchestrata in cui tutte le differenti anime coerenti al disegno complessivo devono trovare un equilibrio oltre che allo stesso tempo una grande passione e una gioia nella partecipazione. Servono manager, persone con sensibilità umana e di relazione, non imbuti.
  • FINESTRE sul MONDO. La Radio di Flusso non è un juke-box e non è nemmeno un juke-box che si ricorda della realtà una sola volta all’ora delegandola a notiziari, meteo e Info-Mobilità, tutti e quanti rigorosamente accorpati. Errore tipico, specie delle Radio a programmi. E dire che il clock di RDS (versione 2001 in copertina) qualcosa dovrebbe aver insegnato su quanto le finestre di apertura sulla realtà non debbano essere rare ma veloci quanto frequenti. Ogni Radio di Flusso, in dipendenza del suo target e della sua missione deve avere le finestre sul mondo coerenti alla sua stationality. Indispensabile!
  • STUDIO della MUSICA. Vuol dire ricerche qualitative, music studies, call-out telefonici, strutturazione professionale di un ufficio musica e non semplicemente delega a una persona, selezione continuativa di tutto quanto è disponibile nel mondo, apertura di idee, frequentazioni continue nel mondo della musica, ascolti in gruppo, scelta per la messa in onda a livello collettivo, attenzione al flow musicale, programmazione curata nei minimi dettagli quasi controllando il flusso psicologico dell’attenzione e dell’interesse.

Sempre sicuri che realizzare una Radio a Programmi sia più difficile?

Condividi il contenuto:

2 thoughts on “Le CONDIZIONI NECESSARIE per la RADIO di FLUSSO

  1. Ciao Claudio . A leggerti ……Mamma mia che voglia di tornare in radio che ho !!!!!

  2. Ciao Valerio, hai dato tantissimo a RADIO DEEJAY e non solo, ma saresti prezioso anche oggi, ne sono certo. E proprio nei grandi gruppi editoriali, sia Flusso che Programmi… ce n’è bisogno, non ho dubbi… :-):-)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *