A distanza di anni continuo a osservare che le Radio di flusso non stanno innovando la loro struttura di offerta. E scivolano peraltro verso altri modelli. Eppure la Radio di flusso è una modalità con ancora molto potenziale creativo ed inespresso...

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La Radio di flusso è un concetto molto spesso travisato se non addirittura banalizzato. In realtà è molto chiaro. Si tratta di una format Radio che apre ogni ora delle finestre sul mondo con GR, utilità meteo e/o info-mobilità ed eventuali rubriche informative. Si tratta di finestre brevi, con una durata teoricamente inferiore a quella di un brano musicale per non violare la priorità della musica. L’idea, visto che in Italia non sono presenti vere e proprie stazioni News/Talk, è che una format Radio possa servire al pubblico anche contenuti per un’informazione veloce e puntuale.

Ho scritto circa un anno fa della crisi della Radio di flusso. Per la verità ci sono sul blog i segnali di allarme e proposte già da non pochi anni. Nell’ultimo articolo sul tema avevo segnalato due temi a monte da risolvere. Primo, la mancanza di presa di posizione sulla musica a causa del “metronomo“, la pericolosa scelta di posizionamento ibrida e assolutamente di mezzo. Secondo, la conduzione dannosamente multipla salvo fasce assai specifiche. I problemi si siano estesi di numero con il passare del tempo. In un contesto di confusione crescente.

La mancanza di visione nell’utilizzo delle finestre

La presenza delle finestre sul mondo può essere un elemento di spettacolarizzazione. E, ovvio, si possono studiare in base al target servito e al format di origine della stazione. Chi colloca le finestre tutte insieme all’inizio dell’ora, con un “mappazzone” indigeribile e ben più lungo di un brano musicale torna alla format Radio con il blocco che discrimina ogni ora gli ascoltatori. La materia è delicata, non è fatta per chi pensa “Facciamo tutta la parte pesante all’inizio dell’ora almeno così poi siamo totalmente liberi”. Con il dubbio che la pesantezza sia nel suo pensiero.

Le finestre sul mondo ogni ora possono invece offrire vita e contenuto del presente ai cluster pubblicitari troppo spesso “messi lì”, come un’altra pesantezza. A mio avviso è preferibile collocarle alla fine dei cluster ma la letteratura e la creatività sul tema invitano a cercare strade nuove. Occorre investire tempo per pensarci, però. Chiaro? Altrimenti il risultato sarà la solita pesantezza, altro che volare con il flusso, altro che “suonare” sempre e scivolare con grande spettacolarità da un evento all’altro. Il flusso, è di fatto un mix di intelligenza e sensibilità.

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Il gioco di squadra, fuori moda?

E’ più facile fare un gioco di squadra con tutti i talenti su tutta la stazione oppure spezzettare il palinsesto con le stesse risorse in più programmi? Vi offro la risposta giusta; ahimè, la seconda. L’ossessione dei giovani conduttori, e non solo, è di trovare il “loro” spazio, questa ansia di un piedistallo con grande vista social. Una noia gigante. Cento volte più interessati a caricare post sul loro profilo piuttosto che a concentrarsi sui giganteschi numeri delle persone all’ascolto. Sempre più difficile trovare persone appassionate prima all’idea di stazione che al loro spazio.

Per essere schietti c’è poi il tema degli allenatori, o degli station manager. Quelli delle Radio di flusso dovrebbero essere i promotori dell’innovazione, di forme nuove di imaging, di modi nuovi per essere creativi con produzioni e soluzioni inedite senza dover ricorrere ai programmi. Invece si procede con coppie spesso improbabili e si supera il confine con il formato Personality Radio. E’ difficile vincere con il flusso? Una Radio di formato Adult Contemporary ha innestato il Flusso Circolare ed è primissima nella sua regione. E’ Radio Babboleo, una squadra.

Photo Credits:
iStock.com/francescoch, iStock.com/TanyaJoy, iStock.com/hwahl

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