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Questo articolo, cinque precedenti e i prossimi due della serie, sono dedicati a me stesso ma in una chiave di tributo alle persone da cui più ho imparato in 40 anni di Radio. Compiuti il 5 ottobre. Un tributo per anno, cinque tributi alla volta. Qui 2006-2010.

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Ottobre 1981-2021, 40 anni di Radio di me, Claudio Paco Astorri. Una ricorrenza impegnativa! E’ comunque preferibile scrivere che si hanno 40 anni di Radio piuttosto che 58 di anagrafe… Non trovate?!? La Radio rende più giovani, è noto, e tutti noi che vi operiamo siamo dei Peter Pan. Ma non festeggio. Credo di dover ringraziare i molti che mi hanno trasmesso l’esempio, molto più di celebrare una ricorrenza che mi inserisce di diritto tra quelli dai capelli bianchi della Radio. Mi sento ancora giovane e coraggioso, ma anche saggio nel tributare il dovuto.

Quindi sul mio blog e per i miei 40 anni desidero svolgere un’attività di ringraziamento. Si tratta di 8 articoli che riguardano me e i destinatari della mia gratitudine. Li rivolgo alle persone da cui più ho imparato in questi 40 anni di Radio. Una per ogni anno. Si tratta delle persone speciali che mi hanno trasmesso e/o insegnato di più. E senza le quali non sarei oggi quel quarantenne (di Radio) che può e vuole guardare ancora avanti. E che continua a domandarsi quale sarà il prossimo grande progetto Radiofonico per cui operare da domani mattina.

1981-2005, i 25 tributi speciali già inviati

  • 1981 – Roby Chris
  • 1982 – Angelo Zibetti (alla memoria)
  • 1983 – Claudio Villa
  • 1984 – Bob Paiva
  • 1985 – Bob Schulberg
  • 1986 – Rino Denti (alla memoria)
  • 1987 – Fabio Santini
  • 1988 – Paolo Oberto
  • 1989 – Andrew Economos
  • 1990 – Valerio Gallorini
  • 1991 – Claudio Cecchetto
  • 1992 – John J Kennedy
  • 1993 – Terri Rabel
  • 1994 – Dwight Douglas
  • 1995 – Angelo Borra (alla memoria)
  • 1996 – Angela Buttiglione
  • 1997 – Angelo Pirrello
  • 1998 – Gianni Miscioscia
  • 1999 – Michele Menegon
  • 2000 – Silvia Stefani
  • 2001 – Francesca Cancellara
  • 2002 – Andrea Pellizzari
  • 2003 – Jeff Pollack
  • 2004 – Filippo Sugar
  • 2005 – Walter Miscioscia (alla memoria)

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1981 al 1985, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1986 al 1990, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1991 al 1995, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1996 al 2000, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 2001 al 2005, clicca qui.

2006 – Carlo Mandelli

Carlo Mandelli è un top manager di Mondadori che in più di due decenni ha sempre servito al meglio il suo gruppo. E’ un contributo qualificato che si è avviato con mondadori.com per proseguire poi con la business unit dei periodici. E dal 2005 con la Radio. Carlo Mandelli è stato l’amministratore delegato di Monradio, la società editrice della Radio nazionale R 101. E l’ha condotta dalla sua nascita fino alla decisione da parte di Fininvest di far convergere l’impegno Radiofonico di Mondadori con quello nascente di Mediaset.

Persona piacevole ma molto pragmatica, Carlo Mandelli è uno scalatore. Ama la montagna e le salite impervie. E anche in Radio ha dovuto scalare molto. Ha colto in realtà da subito i punti di forza ma anche di debolezza della nostra industria e si è anche dedicato al miglioramento del rapporto tra editori sia nelle associazioni che nei comitati delle indagini di ascolto. L’ho accompagnato nella start-up e nella consulenza di direzione di R 101 per 2 anni. Di lui ho apprezzato il doppio lavoro tra interessi dell’industria e dell’azienda, come nessuno prima.

Egli dispone di un formidabile orientamento al mercato e al marketing. Carlo Mandelli ha nel concreto sensibilità forti nel dotare la strategia di strumenti di analisi e di ricerca e ha fornito a R 101 un apparato di conoscenze e di luce sul pubblico senza precedenti. Purtroppo non è stato pienamente utilizzato dai direttori che si sono avvicendati. E peccato che la richiesta dei vertici di far sentire che la Radio fosse della Mondadori abbia portato a un ibrido tra flusso a programmi che ha condotto a un traguardo importante ma inferiore al ragionevole potenziale.

2007 – Stefano Guidotti

Stefano è un uomo di finanza e di aziende. Cresce a Torino nel grande polo bancario San Paolo per poi unirsi ad altri soci in una esperienza di private equity. E si trasferisce a Milano dove lo conosco grazie ad amici comuni. La sua è un’azienda che compra quote di altre aziende, le rilancia e poi ne rivende le quote. Più o meno funziona così. Si può fare in varie modalità ma quella di Stefano mi è sempre molto piaciuta. Ha una sua etica professionale diversa da quella di colleghi squali e senza scrupoli. E’ chiaro, informa di opportunità come di pericoli. Equilibrio.

Allo stesso tempo Stefano che ha esperienze di sviluppo in aziende prettamente meccaniche e tecnologiche è un entusiasta di nuove opportunità che ha voluto esplorare con me. Dossier visti in campo Radiofonico. Se ne è approfondito uno fino al livello di una due-diligence ma purtroppo con il venditore non c’è poi stato accordo sul prezzo finale. Peccato, la competenza manageriale di Stefano Guidotti nel nostro settore avrebbe aperto nuovi percorsi. Stefano mi ha insegnato un livello di analisi e approfondimento nel business che mai avrei immaginato.

Stefano ha poi un lato personale forte. Dedito al lavoro e alla sua azienda, partecipate incluse, a un certo punto della sua vita incontra Daniela, una musicista di grande talento. Se ne innamora, si sposano, fanno 2 figli. E rapidamente cambia vita a 45 anni per vivere l’esperienza più intensa della sua vita. Un uomo che non perde sé stesso e nemmeno la sua famiglia sull’altare cruento del business. E non posso che stimarlo ancora di più. Chissà che possano nascere opportunità nel prossimo futuro e in Radio. Quando ci si sente Stefano è sempre aperto ad aggiornamenti.

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2008 – Linus

Ho conosciuto Linus a Radio Deejay nel 1990, mentre rivestivo il ruolo di Program Director della stazione di proprietà e con la direzione artistica di Claudio Cecchetto. A quell’epoca Linus era un conduttore, importante, ma non era ancora sulla rampa di lancio per diventare l’erede della stessa posizione di quello che era anche il suo capo. Nomina che giunse per lui nel 1995. Fu una prima conoscenza da cui ricavai una sensazione di non semplice dialogo ma di certo talento. Lo percepivo un po’ polemico nei corridoi ma creativo ed efficacissimo al microfono.

Nel 2008 Linus mi ha chiamato a Radio Deejay come consulente. E l’ho conosciuto in una veste diversa da quella di conduttore. Direttore artistico, manager del suo gruppo e membro del CdA. E ho appreso da lui molte cose anche se di segno opposto dalle mie. E perfino con valori differenti. Lo ringrazio per questo, si impara molto anche dalle differenze, non solo dagli esempi e dalle assonanze. Linus è chiuso. Io sono troppo aperto. Lui non parla molto di obiettivi, io desidero che siano troppo chiari. Lui scruta i problemi, io applaudo le soluzioni.

Linus è un maestro del controllo e dei ruoli, io viaggio troppo di condivisione e collegialità. Come direbbero quelli bravi si tratta di management styles assai differenti. Che danno ragione nei fatti più a lui che a me. Però una cosa ci unisce, la generosità. Allo scadere dei 2 anni del contratto Linus mi comunica che Radio Capital cerca un direttore e che intende candidarmi. Svolgo i primi incontri ma poi mi rendo conto, almeno per la mia sensibilità, che si tratta di un ruolo in cui sarei stato prigioniero, non come a RTL 102.5 o a RDS. E scopro la mia ingenerosità.

2009 – Enea Roveda

Il nuovo millennio si apre nella FM lombarda con una nascita che spiazza, un progetto Radiofonico certamente innovativo, per alcuni strano. E’ Lifegate Radio, una ideazione di Marco Roveda e della sua famiglia. Dopo la cessione delle sue Fattorie Scadasole, l’imprenditore decide di concentrarsi nel mondo del verde e del sostenibile e la Radio è un po’ la proiezione dei valori aziendali. La musica è avanguardia di oggi e di ieri. Il taglio è un po’ culturale nella selezione e soprattutto le parole sono ridotte al minimo. Poche, ben calibrate, utili alla causa.

Enea, figlio della talentuosa Simona e di Marco, si occupa della Radio quando mi chiama nel 2009. Non per lavorare sul prodotto editoriale ma per assisterlo nella analisi, nella ricerca e nel marketing. Scopriamo insieme il profilo degli ascoltatori della Radio come mai lo aveva notato prima. Il green, la sostenibilità e il tipo di musica portano un pubblico qualificato, con caratteri socio-demografici che sia nella professione che nella scolarità si distinguono da ogni stazione. E nasce un lavoro di illustrazione con una brochure che è la mia più bella promo realizzazione.

Capisco grazie a Enea che il verde e la sostenibilità non sono solo una primissima necessità del pianeta. Sono anche la scelta e l’impegno di donne e uomini di alto profilo che con ogni probabilità hanno ancora per anni il compito di evangelizzare gli altri, magari proprio con la regia della famiglia Roveda. Sempre più impegnata e sempre più di successo. Una selezione del personale veramente eccellente. Ho trovato belle e pulite intelligenze in Lifegate Radio. E tanta sensibilità. Evidentemente una forte attenzione alla musica collima con quella per il futuro.

2010 – Roberto Sabatini

Ho conosciuto ben due Roberto Sabatini. Il primo con Veronica Hit Radio, il secondo con Veronica My Radio. La stessa persona solo in anagrafe. Due Roberto completamente differenti ma con la sensibilità in comune. Il primo Roberto mi chiama a Pesaro come consulente della sua prima stazione. La sua volontà è crescere ed espandersi. Un bel gruppo di lavoro, davvero ampio con decine di persone coinvolte. Una decisione suggerita e da lui presa su un nuovo station manager e una linea più pop-rock, quando Virgin Radio non esisteva ancora in Italia.

I risultati arrivano, eccome. La Radio sale a 137.000 ascoltatori nel giorno medio, eccellente risultato. Tutto bene? Apparentemente sì. Dopo qualche anno mi richiama, ha licenziato lo station manager vincente, ha ridotto il personale, la situazione è difficile. Ha bisogno di un aiuto a questo punto per difendersi da investimenti eccessivi in tecnologia e sede e dalla perdita di staff prezioso. Si costruisce insieme Veronica My Radio, una idea di “Radio-persona” molto affascinante, impattante e richiedente poche ma qualificate persone nel dietro le quinte.

Roberto ha una sensibilità artistica notevole e mi ha insegnato ad andare a fondo nei processi di analisi e di riflessione. Ha le sue idee, un atteggiamento e un pensiero buddhista e di tipo orientale. E’ incline alla meditazione. Purtroppo ha perso imprenditorialità e la sua azienda, oltre che la moglie che aveva condiviso le scelte della discesa dai vertici. Mi auguro però che possa tornare perché sono certo che la sua capacità di “make people feel better” sia intatta e forse anche coltivata meglio. Come la sua capacità unica di attrarre persone sensibili al lavoro.

I prossimi tributi… nei prossimi 2 articoli

  • 2011 – Marco Bazzi
  • 2012 – Renato Lopena
  • 2013 – Giuliano Radicioli
  • 2014 – Marcello Foa
  • 2015 – Giorgio Drago
  • 2016 – Bruno Benvenuti
  • 2017 – Pierluigi Picerno
  • 2018 – Paola Marchesini
  • 2019 – Don Vinicio Albanesi
  • 2020 – Giuseppe Vaccari

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