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Negli USA il podcast cresce davvero. Ma da qui a raccontare una Radio sconfitta ce ne passa. I dati di Edison, letti per intero e non a pezzetti, dicono una cosa più seria: il podcast avanza nello spoken word, mentre la Radio continua a dominare nell’audio pubblicitario e soprattutto in auto. È il solito problema di chi non analizza: seleziona.

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C’è un modo desolatamente furbo di usare i dati da realtà internazionali: prendere quel numero che fa più rumore, metterlo nella vetrina e far sparire tutto il resto. È ciò che è accaduto con regolare narrativa “Anti Radio” e da “Monopiattaformisti dell’IP” quando su Newslinet.it si cita l’Edison Research Share of Ear Q4 2025 solo per sostenere che i podcast hanno superato la AM/FM nello spoken word: 40% contro 39%. Il dato è vero. Il problema è che, da solo, non racconta il mercato. Racconta un pezzo del mercato.

Infatti una cosa è lo spoken word, altra cosa è l’intero audio supportato da pubblicità. E qui la musica cambia! Nel Q4 2025, secondo Edison/Nielsen l’audio ad-supported vale il 63% di tutto il listening audio quotidiano; dentro questo perimetro la Radio assorbe il 61% del tempo, i podcast il 21%, lo streaming musicale il 15% e la radio via satellite il 3%. Quindi, no: il report non dice affatto che “il podcast ha battuto la Radio”. Dice una cosa più seria e più articolata: il podcast ha preso il comando in un territorio specifico.

Peraltro in tutto ciò, la Radio resta il baricentro dell’audio pubblicitario nel complesso. Il che è un dato di totale e fatale importanza. Ecco pertanto il punto: chi sostiene che il podcast “supera la Radio” senza la specifica “nello spoken word” non sta svolgendo la analisi di evidenze, peraltro estere. Sta facendo una selezione del materiale probatorio. È una tecnica narrativa vecchia: si isola il dato utile alla tesi, si oscura il contesto, e si confeziona il funerale di un mezzo che i numeri complessivi non autorizzano a fare.

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Il rapporto di WestwoodOne/Cumulus sulla medesima ricerca

A questo punto entra in scena Westwood One, e anche qui bisogna essere onesti fino in fondo. La loro lettura non è neutrale: il pezzo è firmato da Pierre Bouvard, figura della ricerca e del marketing Radio semplicemente leggendaria negli USA, che oggi è Chief Insights Officer di Westwood One/Cumulus. Dunque, è una lettura schierata? Forse ma schierata non vuol dire fasulla. Vuol dire che va capita per ciò che è: una contro-lettura pro-Radio costruita sullo stesso report Edison. Suffragata da tante e solide evidenze.

Non si nega il sorpasso podcast nello spoken word. Si cambia campo di osservazione e si riporta l’attenzione sull’auto, cioè dove la Radio mostra una superiorità concreta; qui i numeri diventano interessanti. La quota di ascolto over the air AM/FM che avviene in auto è passata dal 42% nel 2015 al 53% nel 2025; tra i 18-34 il 63% del tempo AM/FM si sviluppa in auto; tra i 25-54 siamo al 57%. Questo non significa che i giovani vivano di sola Radio. Significa però che nel momento della mobilità la Radio non è marginale.

Il dato diventa ancora più pesante quando si entra nel terreno commerciale. Il 54% di tutto l’audio in-car va all’AM/FM e che nel solo perimetro all’ad-supported audio in-car, la quota Radio sale all’83%. Persino tra gli 18-34 la Radio vale il 77% dell’audio pubblicitario ascoltato in auto. Qui il messaggio è brutale e chiarissimo: mentre alcuni raccontano il futuro dell’audio con la Radio assimilata a un soprammobile, continua a dominare nel consumo reale, nella vita quotidiana, nel drive to store e nel drive to all.

La sintesi

Questa, per la Radio, è la vera notizia. Non è che il podcast non conti. Conta eccome. Conta nello spoken word, conta nell’on demand, conta nell’approfondimento e conta nella relazione intenzionale con il contenuto. Ma, proprio per questo, smettiamola di confrontare mele con pere e di usare il podcast come clava ideologica contro la Radio. Il report Share of Ear Q4 2025 dice un’altra cosa: l’audio si frammenta in più funzioni d’uso, e la Radio mantiene territori dove la sua utilità resta enorme. Questa è analisi.

Content Credit: Westwood One/Cumulus – “Edison Research’s Share Of Ear Q4 2025: How Anerica listens to audio”

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