ADJ-1000x600 - Convegno RadioCompass 2
RADIOCOMPASS è un evento di promozione del mezzo Radio. Curato dal centro media MINDSHARE e dalla FCP, Federazione delle Concessionarie di Pubblicità. Cibo per la mente di operatori Radiofonici e clienti pubblicitari...

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Ottimo evento, relatori credibili, contenuti utili. La Radio è il mezzo dell’Aria per sua natura ma questa volta si è respirato proprio ossigeno puro. E’ stato pertanto ossigeno puro per la Radio che ha peraltro segni positivi nel confronto con il 2014. Ed è stato ossigeno puro anche per gli operatori del mezzo che hanno assistito numerosissimi a un Convegno che ha dato lustro alle sue effettive capacità come medium pubblicitario.

Si è svolta martedì 5 maggio presso la sede de Il Sole 24 Ore a Milano la prima tappa (mentre la seconda a Roma, giovedì 7 maggio) del 2° anno di RADIOCOMPASS. E’ un convegno che è frutto di una convergenza di intenti e di organizzazione tra FCP ASSORADIO e il centro media MINDSHARE. L’evento di quest’anno è stato aperto a tutti e ha riscontrato affluenza notevole con la presenza di professionisti da centri media, agenzie, concessionarie Radiofoniche e dalle stesse emittenti.

La Radio, un mezzo in salute

Roberto Binaghi e Marco Brusa, CEO e Responsabile Business Planning di MINDSHARE, oltre a Silvio Siliprandi, CEO di GFK Eurisko, sono stati i contributori essenziali quanto a contenuti del convegno. Prima di tutto la Radio è un mezzo in salute. Ha fatto piacere vedere la prima Slide riferirsi ai quarti d’ora e alla share media tra le 6 e le 24 del mezzo rispetto alla popolazione; si è passati dall’11,3% del 2012 all’11,8% del 2014.

Non solo GFK RadioMonitor; anche il CENSIS conferma la crescita con un passaggio di utilizzo dal 65% all’84% del totale degli italiani dal 2002 al 2014. Una eccellenza della Radio è poi nel servizio a favore dei target 18-44 anni.

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La relazione tra la Radio e l’utente

Molto interessante è stato l’approfondimento sulla relazione tra mezzo e utente, un elemento di analisi che secondo l’autorevole direttore generale dell’UPA, Giovanna Maggioni, sarà più spesso e certamente oggetto di maggiore attenzione da parte dei clienti pubblicitari. Tutte le motivazioni principali all’ascolto della Radio sono state raccolte in 3 aree principali.

“Lift my mood” è la prima funzione che viene segnalata e si tratta di un contributo di energia che dalla Radio arriva all’ascoltatore in termine di miglior umore, di maggior disponibilità e serenità, di miglior feeling. La seconda motivazione è nell’area “Credibile, Libera e Moderna”; é un mezzo vicino, non di parte o di interessi superiori ma allo stesso tempo è dinamico e autorevole. Least but not last la Radio è “Anytime, anywhere”; è un servizio a libero accesso 24 ore su 24 ricevibile ovunque grazie alla caratteristiche della universalità e della mobilità.

Un dato specifico dalla ricerca GfK che è stata presentata è che in un confronto con il WEB su queste 3 funzioni la Radio vince in “Lift my mood” e in “Anytime, anywhere” mentre perde solo di poco in “Credibile, Libera, Moderna”; e questa è già da sola una bella evidenza anche di indirizzo strategico. Quindi, in sintesi, in futuro la differenza tra i media sarà sempre maggiore sulla base dei contenuti e della relazione che si instaura con l’utente.

Un riconoscimento interessante e più che mai meritato è stato dedicato anche al tema del legame tra Radio e Territorio; la capacità della Radio di organizzare eventi ed iniziative è notevole dal momento che è stato misurato che il 13% della popolazione italiana ha partecipato nell’ultimo anno a un evento organizzato da una Radio.

I budget pubblicitari per la Radio

Marco Brusa ha poi condotto tutti sulla strada virtuosa della gestione ottimale dei budget pubblicitari dei grandi clienti, anche grazie a “success stories” concrete come quelle di Sorgenia e Danacol. Di fatto abbiamo accertato, ad esempio, che il 33% dei top viewers della TV, quelli che chiamavamo “teledipendenti”, compone in realtà il 61% del tempo di fruizione del piccolo schermo.

Opposto è il caso del 33% dei light viewers TV che rappresentano solo l’11% del tempo totale. Esiste in tutto ciò una felice simmetria tra i light users TV e gli heavy users della radio per apportare quei target dinamici e qualificati che sono meno televisivi. Ecco, la parola chiave e complementarietà. La Radio aiuta, e ormai è documentato, l’efficacia delle campagne televisive sui light viewers in modo strategico ed economico.

Complimenti a FCP e al presidente Martellini; anche perché, come ha fatto ben rilevare e in modo documentato il presidente di AssoRadio, il mezzo ha tutti i numeri e le relazioni in ordine già oggi per meritarsi un miglior posto nella attenzione nella pianificazione dei clienti pubblicitari. Sarebbe altro ossigeno puro che giungerebbe anche agli editori e agli operatori dell’industria.

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1 ha pensato a “RADIOCOMPASS 2015: OSSIGENO PURO per il MEZZO RADIO

  1. Ciao Claudio,
    come sempre le tue analisi sono chiare, comprensibili e naturalmente sempre di grande interesse.
    Ruggero

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