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Permettetemi, questa volta, una piccolissima premessa personale. La Germania mi sta molto a cuore. Mia madre è tedesca, una parte della mia famiglia vive in Baviera e proprio la Baviera è uno dei luoghi nei quali torno più volentieri. C’è qualcosa, probabilmente anche di familiare e profondo, che ogni volta che sono lì mi restituisce una particolare sensazione di pace e di benessere. Proprio per questo, quando leggo della Radio in Germania, presto forse un’attenzione ancora maggiore del solito.
E quando un titolo annuncia che “il DAB+ cambia ruolo: non più duplicazione della FM, ma infrastruttura che inizia a sostituirla. E il mercato lo segue”, la curiosità diventa immediatamente professionale. Il titolo è quello pubblicato il 25 agosto da Newslinet, la testata diretta da Massimo Lualdi. Sono andato dunque a controllare le fonti tedesche. E la prima cosa che è giusto riconoscere è questa: i dati utilizzati nell’articolo sono in larga parte corretti.
Il problema non sono tanto i fatti. È quello che succede quando li mettiamo tutti in fila e decidiamo quale storia raccontano.
Partiamo dalla Baviera: il digitale ha superato la FM
È vero. La Funkanalyse Bayern 2026, presentata dalla Bayerische Landeszentrale für neue Medien, rileva che in un giorno medio il 48,1% della popolazione bavarese ascolta la Radio attraverso modalità digitali, mentre la FM raggiunge il 45,2%. È un passaggio importante.
Ma c’è una precisazione altrettanto importante. Quel 48,1% non è DAB+. È la somma di DAB+, web radio, cavo e satellite. Il DAB+ da solo raggiunge quotidianamente il 35,2% della popolazione bavarese. Dunque possiamo affermare: DIGITALE > FM. Non possiamo affermare: DAB+ > FM.
Newslinet, va detto con correttezza, questa distinzione la riporta nel corpo dell’articolo. Ed è proprio questo uno degli aspetti curiosi della vicenda: il testo è spesso più prudente del suo titolo.
Il 35,6% tedesco? Anche quello è vero. Ma non è ciò che può sembrare
Un altro numero importante è quello della ma 2026 Audio II, pubblicata dall’AGMA il 15 luglio. Il DAB+ raggiunge il 35,6% della popolazione tedesca nel WHK, con una penetrazione che sale al 43,1% tra i 30 e i 59 anni. Dato notevole. Ma cos’è il WHK? Il Weitester Hörerkreis identifica chi ha utilizzato quel mezzo almeno una volta nell’arco delle ultime quattro settimane. Non è la quota di ascolto. Non è la reach giornaliera. Non significa che il 35,6% dell’ascolto radiofonico tedesco avvenga attraverso DAB+.
E soprattutto non significa che il DAB+ abbia conquistato il 35,6% del mercato sottraendolo alla FM. Anche questa distinzione è correttamente esplicitata nell’articolo di Newslinet. La stessa comunicazione AGMA fotografa dunque un DAB+ che cresce e diventa sempre più rilevante. Ed è una notizia che nessuno dovrebbe avere interesse a minimizzare. Ma crescita e sostituzione sono due concetti differenti.
Deutschlandradio spegne frequenze FM, anche questo è vero
Da anni Deutschlandradio sta progressivamente eliminando alcuni impianti FM, soprattutto quelli di minore potenza, nelle aree dove considera sufficientemente sviluppata la copertura DAB+. Non è una novità improvvisa del 2026. Già nella propria pianificazione finanziaria Deutschlandradio spiegava chiaramente la strategia: sviluppare la rete DAB+ e ridurre in modo selettivo soprattutto le frequenze FM economicamente meno efficienti nelle aree già ben servite dal digitale.
Allo stesso tempo, però, dichiarava di non considerare compatibile con la propria missione un ritiro generalizzato e anticipato dalla FM. Il processo è proseguito. Nel 2024 sono stati spenti altri piccoli impianti in diverse regioni, comprese Baviera, Baden-Württemberg, Assia, Turingia e Mecklenburg-Vorpommern. E nel giugno 2026 Deutschlandradio ha ribadito che in alcune regioni il DAB+ ha già sostituito con successo la FM. Notate le parole: in alcune regioni. È esattamente qui che comincia la parte interessante.
Perché la Germania non è lo Schleswig-Holstein
Lo Schleswig-Holstein ha intrapreso senza alcun dubbio una vera migrazione dalla FM al DAB+. Governo del Land, Autorità dei media, NDR, Deutschlandradio e operatori privati hanno concordato una roadmap che prevede l’abbandono progressivo della FM tra il 2025 e la metà del 2031. RADIO BOB!, Delta radio e Antenne Sylt sono tra le prime emittenti coinvolte; altri operatori seguiranno progressivamente. Qui non c’è molto da interpretare. Nello Schleswig-Holstein la FM viene davvero sostituita dal DAB+.
È un laboratorio interessantissimo e va studiato attentamente. Ma la Repubblica Federale Tedesca è composta da 16 Länder. E lo Schleswig-Holstein è uno di questi. Trasformare una precisa scelta politica, industriale e tecnologica di un Land nella rappresentazione di ciò che starebbe avvenendo “in Germania” significa allargare il quadro oltre ciò che le fonti raccontano.
La Germania, oltretutto, è forse uno dei Paesi nei quali questa distinzione dovrebbe essere presa più sul serio. Il federalismo tedesco non è un dettaglio amministrativo. È parte del funzionamento del sistema.
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RADIO BOB!: un esperimento da osservare, non una legge da proclamare
Uno dei casi più interessanti è certamente quello di RADIO BOB! rockt Schleswig-Holstein, che nell’aprile 2025 ha abbandonato completamente la FM continuando a essere distribuita attraverso DAB+ e IP. Cosa è successo agli ascolti? Secondo i dati diffusi dal Digitalradio Büro Deutschland, il WHK è passato da 685.000 a 678.000 ascoltatori, quindi sostanzialmente è rimasto stabile con un calo dell’1%. Nell’ora media feriale, invece, l’ascolto è cresciuto da 54.000 a 64.000 persone: +18,5%. È un risultato importante.
E non vedo perché chi, come me, continua a considerare la FM una piattaforma di enorme valore debba avere paura di riconoscerlo. RADIO BOB! dimostra una cosa:
in un determinato mercato,
raggiunta una sufficiente maturità
del parco ricevitori
e della distribuzione digitale,
un’emittente può abbandonare la FM
senza necessariamente perdere
la propria audience.
È una notizia. Ma non dimostra che l’abbandono della FM faccia crescere gli ascolti. E soprattutto non dimostra che quello stesso risultato sia automaticamente replicabile oggi a Monaco, Berlino, Francoforte, Colonia o in qualsiasi altra regione tedesca. Un caso di successo è un caso di successo. Non ancora una legge di mercato.
E poi c’è 80s80s: la Radio lascia la FM, ma la FM resta
Il caso di 80s80s Radio nel Mecklenburg-Vorpommern è persino più istruttivo. L’emittente ha deciso di rinunciare alle proprie frequenze FM regionali. Potremmo fermarci qui e inserirla nell’elenco delle Radio che “abbandonano la FM”. Ma cosa è successo dopo? Dal 1° aprile 2026 quelle frequenze sono state assegnate a Schlager Radio, che oggi le utilizza per diffondere il proprio programma nel Land.
Dunque: 80s80s ha lasciato la FM. Ma: la FM non ha lasciato il mercato. Qualcun altro ha ritenuto quelle frequenze sufficientemente interessanti da utilizzarle. Anche Newslinet riporta correttamente questo particolare. Ed è un particolare che cambia parecchio la lettura del fenomeno. Perché una cosa è la decisione industriale di un singolo operatore di modificare la propria distribuzione. Un’altra è la perdita di funzione economica e distributiva di una piattaforma.
Nessuna nostalgia per la FM
A questo punto è bene chiarire una cosa. Non sto sostenendo che la FM durerà per sempre. Non ne ho idea. E chiunque oggi assegni una data certa alla sua morte rischia semplicemente di trasformare una previsione in una professione di fede.
Il DAB+ in Germania sta crescendo. La copertura cresce. Il parco ricevitori cresce. L’automotive ne favorisce enormemente la penetrazione. Alcuni operatori pubblici stanno razionalizzando le loro reti FM. Uno dei Länder ha avviato un vero percorso di switch-off. Alcune emittenti private hanno dimostrato che, in determinate condizioni, è possibile rinunciare alla FM senza precipitare negli ascolti. Sono tutti fatti. Ma proprio perché sono fatti interessanti non abbiamo bisogno di amplificarli.
Transizione non significa sostituzione
Credo che il tema sia tutto qui. Una tecnologia può: crescere, diventare strategica, sostituire localmente quella precedente, ridurre progressivamente la necessità del simulcast, senza che sia ancora corretto affermare che abbia iniziato a sostituire la precedente nell’intero mercato nazionale.
La Germania del 2026 mi sembra raccontare esattamente questo. Non l’immobilità della FM. Non la sconfitta del DAB+. Ma una situazione più interessante di entrambe le caricature:
una transizione tecnologica reale,
progressiva e soprattutto
differenziata territorialmente.
E in un mercato federale questo avverbio conta moltissimo.
E l’Italia?
Qui nasce forse il rischio maggiore. Perché un titolo letto velocemente da un operatore italiano può produrre una conclusione molto semplice:
“In Germania stanno sostituendo
la FM con il DAB+.
Dunque quella è inevitabilmente la strada”
No! In una parte della Germania quella strada è già stata scelta. In altre aree alcuni operatori stanno procedendo selettivamente. In Baviera l’insieme delle piattaforme digitali ha superato per la prima volta la FM, mentre il solo DAB+ non l’ha ancora fatto. A livello federale il DAB+ continua a crescere e raggiunge il 35,6% nel WHK, che però misura il contatto nelle quattro settimane e non la quota di consumo quotidiano.
Sono informazioni preziose. Sono anche sufficientemente importanti da non aver bisogno di essere trasformate in qualcosa che ancora non sono.
Studiare la Germania. Senza inventarne una.
La Germania va osservata attentamente. Anzi, credo che per gli operatori radiofonici italiani sia uno dei mercati europei più interessanti da seguire nei prossimi anni. Ci mostrerà probabilmente molto sulla sostenibilità economica del simulcast, sul comportamento dell’audience quando una piattaforma viene rimossa, sul valore residuo della FM, sulla capacità del DAB+ di diventare non soltanto aggiuntivo ma realmente sostitutivo.
Lo Schleswig-Holstein sarà un laboratorio formidabile. La Baviera sarà un altro osservatorio straordinario. Deutschlandradio offrirà altri dati concreti. E forse un giorno potremo scrivere con assoluta tranquillità:
“In Germania il DAB+ sta sostituendo la FM.”
Oggi, 25 agosto 2026, io non credo che i dati dicano ancora questo. Dicono qualcosa di più preciso. E, proprio per questo, molto più interessante:
in Germania il DAB+ cresce;
in alcune aree ha cominciato
realmente a sostituire la FM;
in altre la FM continua
a svolgere il proprio ruolo.
La Germania non è lo Schleswig-Holstein. E la transizione non è ancora la sostituzione.
Photo Credit: iStock.com/hanohiki
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