Main entrance of the historic Rai Radio headquarters in Via Asiago 10 in Rome
La frattura tra #RAI e #TER è stata ricomposta? La mediazione "Last minute" di AGCOM è la causa del ritardo, assai notato, nella pubblicazione dei dati TER del 2° semestre 2023? Alcuni dettagli possono indurre a una risposta affermativa, almeno per le questioni legali.

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E’ un fatto storico, ahinoi. Senza precedenti. Per la prima volta nelle indagini di ascolto ufficiali del mezzo Radiofonico, RAI RADIO non ha le sue emittenti nella pubblicazione semestrale dei dati delle rilevazioni. Di TER in questo caso. Le origini del problema sono note ai più e anche i professionisti più distratti della Radio hanno commentato al riguardo. Talora per la via facile e banale della semplificazione al ribasso. Questione di intelligenze. In realtà vale la pena entrare nella questione semplicemente mostrando l’eloquente e chiarissimo comunicato stampa RAI.

Il comunicato stampa che ha aperto la crisi finale tra RAI RADIO e il presidente di TER è chiaro, non ha bisogno di interpretazioni di nessun tipo; tuttavia alcuni passaggi sono meritevoli della amplificazione a fini di futura prossima memoria:

  • Inviti di AGCOM disattesi.
  • Inadeguatezza delle attuali modalità di rilevazione sotto il profilo tecnico metodologico.
  • Gravi carenze dal punto di vista tecnico (solo CATI).
  • Sollecitazione dei rispondenti scorretta on-air da parte delle emittenti.

Non aver ascoltato la RAI nel modo più assoluto, e su alcuni punti da molti anni, non è stata una grande idea. O forse si voleva portare RAI RADIO fuori dal consesso commerciale?

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I fatti dell’11 e del 12 gennaio in TER

Giovedì 11 gennaio. Ore 9:00. Tutti gli operatori della Radio sono in forte ansia per i dati del 2° semestre di TER che sono accompagnati da quelli annuali. Si tratta delle attese anticipazioni e cioè dei soli dati quantitativi delle metriche essenziali. Che vengono seguiti dopo settimane di troppo dalla pubblicazione dei volumi, che includono tutto lo scibile di TER. Ore 9:30. Si perde la pazienza e cominciano a girare furiosamente tra tutti gli addetti lavori una infinità di sms e messaggi, tutti con lo stesso testo: “Ma hai ricevuto le anticipazioni di TER del 2° semestre?!?”.

Con una ridda di commenti, il più gentile è “Una vergogna assoluta, ci prendono in giro! E dire che la ricerca la paghiamo noi!”, si arriva alla fine della giornata. Nulla di fatto! Fatto grave. Sì, perché anche media specialistici e agenzie di informazione sono in attesa. Finalmente il giorno dopo, preceduto da un frettoloso avviso, nel primo pomeriggio giungono i PDF dei dati attesi, pubblicati anche sul sito di TER per uso generale. Ma i dati di RAI non sono presenti, mancano RAI RADIO 1, RAI RADIO 2, RAI RADIO 3 e RAI ISORADIO. Mai prima così nella storia. Grave.

Le voci sui perché del grave ritardo

Le mie fonti non sono interne a RAI. Sarò esplicito. Contrariamente al pensiero anche di alcuni complottisti tra i dirigenti delle associazioni, pur con attività in pieno essere e da oltre 7 anni come consulente di direzione su RAI RADIO 2, non ho accesso e non lo richiedo nemmeno su temi di RAI così sensibili come quelli della rilevazione degli ascolti. Ve li immaginate l’AD della azienda pubblica Roberto Sergio o anche Laura Rossetto che mi chiamano per chiedere pareri o confidarmi cose riservate? Io no! Non lo fanno e fanno bene. Sono pur sempre un esterno!

Fonti interne di TER che si riferiscono al CdA, mi hanno quindi informato che l’AGCOM avrebbe effettuato una “negoziazione last minute” tra RAI e TER allo scopo pure di ridurre i contenziosi tra le parti, di carattere profondamente anche legale, e facilitare il dialogo metodologico per il varo della ricerca 2025, la prima che sarà espressa dal JIC cui parteciperanno finalmente anche le rappresentanze del mondo della pubblicità. A fronte della richiesta RAI e accettata da TER di non vedere pubblicati i dati delle emittenti pubbliche, la stessa avrebbe ritirato le azioni legali.

E’ possibile che nel dialogo siano entrate anche questioni a valle, come il pagamento per quota RAI delle rilevazioni del 2° semestre. Se questo racconto fosse confermato sarebbe importante per un semplice fatto. Il segnale che offrirebbe è quello di un “Giù le armi” di qualunque tipo e da entrambe le parti. E’ la ripresa di un dialogo? Almeno possibile senza pistole puntate. Certo il punto di RAI, fondamentale, specialmente dopo il gravissimo pasticcio per la reputazione di TER della autopromozione, è chiudere la società e aprirne una nuova. Sarà così? Avanti tutta.

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