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Ci sono contenuti molto sensibili per gli operatori della Radio, i PRO del mezzo, che ora, da lunedì 25 agosto 2025, si trovano in un’area del blog astorri.it accessibile con abbonamento. Il costo di PRO ACCESS è di € 79,00 (IVA inclusa). Chiarisco, su richiesta di più utenti. E’ valido per 365 giorni. Si tratta di un abbonamento annuale e non solo per l’anno in corso. Si può già trarre quasi un primo bilancio in termini di contenuti PRO delle ultime 3 settimane. L’impegno garantito, un nuovo articolo PRO al giorno. Ma c’è sempre anche qualche novità.
La nascita delle “Serie”
Già della seconda settimana di PRO ACCESS sono nate le “Serie”. Non mi sono montato la testa e non penso di essere la Netflix della Radio. Semplicemente, ci sono dei contenuti che organizzati in serie di articoli permettono una più dettagliata esposizione. Allo stesso tempo diventano per gli utenti dei raccoglitori di più facile reperibilità nel momento in cui abbiano il bisogno di approfondire questo o quel tema. Ecco le prime serie, sono tutte nel pieno dello svolgimento. Ne seguiranno certamente altre. E sono graditi anche suggerimenti al riguardo.

Tutti i perchè e i come della generazione dei clock per il formato di stazione

Impariamo e elaboriamo dall’ascolto di stazioni e programmi

I punti di forza del mezzo Radio per il marketing commerciale
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Gli ultimi 10 articoli in PRO ACCESS (ultime 2 settimane)
- La RADIO può BATTERE gli ALGORITMI, ma DEVE TORNARE a SCEGLIEREMIDiA Research rileva che il 42% degli ascoltatori Radio tra 20 e 34 anni usa il mezzo anche per scoprire musica. Ma il dato più interessante è un altro: nell’era dell’offerta infinita, selezione umana, contesto e sorpresa possono tornare a essere un vantaggio competitivo. A una condizione: che la Radio li utilizzi davvero.
- La RADIO si ASCOLTA DOVE ARRIVA; ma QUANTO CONTA ARRIVARE?Gli impianti FM delle Radio nazionali a confronto con gli ascolti annuali AUDIRADIO 2025. La rete conta, ma i risultati non seguono una proporzione automatica.
- La RADIO DOPO la RADIO, il 42% VUOLE i PROGRAMMI ON-DEMANDUn contenuto Radiofonico deve davvero smettere di esistere quando termina la diretta? Negli Stati Uniti il 42% dei consumatori di podcast considera importante poter ascoltare programmi Radiofonici on demand. Un dato che apre una riflessione molto concreta: per la Radio, la vera opportunità potrebbe non essere produrre nuovi podcast, ma dare una seconda vita ai contenuti che già crea ogni giorno.
- PERCHÉ LA RADIO? Le 6 COSE che le PIATTAFORME NON SOSTITUISCONOLe piattaforme hanno ottimizzato l’accesso ai contenuti. Ma la Radio è soltanto un modo per distribuire musica, parole e notizie? Targetability, mobilità, familiarità, libertà, contatto e gratuità raccontano un mezzo che conserva caratteristiche difficili da sostituire. A una condizione: che la Radio non rinunci proprio a ciò che la rende Radio.
- AC in TESTA, CHR in CALO: ANATOMIA dei FORMATI della RADIO USATra due cuffie non passa una sola Radio, ma un intero spettro di promesse. AC, CHR, Hot AC, Country, Adult Hits: negli USA ogni formato nasce da una scarsità e combina in modo diverso Musica, Attualità/Informazione, Conduzione e Interattività. Non una classifica da copiare, ma un atlante da aprire.
- SPOTIFY VENDE PUBBLICITÀ ma INSEGNA a EVITARLA, allo STESSO TEMPOSpotify è un concorrente commerciale reale per la Radio. Proprio per questo merita una domanda industriale, non una gag. Come può promettere ai clienti pubblicitari che la pubblicità coinvolge e, nello stesso momento, promuoverne e venderne agli utenti l’eliminazione?
- RADIO nel T2: FERIALI GIU’, DOMENICA SULa Radio del T2 non si limita a perdere ascolto: cambia forma. I feriali arretrano, la domenica accelera, il pranzo si indebolisce e la seconda serata sorprende. Il nostro radar sui 96 quarti d’ora intercetta i segnali di un’evoluzione che le medie giornaliere non raccontano.
- Il NAMING di una RADIO può PRODURRE ASCOLTO?Ci sono Radio gigantesche nei 7 giorni che diventano sorprendentemente piccole quando l’ascolto viene misurato nel Quarto d’Ora Medio. Ho studiato proprio questo fenomeno, costruendo una classifica del rapporto tra le due metriche su tre rilevazioni AUDIRADIO. Il risultato è di quelli che fanno drizzare le antenne: ai primissimi posti emergono, con impressionante continuità, Radio dai naming fortemente descrittivi. Coincidenza? I numeri non dimostrano che il nome produca ascolto. Ma l’evidenza che restituisce la classifica è troppo nitida per non porre la domanda.
- JACK-FM: “SUONIAMO ciò che VOGLIAMO”. La RADIO PERSONA è ANCORA ATTUALE?“Suoniamo ciò che vogliamo.” Sembra la promessa di una Radio senza regole. È quasi il contrario. JACK-FM ha costruito per oltre 20 anni una delle personalità più rigorose e riconoscibili della Radio musicale. Nel 2017 provai a portarla in Italia e da quell’esperienza nacque anche “Veronica My Radio”. Oggi, nell’era dell’AI, quella vecchia intuizione torna potentissima: se la Radio stessa diventasse una Persona?
- RADIO MERCURY AWARDS: gli SPOT che FANNO GRANDE la RADIOUno spot può interrompere la RADIO. Oppure può renderla più GRANDE. Lo dimostrano i vincitori dei RADIO MERCURY AWARDS 2026: sei ascolti nei quali scrittura, interpretazione, suono e tecnologia trasformano la pubblicità in vero contenuto. Negli Stati Uniti l’industria premia e fa crescere da 35 anni la propria creatività. In Italia è tempo di fare un passo molto più ambizioso.
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