E' un tema sollevato per primo in Italia dall'AD di RAI, Roberto Sergio. In Francia l'autorità affronta la migrazione FM/DAB+ con analisi approfondite e un timing determinato e condizionato da obiettivi. Il confronto con l'Italia può essere molto interessante.

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Il sito di informazioni sulla industria della Radio al numero 1 in Italia è per me proprio quello di CONFINDUSTRIA RADIO TV. Per info più editoriali e di attualità Radiofonica FM-WORLD e pure RADIOSPEAKER svolgono una eccellente funzione con redazione propria. Senza trascurare così SPOTandWEB che utilizza i miei articoli pubblicati su astorri.it per estenderli ai vastissimi mondi della comunicazione e della pubblicità. Da quella che nella mia rassegna del mattino è la prima e più credibile sorgente dell’industria della Radio è giunto un articolo di figura autorevolissima.

Albino Pedroia è un professore presso l’Università La Sorbona di Parigi, e consulente in ambito Radiofonico. Ho avuto il piacere e il privilegio di lavorare con lui in un gruppo di lavoro creato dall’Ufficio Studi RAI che ha fornito indicazioni di trend a livello internazionale utili alle direzioni delle emittenti Radiofoniche RAI e allo sviluppo di RAIPLAY SOUND. Ne ho apprezzato la cura nell’analisi e la brillantezza nelle sintesi. Albino ha scritto un articolo utile per CONFINDUSTRIA RADIO TV. Si intitola “Francia, Libro Bianco della Radio“. E qui ne approfondiamo alcuni punti.

Francia, Libro Bianco della Radio

La ARCOM, l’equivalente francese della AGCOM, ha pubblicato il Libro Bianco della Radio. E’ il modo di offrire al mondo politico e all’industria stessa un indirizzo di sviluppo. E si tratta di un lavoro complesso di analisi e di confronto in cui tutti gli stakeholder sono coinvolti e attivi. In cui nemmeno i produttori di ricevitori e le amministrazioni pubbliche sono escluse. Si tratta di un rapporto che trova ovviamente corrispettivi in altre Autorità delle Comunicazioni in Europa. Ed è una opportunità anche per noi per un confronto con il Paese più vicino e anche più simile.

La visualizzazione qui riportata è estremamente interessante e suddivide in modo chiaro tutti i device specifici di ascolto della Radio da quelli multimediali. Sono rappresentate le quote della fruizione rispetto alla popolazione complessiva di ciascun dispositivo, Radio o multimediale. Si tratta di un contributo in forma conoscitiva che Mediametrie, la TER/ERA francese, è in grado di fornire all’ARCOM con un dettaglio decisamente superiore ai nostri, sostanzialmente completo. Tante e qualificate sono anche le altre ricerche riportate in grafica e che coprono ogni aspetto.

Dopo la scrupolosa e istituzionale analisi, l’impegno dell’ARCOM nel Libro Bianco della Radio si è soffermato principalmente sul DAB. E sulla migrazione dalla FM al DAB. Con ipotesi sulle date che aprono a una visione molto concreta. Si ipotizza lo spegnimento della FM nel 2033 con un percorso in 2 fasi condizionate al raggiungimento degli obiettivi. La prima è la preparazione, al 2027. La fase successiva della migrazione richiede il 70% della popolazione con possesso di un ricevitore DAB+ e l’ascolto della FM inferiore al 50%. La migrazione prevede dei fondi pubblici.

Da un primo confronto è possibile verificare che l’Italia della Radio, alle medesime condizioni, di certo non ce la farebbe a completare la migrazione realisticamente per il 2033. Al contempo Mediametrie, l’ente che rileva ufficialmente gli ascolti del mezzo e delle stazioni, ha assicurato che già dalle wave di settembre e ottobre sarà in grado di fornire le informazioni sulle quote dell’ascolto di FM e DAB in modo separato. C’è da dire che in Francia la misurazione elettronica non è vissuta come un tabù, al contrario del nostro Paese. Molto lavoro per la nuova Audiradio.

Photo Credit: iStock.com/Royalty Free

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