Portrait of stressed young woman covering her ears and gesticulating say no bla-bla-bla standing on white isolated background in studio.
Spinto dall'uso e dall'abuso dei Social, l'eccesso di interattività on-air dei Conduttori con gli ascoltatori coinvolge oppure allontana la grande maggioranza di chi è sintonizzato? L'interattività è strumento o obiettivo?

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E’ un morbo. Dalla mia osservazione ed esperienza sul campo propenderei per ritenerlo anche un male infettivo che si può propagare da persona a persona anche senza contatto diretto ma per solo ascolto o semplice vicinanza a colleghi contaminati. E’ la IOA. La Interazione Ossessiva con gli Ascoltatori. Come si manifesta la IOA da parte del Conduttore Radiofonico?

La prima patologia

Ecco la prima patologia, quella della ansia da prestazione tendente a quella del terrore per la solitudine. In altre parole il sottovuoto che ha paura del vuoto cosmico. “Beh, se proprio non sapete cosa fare, potete scrivermi! E’ fantastico, vero? Meglio però che i vostri WhatsApp siano anche vocali, mi raccomando, così vi sento, al 333-Frappè-Frappè. Se poi foste gentili mi raggiungereste anche sulla pagina Facebook ‘Il mio programma è meglio del pentagramma’ piazzando con grande convinzione un bel ‘Mi piace’. Così so che ci siete, di fatto per sempre”.

Zero idee e parole al vento cariche di stupidità che riescono perfino a inquinare l’aria. Non escluderei che possano anche estendere il buco nell’ozono. Percezione patetica. Tanti esempi anche illustri e tutti i giorni. Grave malattia.

La seconda patologia

La seconda patologia, più diffusa e non meno grave, è quella del cosa ne pensi tu ascoltatore così poi so anch’io cosa se ne possa pensare. Il tipo al microfono, chiamarlo Conduttore mi riesce un po’ difficile, parte per la tangente dell’interattività ad ogni pseudo notizia che gli passa nello schermo del Web e non lavora col suo cervello e il suo cuore ma solo con quelli degli altri.

“Lo shutdown imposto da Donald Trump continua. Ormai è record. Potrebbe essere un’idea anche per l’Italia? Fatemelo sapere al 333-Perchè-Perchè. Quali sono i ministeri o gli uffici pubblici che vorreste restassero chiusi nello shutdown qui da noi? E poi, quest’uomo dai capelli arancioni come fa ad avere al fianco una donna così incantevole come Melania? Svelatemi i vostri pensieri più reconditi utilizzando le immagini di oggetti che avete intorno all’indirizzo Instagram ‘Affari Suoi ma Anche Miei’ e grazie”. Esempi illustri e anche qui c’è malattia grave. 

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La cura?

Ho provato più volte a curare il grave male in entrambe le patologie con il buon senso.

Primo tentativo di cura: i numeri. “Caro Conduttore, ti presento qualche evidenza. Prendiamo per esempio il programma più ascoltato d’Italia, “Tutto Esaurito” di RADIO 105, in cui il conduttore e la sua ciurma sono semplicemente bravissimi, i campioni da tanti anni nello stimolare interattività, peraltro senza farlo pesare così tanto al resto degli ascoltatori. I numeri totali degli ascoltatori del programma sono questi. Quest’altro è il numero dei messaggi che giungono mediamente durante le ore del programma. Bene. Solo lo 0,02% di chi ascolta. Ok?”.

E siamo al top della capacità. Il 99,98% non partecipa ed è il dato minimo, sia chiaro, ottenuto dai #1 dell’interattività. La risposta del Conduttore a questo tentativo comincia sempre così: “Ah, ma io non faccio così…”. E ciò non porta mai a nulla di che.

Il secondo tentativo di cura: la provocazione. “Caro Conduttore, noto che la maggior parte del tempo effettivamente misurato è da te utilizzato per invocare la partecipazione degli ascoltatori. Visto che ti rivolgi quasi soltanto agli ascoltatori che interagiscono, cioè lo 0,02% (arrotondato per eccesso), che sono peraltro sempre quelli per definizione, che ne dici che il tuo compenso mensile sia tarato dal tuo Editore sul tuo reale obiettivo di copertura di servizio? Pensa, potrebbe offrirti il solo 0,02% del tuo attuale compenso”.

Toccare nel portafoglio le persone, sia pur nella fantasia, non è bello e non mi piace ma devo dire che la successione della terapia dei numeri associata a quella della provocazione qualche modestissimo risultato me l’ha fatto arrivare. 

Il percorso di redenzione

La primissima forma di creatività del Conduttore deve essere quella di immaginare la sua audience. Vedere i propri ascoltatori, percepirli e includerli come fossero lì, davanti a sé. E il bravo Conduttore si rivolge quindi a quel 99,98% a cui non interessa proprio partecipare e che bandisce anche severamente quelli che esagerano con la mitragliata in sequenza mixata di ansia, di domandine e di tutti i vari riferimenti social.

Offro una mia stima data da decenni di osservazione: chi è al microfono e non proietta nella sua mente e davanti ai suoi occhi la visione degli ascoltatori è 10 volte più incline a cadere nella comfort zone (solo sua) della IOA, della Interazione Ossessiva con gli Ascoltatori. Aggiungo che davanti a microfoni importanti e con stimoli grandi non immaginare l’audience può essere anche un segno di gravissima povertà di spirito.

L’interattività infatti non può essere l’obiettivo ma è uno strumento a disposizione del Conduttore e dell’emittente per finalità di branding, di relazione e di spettacolarizzazione. E non è contenuto fine a sé stesso.

E… se la pensate come me mandatemi un WhatsApp vocale al 373 8035870, mi raccomando… o se preferite una e-mail a claudio@astorri.it… oppure scrivetemi su Telegram, Viber o Skype!

Photo Credit: iStock.com/dikushin

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