AIRCHECK CONDUTTORI: VALORE e MODO

Foto buffa, viva l’autoironia. Ears Wide Open, ovvero Orecchie ben Aperte. Noi che siamo abituati a trasmettere siamo altrettanto bravi anche nel ricevere? Sappiamo che è più importante saper ricevere che saper trasmettere? E’ la condizione del confronto…

Il tema è quello della relazione tra il Conduttore e il Direttore (Artistico, o dei Programmi, oppure lo Station Manager o ancora l’Editore). Cominciamo con il sostenere che è un tema molto complesso, non gestibile attraverso regolette ma solo grazie ad esperienza e intelligenza. Perché? Nonostante appartengano alla stessa squadra, e ciò dovrebbe essere un significativo motivo di aggregazione e di stimolo alla collaborazione, il Conduttore e il Direttore si trovano spesso su posizioni e interessi contrapposti.

A titolo assolutamente personale mi sono spesso relazionato in passato sull’argomento con un collega illustre di RAI Radio 2, ora in pensione, che a sua volta ha gestito la responsabilità della funzione in una grandissima struttura e con tantissime persone. Responsabile dei Programmi, Eodele Bellisario è un pilastro del senso e dell’esperienza della Radio. Frutto della sua intelligenza e del nostro confronto ecco alcuni esempi delle posizioni e degli interessi contrapposti tra Conduttore e Direttore…

  • Il Conduttore difende la propria identità mentre il Direttore difende quella della stazione.
  • Il Conduttore pensa di essere un pilastro della Radio mentre il Direttore pensa anche agli altri Conduttori e alle possibili sostituzioni.
  • Il Conduttore difende il proprio status nella Radio e cerca di migliorarlo mentre il Direttore gestisce lo status del Conduttore in base ai piani della Stazione.
  • Il Conduttore pensa di avere qualcosa di importante da dire mentre il Direttore preferisce sacrificare i contenuti se contraddicono lo stile della Stazione.
  • Il Conduttore contesta la programmazione musicale che vorrebbe a propria immagine mentre il Direttore tutela il formato musicale della Stazione perché ne è un tratto saliente della identità.
  • Il Conduttore vuole crearsi spazi di intervento esterni mentre il Direttore cerca di incrementare l’immagine della Stazione anche sfruttando il successo del Conduttore.
  • Il Conduttore esprime valutazioni sul valore dei colleghi e sull’efficacia del lavoro altrui talvolta con giudizi impietosi mentre il Direttore cerca di evitare sperequazioni nella gestione dei collaboratori ed ha chiara la scala dei valori in funzione della policy di Stazione, e non può dire tutta la verità.

La complessità di base è oltremodo nel fatto che il Direttore deve prendersi la cura della crescita professionale del Conduttore, il quale tuttavia deve avere una Personalità riconoscibile ma adatta alla mission e al target della Stazione.

Nel lontano 1981, durante la mia 5^ liceo, cominciai l’attività nella Radio proprio come Conduttore usando il mio soprannome “Paco” al microfono di Radio Studio 54 a Bergamo. Avevo un patron della Stazione che ricordo come se fosse ieri. Franco Sibilla. Devo a lui e al responsabile dell’epoca Roby Cris davvero molto, la mia vita con e per la Radio. Tuttavia Franco non c’era quasi mai e quando arrivava sclerava o comunque urlava. Un po’ con tutti. Per non dire delle sue telefonate mentre si era in diretta, vibranti e roboanti. Vendette la Radio. Ovvio. E non trovando intesa minima con il nuovo proprietario dell’emittente, il noto Miky, mi trovai sempre grazie a Roby Chris in quel di Treviglio mentre cominciavo con l’università: Radio Zeta, una Radio a programmi con copertura territoriale e ascolti impressionanti. Conducevo il “Pomerigissimo Zeta” alle ore 16, la fascia giovane, molto giovane con quasi solo musica New Wave in onda, che seguiva il programma di musica italiana degli anni ’60 proprio di Angelo Zibetti. Il noto editore era ed è un gran signore, atteggiamento opposto a Franco Sibilla. Competente e tifoso, sì proprio tifoso della mia performance al microfono. Bellissimi ricordi. E tanta gratitudine. Trovai una terza forma di relazione tra Conduttore e Direttore nella esperienza di Radio Blue Lake Sound di Claudio Villa e di Rino Denti, sempre in provincia di Bergamo, per me un fantastico laboratorio. Il confronto era qui più orizzontale e tra colleghi. Claudio era alla rincorsa costante di pubblicità e di soluzioni tecniche dunque delegava i compiti editoriali alla moglie e a noi ragazzotti dalle belle speranze invasati da Radio Luxembourg. Ricordo dei confronti a volte anche aspri ma costruttivi con Teo Mangione ma anche meno urticanti con Giamba Gaiti, Maurizio Raffa e tanti altri. Modello interessante di cooperazione ma, peccato, davvero perdente. Più un’associazione che un’azienda. La stazione alla fine chiuse i battenti.

Quando ebbi la mia opportunità di direzione nel 1988, solo 25enne, con la RTL 102.5 di Lorenzo Suraci, compresi che dovevo andare nel profondo non solo del progetto Radiofonico ma anche della relazione con i Conduttori. Desideravo essere un Direttore non troppo aggressivo con i Conduttori come Franco Sibilla, non troppo gentile ed educato come Angelo Zibetti, e nemmeno troppo democratico e permissivista come Claudio Villa. Dovevo trovare una mia strada e la trovai nel corso di quei 5 anni crescendo e guidando quella struttura da zero al 3° posto negli ascolti nazionali di AudiRadio del 1993. Passai dalle irruzioni emotive in sala di regia degli inizi in occasione di errori on-air, una forma certamente sbagliata e percepita giustamente come terrore, in realtà frutto della rigidità indispensabile nel momento di start-up, a riunioni aperte con i Conduttori e agli aircheck. Aircheck?!?

La parola Aircheck, nel significato e nella modalità, mi era già apparsa in un primo passaggio nelle letture di libri del NAB e di testi della Radio dell’Industria Statunitense. C’è tuttavia una persona che incontrata anche sull’argomento mi ha trasmesso una sorta di click, una positiva messa in moto sull’obiettivo. Si tratta di Phil Boyce, visitato per la prima volta nel 1994 a Detroit dove dirigeva WJR-AM, una delle storiche stazioni News/Talk d’America, e poi rivisto a New York, nientemeno che alla direzione di WABC-AM, la stazione Talk numero 1 della Grande Mela.

L’aircheck è un confronto, questa è la parola più adatta e che ne sintetizza il senso. Alcuni colleghi anche relativamente illustri considerano troppo alla lettera la radice “check”, controllo, e quindi trasformano l’aircheck in tortura psicologica e violenza verbale o qualcosa di simile. Dichiaro di dissociarmi da questa deriva fondamentalista e ideologica. La trovo dissennata.

Perché sia un confronto, peraltro produttivo, devono essere rispettate delle condizioni che provo a sintetizzare.

  • L’aircheck è un appuntamento continuativo. Conduttore e Direttore si incontrano con una data frequenza, anche ogni 4-8 settimane, e convergono sul fatto quello sia il momento più altro del confronto tra loro, cosa per la quale si riservano il tempo necessario, anche 2 ore se utile.
  • Tra un aircheck e l’altro il Conduttore e il Direttore si parlano e si confrontano sulle attività ma non toccano, salvo sia assolutamente necessario o fonte di emergenza. aspetti di strategia o di Personality.
  • Prima dell’aircheck è il Conduttore che sceglie la data del programma/fascia che sarà riascoltato/a. Il Direttore accetta la data scelta, anche allo scopo di mettere a suo agio il Conduttore.
  • L’ascolto può avvenire per i soli interventi, escludendo i tempi della musica e degli altri elementi della programmazione, ma deve essere effettuato in modo integrale, dall’inizio alla fine e senza interruzioni. E’ consentito e anche raccomandato prendere appunti durante l’ascolto.
  • Prima il Conduttore e poi il Direttore, ripeto, prima il Conduttore e poi il Direttore, auto-commentano e commentano quanto ascoltato evitando giudizi sulla Personalità ma entrando nell’analisi delle attività e dell’impatto.
  • Un altro argomento parallelo e compresente, ripeto, parallelo e compresente, è quello della percezione che il Conduttore ha della stazione, della sua organizzazione e del suo suono mentre è in onda. Se manca questa componente non c’è confronto, c’è un’altra cosa.
  • E’ fondamentale che dopo i commenti ci siano i proponimenti. Conduttore e Direttore convergono su quanto devono aggiornare e migliorare su sé stessi e sulla stazione da quel momento fino al prossimo incontro.
  • Alla conclusione ci si guarda in faccia e ci si stringe la mano.

Cosa mi ha insegnato Phil Boyce? Quale è stata la frase, cosa è stato il “click” che mi ha trasmesso sugli aircheck? Claudio, quello che i Conduttori possono capire da soli riascoltandosi o negli aircheck con il Direttore è infinitamente più importante di qualsiasi evidenza possa loro esprimere anche il più grande dei Direttori del mondo. Amen.

 

 

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