TEORIA e TECNICHE della RADIO MUSICALE

E’ il mio 15° anno di insegnamento come Professore a contratto del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; giusto una sbirciatina alle lezioni e al laboratorio in un percorso esplorativo per studenti e operatori…

E finalmente si riparte. Lunedì 5 novembre nasce ufficialmente il Master in Comunicazione Musicale #18 dell’Università Cattolica di Milano, la sua edizione 2018-2019. Come all’avvio di ogni annualità accademica si ricomincia con una nuova classe che anche questa volta è frutto di una selezione ancora più importante per la crescita continua del numero delle candidature. Il Master anno dopo anno ha formato e forma una nuova generazione di professionisti della musica e in effetti rappresenta per questo un percorso sempre più ambito per i laureati che desiderano svolgere una professione nell’Industria della Musica.

Diretto dal prof. Gianni Sibilla il Master in Comunicazione Musicale ha la durata di un anno e include numerosi insegnamenti con professori qualificati e con lezioni spesso arricchite da ospiti illustri. I 15 corsi spaziano dalla comunicazione musicale alle teorie e tecniche senza trascurare i percorsi storici. E ci sono anche numerosi laboratori.

E’ la mia 15^ edizione in qualità di professore a contratto. Il mio corso è “Teoria e Tecniche della Radio Musicale” e mi occupo anche del “Laboratorio di Progettazione Radiofonica”. Ben 15 anni, non sono pochi. Ogni volta lo stesso entusiasmo. Qual è il percorso che “Teoria e Tecniche della Radio Musicale” offre agli studenti del Master?

1^ Lezione: “Storia e Modelli per la Radio di Oggi“. Si parte dalla storia ma con un filtro profondo, quello dei fatti che hanno avuto un impatto sulla nascita della Radiofonia privata nel 1975. Quindi ci si occupa solo dei modelli Radiofonici che in quegli anni influenzavano le menti e i cuori dei nuovi operatori della Radio. Il modello pubblico di RADIO RAI, poi quello anglosassone rappresentato da “Radio Luxembourg” e infine quello latino sostenuto dalla Radio Montecarlo in Onde Medie (era precedente alla gestione Hazan).

Lorenzo Suraci e Gianni Sibilla, direttore del Master, durante una lezione di “Teoria e Tecniche della Radio Musicale”

2^ Lezione: “Perché la Radio?“. I numeri del mezzo, i suoi punti di forza e le sue funzioni emotive e di servizio pubblico. I perché di un mezzo resiliente che è il re della mobilità ma che è anche innovativo e competitivo grazie alla Visual Radio e alla tecnologia che lo evolve e che gli offre ogni volta nuova giovinezza. Inoltre i video di Fiorello e Linus sui perché della Radio, solo per gli studenti del Master in Comunicazione Musicale.

3^ Lezione: “Il Formato e il Clock“. La definizione di formato Radiofonico è la base della cultura del mezzo ma anche la chiave di comprensione delle dinamiche di domanda e di offerta di ascolto. I punti salienti nelle richieste del pubblico: Musica, Informazione/Attualità, Conduzione e Interattività. Il clock o Formato Orario come base organizzativa e di visione della successione degli eventi Radiofonici, per una singola ora di trasmissione oppure per un intera stazione. Le logiche della individuazione delle categorie di rotazione dei brani e delle regole per le sequenze.

4^ Lezione: “Radio di Programmi e Radio di Flusso“. I due modi antitetici di organizzazione del palinsesto. Quello classico dei Programmi vive di differenze proposte in successione continua e con rimandi alla puntata successiva. Quello recente del Flusso mette al centro la missione della stazione e la esprime in verticale, in ogni ora e giorno. Oggi c’è in qualche modo una sintesi data dal concetto di Branding per cui è finalmente Programmi e Flusso non sono più obiettivi ma strumenti per la stationality, la personalità di stazione dell’emittente.

5^ Lezione: “Top 5, le Prime 5 Radio Commerciali“. Dal momento dell’approvazione della legge Mammì avvenuta nel 1990 ad oggi nelle rilevazioni di ascolto ufficiali sono state sempre state le medesime 5 Radio commerciali a dominare la scena, alternandosi nel primato e comunque occupando saldamente e con netta distanza i primi 5 posti. Profilo approfondito del loro pubblico, tipologia di offerta con riferimento alla musica  di RTL 102,5, Radio 105, RDS, Radio Deejay e Radio Italia Solo Musica Italiana.

6^ Lezione: “Teoria e Tecniche dei Formati Musicali“. Viaggio nazionale e internazionale con frequenti ascolti delle emittenti interessate dei formati Radiofonici a carattere musicale. Le logiche di costruzione di palinsesti e i clock, l’ambientazione musicale, la creatività espressiva. Un focus specifico è offerto sulla denominazione e attribuzione dei formati musicali sia negli Stati Uniti d’America che in Europa.

7^ Lezione: “La Funzione Musica e l’Ufficio Musica“. E’ una breve ma intensa esplorazione sul perché siano nati gli Uffici Musica nelle stazioni Radiofoniche apportando un modello centralizzato di selezione e di programmazione della musica. Glossario dell’Ufficio Musica. Elenco e descrizione delle tipiche attività svolte. Tipologie di selezione musicale, dalla “song based” alla “sound based”. Strumenti di conoscenza e approfondimento musicale da utilizzare per ricerca in modo continuativo.

8^ Lezione: “Analisi Oggettive sull’Airplay e sulla Musica“. La Radio vivisezionata in Italia nella programmazione musicale e dei singoli brani grazie ai moderni sistemi di monitoraggio dell’ascolto. Identificazione delle differenze di scelta musicale e di concetto di rotazione per la programmazione dei brani tra le stazioni principali a livello nazionale e locale.

9^ Lezione: “La Ricerca sulla Musica per la Radio“. Tecniche di test presso il pubblico per verificare notorietà, reazione e gradimento all’ascolto dei brani musicali. La teoria dei segmenti musicali. L’organizzazione di call-out telefonici e loro metodologia e quella di Auditorium test. Cosa si può testare e cosa non è assolutamente possibile e nemmeno utile fare.

10^ Lezione: “Conduzione Radiofonica e Promozione della Musica“. La Conduzione di oggi aiuta e contribuisce alla valorizzazione della Musica? Il mezzo Radiofonico oltre all’airplay è ancora in grado di offrire una estensione e un arricchimento dell’immagine degli artisti e delle loro esibizioni live? In rassegna sono passati numerosi esempi di promozione musicale in ambito Radiofonico a parte dei Conduttori.

Dopo le 10 lezioni teoriche gli studenti del Master in Comunicazione Musicale saranno pronti per i 5 pomeriggi tecnici e creativi del “Laboratorio di Progettazione Radiofonica”.

Come funziona? Si studia a fondo il sistema Radiofonico di una regione, scelta ogni anno a rotazione, e gli studenti studiano e propongono divisi in 3 gruppi di lavoro ben 3 formati innovativi che mancano nell’offerta Radiofonica del territorio dato. Come hanno fatto qui gli studenti del Master 2017-2018 (aut. Gianni Sibilla).

La mia attesa ogni anno non cambia. Riusciranno gli studenti del nuovo anno a battere i precedenti?…

 

Condividi:

1 thought on “TEORIA e TECNICHE della RADIO MUSICALE

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *