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E’ la domanda che non pochi editori locali mi hanno posto in questi giorni. Come se potessi offrire a ciascuno di loro la risposta giusta. AUDIRADIO 2025 sì o no? Comunque sia direi che il cambiamento da M.O.C. a J.I.C. è stato notato. Il fatto che i soggetti più importanti di Radio nazionali e associazioni non siano più da soli ma ora in società condivisa con agenzie e centri media oltre che con i clienti. Il punto è che non tutti hanno letto la metodologia, non tutti l’hanno colta. E quindi domandano e si domandano quali modifiche siano state attuate.
Tendenzialmente la mia raccomandazione è di iscriversi. Ma occorre comprendere quale sia la regola del gioco e accettarla. E’ una indagine sul ricordo di ascolto. La metodologia CATI è rimasta quella scelta mentre l’innovazione di Francia e Regno Unito della ibridizzazione di misurazione elettronica è al palo. Anzi, perfino considerata da qualcuno come la “preistoria” per la sola colpa magari di ridurre il vantaggio dato dal branding della propria stazione. Una ricerca che avvantaggia quindi chi ha più brand awareness. Investimenti in promozione.
Più in basso è riportata la metodologia di AUDIRADIO 2025 così come diffusa dalla stessa società. Il mio suggerimento è di leggerla con attenzione prima di aderire entro il giorno 18 dicembre, termine ultimo delle iscrizioni. Qui mi sono permesso di riportare le 3 domande nettamente più frequenti che ho ricevuto dai lettori del blog che hanno responsabilità nella decisione di iscrivere alla ricerca ufficiale la propria emittente. E ci sono i miei tentativi di risposta. Il dibattito è e resta aperto ai vostri commenti, ma con riferimento al documento.
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Domanda 1 – Quale è il più grande cambiamento di AUDIRADIO 2025?
Le interviste CATI salgono da 120.000 a 200.000. Un impegno enorme, anche finanziario, data la reticenza strutturata nonostante la “Elemosina on Air” a rispondere a telefonate che giungono da numeri sconosciuti. Ben 80.000 interviste per le Radio nazionali, 80.000 pure per quelle locali, altre 40.000 che allineano i 2 stream anche con riferimento all’ascolto nei 14 e 28 giorni. Se nella ricerca TER sia GfK che IPSOS si trovavano in parità, qui appare evidente come la novità dello stream A2 delle 40.000 interviste sia solo affidato a IPSOS.
Domanda 2 – Per le radio locali la separazione degli stream è un vantaggio?
Le associazioni delle Radio locali si sono da sempre opposte, e con pienissima ragione, alla separazione di 2 ricerche, una nazionale e una locale. Ma qui il meccanismo non è quello da temere, la serie A contro la serie B. Qui si corre separati ma in parallelo e con regia unica, il che è serio e paritetico. Non trovarsi nel “cartellino”, nell’elenco delle emittenti proposte, la pletora delle 18 emittenti nazionali che schiacciano il ricordo dell’ascolto con il blasone del brand, è vantaggioso per una rilevazione più puntuale, precisa e nella sua reale interezza.
Domanda 3 – Cosa è l’SDK?
E’ tecnologia che rileva anche l’ascolto on demand di ogni singola stazione Radiofonica. Se vogliamo semplificare è lo streaming, ma non nell’uso linguistico della nuova metodologia di AUDIRADIO 2025. E’ quello reale che è di ogni stazione Radiofonica. I dati rilevati nel modo SDK saranno integrati nel flusso A2, quello delle 40.000 interviste. Lo scopo appare chiaro: rappresentare la cosiddetta “Total Audience”. Il processo è complesso e richiede un algoritmo, un supplemento di intervista per le duplicazioni e il profilo degli ascoltatori.
Photo Credit: iStock.com/fxgeek
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