CI FERMIAMO, TORNIAMO TRA POCO…

Tra Televisione e soprattutto Radio assisto al dilagare di una formula espressiva a mio avviso significativamente sbagliata non tanto e non solo da un punto di vista filologico ma anche da quello motivazionale verso il pubblico. Appena prima della pubblicità ormai è un must per quasi tutti i Conduttori pronunciare la fatidica formuletta… “Ci fermiamo, torniamo tra poco”. Come direbbe un celebre ex-CT della Nazionale di Calcio: “Ciò è… agghiacciante!”. La prima parola tremenda della formula incriminata è “Fermiamo”. Caro Conduttore, forse ti fermerai tu, il tuo cervello (ammesso che prima abbia funzionato), ma la stazione va avanti e compie la sua funzione essenziale, quella commerciale e che paga anche il tuo compenso, certamente eccessivo se trasmetti negatività.

Non so se sia abbastanza chiaro ma nel vocabolario espressivo di un media elettronico radiotelevisivo il verbo “fermarsi” o “fermare” è bandito; si guarda ad ora, si guarda avanti, si pensa avanti… ma non ci si ferma mai… che stupidità! Soprattutto e in particolare non ci si ferma proprio mentre la Stazione esercita la sua somma funzione commerciale! Quella della quale ci si auspica che il maggior numero di utenti possa usufruire e a cui possa anche dare seguito con azioni rilevanti per i clienti pubblicitari. A completare l’opera tremenda della formuletta c’è la seconda oscenità ed è la parola “torniamo”. Torniamo da cosa?!? Ah… stai confermando, caro Conduttore, che la pubblicità è un corpo esterno, assolutamente estraneo all’offerta editoriale e su cui non hai responsabilità, su cui non ti prendi cura, sia mai. Il ritorno del Conduttore dopo il diluvio della pubblicità, il salvataggio dell’umanità all’ascolto. E’ proprio così? Mamma mia! Sei proprio il nostro Salvatore…

Di fronte a tale scempio sorge spontanea la richiesta di beatificazione laica di Maurizio Costanzo che con la formula “Consigli per gli Acquisti” trovò almeno un modo per non “fermare” programmi e emissioni e per valorizzare la pubblicità. La strada passa certamente da quella direzione e non dai “geni creativi” che si vantano di aver ideato “sponsored by” o “promotion” in FM; ci vuole ben altro, ragazzi…

Visto che stiamo scrivendo di concetti della Televisione e della Radio commerciali riporto quanto appreso nelle conferenze NAB negli USA e in altri contesti di seminari internazionali.

  1. Il momento della pubblicità è il più importante e deve essere preceduto e seguito da momenti editoriali di massimo interesse.
  2. Il compito di un Conduttore è di consegnare la massima attenzione possibile al momento esatto in cui il cluster pubblicitario comincia il suo corso.

Il massimo dell’attenzione non è necessariamente il teaser di quello di poco interessante che si farà o che si propinerà al pubblico; qui sì che occorre creatività.

Non è ancora chiaro? Allora immaginate che in conclusione del cluster, al pari della vostra formuletta che lo precede, ce ne sia un’altra: “Ora la Radio si ferma, la comunicazione creativa torna al prossimo cluster pubblicitario”.

Eh, non sareste un po’ spiazzati, come minimo?!?… 🙂

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