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Ecco alcune riflessioni per chi opera negli Uffici Musica delle stazioni Radiofoniche. Un ambiente e un lavoro meraviglioso in cui è fondamentale fondere creatività e tecnica ai livelli più alti disponibili.

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Sono stato uno dei primi fan e clienti di Music Control nel 1996 quando la rilevazione digitale dell’Airplay Radiofonico avviò una rivoluzione nei rapporti tra il nostro mezzo e la discografia. Basti pensare alla pubblicazione della celebre classifica dei brani più trasmessi dalle Radio. No, non voglio descrivere tutta la storia del monitoraggio digitale della musica. Stiamo a oggi. Beh, avete esagerato. Sì, mi chiamo fuori. Nemmeno un fan della rilevazione digitale dei primordi poteva immaginare che tutti quei dati avrebbero potuto essere valutati così “passivamente”.

E qui mi rivolgo agli operatori negli Uffici Musica delle emittenti. Cerchiamo di intenderci. Oggi sono disponibili ormai a quasi tutte le emittenti anche locali i dati di airplay generali e di tutte le singole emittenti. Tra i fornitori principali con il software e il sistema più completo c’è EarOne di Maurizio Gugliotta. Nulla di male nell’analizzare quei dati. Anzi. Ma quando si guardano e si studiano è un po’ come se si stesse guardando non avanti ma di lato. Immaginate di essere su un’auto. Quanto tempo spendete nel guardare di lato? Se eccessivo rischiate anche di sbattere.

Non so voi, io tengo d’occhio i lati ogni tanto dagli specchietti retrovisori e giusto al semaforo quando sono costretto ad essere fermo osservo tutte le altre auto e le altre persone che come me attendono il verde, effettivamente talora girandomi di lato. La mia concentrazione è quasi sempre avanti, sulla strada, sul percorso, sulla destinazione. E invece non è così. La gran parte di voi guida in avanti ma ha la testa di lato per veramente troppo tempo, rischiando così pure gravi incidenti per sé e per gli altri. Leggete le prossime affermazioni, le avete mai sentite?

Se lo avete pensato, pensateci!

  • Se la stazione XYZ continua a suonare quel pezzo, siccome “loro” sanno cosa fanno, allora anche noi dobbiamo proseguire.
  • Quel pezzo non mi convince proprio per i nostri ascoltatori ma la stazione XYZ questa settimana l’ha addirittura fatto salire a 45 passaggi settimanali quindi devo seguirla anch’io.
  • Il mio concorrente diretto della stazione XYZ ha tolto quel brano quindi ora posso finalmente suonarlo all’impazzata, facciamo in Power Rotation.

Sono affermazioni che vi è capitato di pensare o esprimere? Possono essere un indizio di forme eccessive di passività, non vincenti.

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Il tema della saturazione

Cari amici degli Uffici Musica, molti vi accusano di omologazione. E’ una parola poco precisa e non mi piace. Quello che vi voglio comunicare grazie a una grande ricerca che sto seguendo è che vi sono troppi brani saturi nella classifica dei brani più trasmessi dalle Radio. Che cosa vuol dire brano saturo? Alla domanda “Cosa fai quando ascolti questo brano?” le persone coinvolte rispondono “Cambio Stazione” o addirittura “Spengo la Radio“? Quando queste due risposte arrivano al 15% dell’audience il brano deve essere fermato, è logoro, è letteralmente saturo!

Gli anglosassoni lo definiscono il fattore “Burn”. C’è molta musica corrente che è satura in onda in FM, questo è il punto. Dunque?!? Caro responsabile o operatore dell’Ufficio Musica della tua emittente Radiofonica. C’è il tuo talento, c’è la tua sensibilità, c’è pure il confronto interno. Tutti questi sono gli strumenti che puoi utilizzare per la prima parte della vita del brano. Se vuoi può essere utile guardare di lato, ma con intelligenza e senza eccessi. Però, quando i brani entrano nella seconda parte della loro vita le domande che ti poni possono avere risposte assai precise.

  • Questo brano è ora che entri nella Power Rotation? Troppo presto? Troppo tardi?
  • Ha suonato ben 4 settimane in Power Rotation. E’ ora di farlo scendere oppure no?
  • Quanto piace questo brano? Posso farlo crescere di categoria di rotazione?
  • La canzone di grande successo che ho fermato dopo 5 mesi di vita nei correnti, è ora ancora satura o può rientrare tra i ricorrenti?

Call-Out e Auditorium Test

Nella seconda parte della vita di un brano, quella che intercorre dopo almeno 3 o 4 settimane dall’inizio dell’airplay, ci si può far assistere da strumenti di ricerca che aiutano molto a cogliere il feedback corretto dagli ascoltatori sulle domande topiche di cui sopra. Allo stesso tempo non possono sostituire, sia molto chiaro, il talento della vostra selezione e programmazione di tutte le prime settimane. Insomma, prima ci metti completamente te stesso e poi puoi saperne di più sul feedback da parte degli ascoltatori. Sono i Call-Out e gli Auditorium Test. Ricerche preziose!

I Call-Out sono test telefonici su un campione stratificato e con frequenza minima settimanale che permettono di avere informazioni, secondo gli obiettivi di target della singola stazione, su almeno 30 brani che vengono proposti in audio sotto forma di “hook”, cioè di ritornello. Test critici se devono essere portati ad azione. Minimo 300 telefonate utili sul target desiderato e monitorato con costanza e variazione degli intervistati. Non si tratta, guai a confondersi, dei Crowd Source Music Studies realizzati via WEB, che hanno finalità e anche portate differenti.

Gli Auditorium Test si utilizzano invece per misurare parametri anche più estesi, ma dei singoli brani del passato, degli oldies. Questi sono strumenti che accendono luci, conoscenza e cultura di servizio facendo correre e guardare in avanti con grande sicurezza e che non offuscano mai il lavoro del talento della prima fase della vita dei brani. Sembrano sogni o cose troppo grandi per essere realizzate? Provate a contattare la Università più vicina e proporre questo progetto di ricerca che coinvolge gli stagisti dell’ateneo. Serve facoltà in target. E un buon consulente…

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3 thoughts on “L’AIRPLAY PASSIVO e la SATURAZIONE dei BRANI

  1. Parole sante Claudio.
    Il mio timore è che finchè non si interrompe quel triangolo vizioso per il quale la gente compra quello che conosce e vuole ascoltare quello che compra, sarà difficile estirpare questo tipo di comportamento.

    Effettivamente iniziare a suonare qualcosa di nuovo (nuovo vero, non hipster alternativi anti sistema) potrebbe iniziare a sbilanciare il “quello che conosce” su questo lato, con un potenziale innesco di un giro più virtuoso che assorbe e si nutre delle novità.

    Altro fenomeno dei nostri tempi è che gli editori per quanto amino o meno il mezzo radio, sono costretti a guardare i bilanci e ahimè, la pubblicità si vende se hai i numeri da portare ai clienti.

    Se allontanandoti dal maleficio del music control (o similari) perdi una parte dei listeners, difficilmente li recupererai e probabilmente se li guadagna qualche altra emittente che ancora suona brani “burned out”…

    Il mio è solo un percepito e un ragionamento. Confido nella tua lungimiranza ed esperienza e mi auguro che il futuro sia quello che dici tu!!!
    Tieni duro !!!
    Max

  2. Forse ci preoccupiamo troppo di capire “quante persone cambiano stazione all’ascolto di questa canzone?” invece di chiederci “ma quanta gente aumenterebbe l’attenzione all’ascolto di questa canzone?”..e che magari non hanno altre radio.

    Forse siamo troppo preoccupati di perdere ascoltatori invece di essere interessati ad acquisirne di nuovi.

    Ci soffermiamo troppo sulle cose negative.
    Guardiamo avanti!

  3. Infatti, la virtù è di suonare brani che impattino l’audience e che non siano però saturi…

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