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Posso completarvi il titolo dell’articolo? “La selezione e la programmazione della musica in Radio”… sono il lavoro più bello del mondo! Parola di station manager e di consulente. Non so se ho amato di più uno dei tanti lavori fatti in Radio. Lavorare in modo centralizzato per scegliere e incastonare la musica in un palinsesto è probabilmente l’attività più ambita. Può dipendere dall’attitudine personale, oltre che dalle competenze del singolo, ma per poi poter occupare la posizione di selezionatore e/o programmatore c’è la coda in ogni stazione Radio.
Selezione e Programmazione
Si tratta di due attività assai differenti, due motori che corrono in parallelo per un uno scopo comune. Selezionare la musica vuol dire in essenza scegliere e aggiornare con regolarità le scelte sui brani che sono abilitati alla messa in onda e che sono organizzati nelle playlist che sono corrispondenti a ciascuna categoria di rotazione. Programmare la musica significa che, prendendo atto del lavoro di aggiornamento continuo della selezione, si procede ogni giorno e in base ai clock definiti a creare il log di stazione, tutto il palinsesto musicale delle 24 ore.
Due funzioni differenti per due persone diverse? Non sempre… Nella mia direzione di RDS vi erano ben 5 persone nell’ufficio musica e dunque più di una sia per la selezione che per la programmazione. E c’erano altre 7 persone nell’ufficio call-out dei test musicali, annesso al music office. All’altro estremo, e in realtà locali piccole, capita che le 2 attività siano svolte dalla medesima persona che magari è impiegata anche in diretta per 3 o 4 ore nel corso della giornata. E’ comunque utile considerare selezione e programmazione mentalmente separate.
Ecco uno dei tanti esempi. Quando vi capita di preascoltare una sequenza della vostra Radio o di sentirla proprio in diretta e comprendete che c’è qualcosa che non va’ rispetto al “suono” di stazione, magari proprio nel passaggio da un brano all’altro, cosa fate? Rimbrottate? Non serve. Occorre farsi una sola domanda. E’ un problema di selezione o di programmazione? E’ quel brano che non c’entra nulla oppure è la sequenza con quello successivo che non è risultata consona? Nel primo caso si taglia il brano, nel secondo si correggono le regole.
Suggerimenti
Un prerequisito che riguarda sia chi seleziona che chi programma la musica in Radio è che si deve essere degli onnivori di tutto quello che succede nel music business. Quando scrivo tutto mi riferisco anche a brani di artisti al di fuori del formato della propria emittente. Mi capita sovente per conto dei miei clienti di selezionare e incontrare profili di candidati per l’ufficio musica di una emittente. Una domanda che faccio sempre è: quali sono i 10 brani più programmati dalle Radio questa settimana? La scena muta squalifica il candidato.
L’uso degli strumenti è fondamentale. Alcune “regie” di messa in onda non offrono alcun controllo reale su quanto si programma. Volete far ruotare solo 40 brani correnti? No, quel software ne ha bisogno di almeno 60 per girare, e come dice lui. Siete schiavi. Liberatevi. Abbandonate la distesa di cotone del produttore, via le catene e scegliete di meglio. Oggi ci sono G-Selector e Music Master ma anche Digiware e PowerGold. Scegliete voi cosa può servirvi al meglio e che soprattutto vi permetta il dominio assoluto sulla programmazione.
Vi sono corsi di formazione, suggerimenti dei consulenti se non schemi già pronti. Prima di affrontare selezione e programmazione cercate di avere il confronto più chiaro e trasparente con lo station manager o, nelle realtà più piccole, direttamente con l’editore. Il lavoro che è il più bello del mondo può diventare quello più conflittuale se non c’è armonia sull’obiettivo e sulla linea musicale da adottare. E il buon seme di un “timone” musicale ben definito può essere quanto favorisce il rapporto con i conduttori, talora complesso proprio sulla musica.
Photo Credit: iStock.com/Carloscastilla
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