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Dopo le sollecitazioni più o meno energiche di AGCOM e RAI, le rilevazioni d’ascolto del mondo Radiofonico sono tornate dal 2025 in un contesto di JIC (Joint Industry Committee). Finalmente e dopo 15 anni, il mondo della pubblicità e quello della Radio sono insieme con un 50% di ciascuna delle parti. Devono condividere tutto. A partire dalla metodologia. Sono convinto che sia una scelta che sostenga lo sviluppo dell’industria del mezzo. A patto che si realizzino elementi di imparzialità e di innovazione migliori rispetto alla fase autocratica.
Tra gli strumenti richiesti a tutte le parti soprattutto in questa fase ci sono pazienza infinita, mediazione nell’interesse di tutta l’industria come pure intelligenze ed esperienze di alto profilo. E su quest’ultimo punto c’è da lavorare. Molto. La presidenza della Autopromozione TER (“Elemosina On Air“) ha rappresentato il punto più basso della storia del mezzo. E non è da dimenticare. C’era da aspettarsi che all’incontro con il mondo della pubblicità gli editori presentassero per il comitato tecnico figure di alto livello. E’ prevalsa la “fiducia”. Peccato!
Mal di pancia?
Da qualche rumour espresso oppure lasciato trasparire dai “fiduciari” del comitato tecnico ci sarebbero già malcontenti. E mal di pancia. E dire che non abbiamo quasi nemmeno iniziato e già ci lamentiamo. La nuova metodologia realizza più stream, con la divisione di interviste nel rilevare le emittenti locali da quelle nazionali. Ci sono vantaggi alle prime? E se, invece, fossero state svantaggiate prima con tanto di bolla confirmatoria di AERANTI & C., sempre fieramente contro la metodologia oggi adottata? Temi per quei profili molto alti. Servono.
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L’SDK
Il tema veramente caldo è quello di frontiera, la Total Audience. Parola di moda. Occorre di sicuro guardarci dentro con molta attenzione. E si sta facendo. Da un lato c’è la Radio che è definita “Tradizionale”, e mi fa infuriare come termine, sembriamo dell’era degli apparecchi valvolari. Tradizionali saranno loro che hanno pensato una parola semplicemente primitiva. E dall’altro ci sono i “Contenuti digitali on Demand”. Per quanto mi riguarda avrei preferito il termine Radio “Sincrona” a differire da quella “Asincrona”. Ma c’è poi dell’altro e di serio.
L’introduzione delle paroline “Contenuti digitali” fa pensare o può far pensare a estensioni che nulla hanno a che vedere con la Radio, sia questa sincrona o asincrona. Ci sono gruppi editoriali che hanno investito su piattaforme digitali di podcast originali. Talora utilizzando anche le personalità o i giornalisti delle loro Radio. Quel tipo di produzioni scollegate dalla trasmissione sincrona o asincrona del canale Radio non dovrebbe rientrare con nessun titolo nella Total Audience. Audio digitale on demand ascrivibile alla piattaforma digitale. Punto.
In altre parole, il programma “La Zanzara” su RADIO 24 con Giuseppe Cruciani e David Parenzo deve essere ascritto a Radio Asincrona quando ascoltato in replica, sia su Spotify che su qualsiasi altra piattaforma. Ma dei podcast originali che i 2 singolarmente possono produrre per il loro gruppo non deve minimamente interessare ad Audiradio. Non è Radio. E’ Audio allo stato podcast, propriamente detto. C’è un’altra “Audi” cui rivolgersi. E inoltre occorre disciplinare la CatchUp Radio nel complesso dei vari segmenti utilizzati, ovunque.
Temi più importanti dell’SDK
Grazie anche a un tempestivo censimento che ha incluso tutte le Radio iscritte ad Audiradio, sull’SDK ci si prenderà il tempo necessario, anche tutto l’anno, per qualificare e classificare in tutti i modi le estensioni digitali della Radio. E’ un dibattito interessante che a mio avviso non tocca ancora interessi significativi e che proprio per questo avrà serenità di discussione. Serve comunque molta preparazione Radiofonica assai prima che digitale. Ce l’abbiamo nel Comitato Tecnico? Tuttavia ci sono bombe tematiche più rilevanti che qui accenno soltanto.
- VISUAL RADIO e CANALI TV delle RADIO – Ci sono editori Radio che utilizzano il loro brand per intestare canali televisivi, sia parzialmente o completamente scollegati dalla emissione sincrona e dunque in diretta della Radio. E, però, sommano le audience televisive estese a quelle del canale Radio propriamente detto. Trovo tutto ciò sbagliato e Audiradio non deve timbrare di validità questa pratica. Nulla di illecito, sia chiaro. Il modo è presentare ai clienti separatamente il dato Audiradio da quello Auditel. Facile!
- Le RADIO solo DAB di EDITORI “NON FM”. Ok, si tratta di broadcaster di nuova generazione. Sono però altri editori che creano contenuti che spesso mancano in Radio. Abbiamo già alcune novità come “LEGA SERIE A” e “ACI RADIO” giusto per citarne un paio. In realtà sono tantissime. E noi non misuriamo la fruizione DAB se non con la inclusione “de facto” nella rilevazione del brand degli editori “FM”? Rilevarle sarebbe il modo per testare la misurazione elettronica e realizzare davvero la Total Audience!
- Le RADIO solo DAB di EDITORI “FM”. Al di là di passi normativi e regolamentari che seguiranno l’assegnazione delle frequenze e delle titolarità, è corretto misurare pure i singoli canali eventualmente aggiuntivi anche di editori e gruppi del broadcast FM sul DAB. L’industria ha bisogno di sapere ADESSO quale sia la quota di fruizione delle 2 bande di ascolto e misurare ciò nel tempo. Fermiamo i malati da switch-off dal fare i danni eterni con decisioni istintive. Seguire tutta l’evoluzione DAB, passo dopo passo.
Photo Credit: iStock.com/Thicha Satapitanon
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