CONDUTTORI SI NASCE e SI DIVENTA

C’è una esplosione di corsi per la Conduzione Radiofonica il che, sia chiaro, fa molto piacere; la formazione è alla base della crescita. Alcuni colleghi ex-direttori di Radio Nazionali fanno parte di un progetto qualificato in tal senso ma sono numerose e differenziate le opportunità di formazione in questo momento disponibili in Italia sia per conduttori di breve che di medio corso, per chi opera sulla FM così come sul WEB; nel tentativo di menzionare tutti i corsi in atto si rischierebbe qualche errore. La domanda sorge spontanea: perché c’è e proprio ora tutta questa offerta di formazione per la Conduzione? Probabilmente perché manca Formazione prima di tutto dove dovrebbe esserci, e cioè all’interno delle emittenti radiofoniche. La crisi ha indotto le imprese radiofoniche a tagliare con affanno cose che non è stato affatto intelligente togliere oppure ridurre.

Addirittura alcuni aspetti avrebbero in momenti di difficoltà richiesto al contrario maggior impegno; tra queste c’è il dialogo tra Responsabile (Station Manager, Direttore Artistico, Editore o Capo… che sia) e Conduttore. Peccato… il riscontro negativo sulla perdita della relazione all’interno delle stazioni è un po’ in tutti i livelli della Radiofonia, eppure confrontarsi costa solo tempo ed è un diritto/dovere da parte di entrambe le parti con una sola certezza, la crescita reciproca.

La mancanza è purtroppo oggettiva ed è a carico soprattutto della classe dirigente che non chiarisce sufficientemente la “stationality”, l’indirizzo editoriale della propria stazione verso il pubblico, ma nemmeno il progetto di “personality” pensato e condiviso per il conduttore specifico. D’altra parte i conduttori non cercano sempre e a tutti costi un confronto con i referenti su temi essenziali per la loro Stazione e per la loro Professionalità cercando al contrario di “differenziarsi”, di aggiungere altre attività e tempo da spendere rigorosamente al di fuori dall’emittente. Ed è così che la base della relazione tra Responsabile e Conduttore non prevede mai nemmeno un Aircheck, un confronto concreto su cosa sia andato in onda, su come valutarlo, su come correggerlo, di fatto l’ABC in quasi tutto il mondo in cui la Radio risulta essere un’Industria rispettata. E’ un po’ come se essere “leader” ma anche “allenatori” non fosse di moda per chi dirige; i direttori artistici si chiudono, fanno solo i “selezionatori”, intervengono poco e male, spesso solo per ultimatum o chiusure di rapporto. Cercano un prodotto di conduzione “pronto” attraverso concorsi interni o reality satellitari. Ma il problema prioritario è e resta all’interno delle stazioni. C’è poco grip, confronto insufficiente, poco gioco di squadra e allo stesso tempo sul singolo.

Ci sono delle eccezioni tra le stazioni Radio, e ci mancherebbe, quanto a chiarezza dei requisiti ai conduttori sia in merito alla immagine della stazione che ai progetti singoli di conduzione; tuttavia ci si riferisce a un numero di stazioni in Italia che non supera quello delle dita di due mani.

Quindi, benissimo tutta la formazione esterna, a condizione che sia qualificata, ma poi è essenziale tornare alle proprie stazioni radio con rinnovato vigore e amplificata disponibilità. Tra i grandi arriva non solo chi nasce conduttore, dotato di Talento, ma chi diventa Professionista impegnandosi con Preparazione, mettendo al primo posto la relazione costruttiva con i suoi colleghi per giungere a servire meglio il pubblico della sua Stazione.

 

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