L’INCONTRO PIU’ INCREDIBILE: in DIRETTA con HORWARD STERN nel SUO SHOW

Sicuramente l’esperienza più scioccante della mia vita. Scrivi a Howard Stern per chiedergli una intervista. Ti da’ l’appuntamento a New York e all’ora data ti trovi on-air nel suo morning-show per 25 minuti con decine di milioni di ascoltatori in tutti gli USA. Fatto. E sopravvissuto.

Il conduttore radiofonico di gran lunga più trasgressivo e più seguito degli USA è stato da me incontrato e conosciuto in una modalità assolutamente unica: quella di ospite nel suo morning show, il programma più ascoltato negli USA. Era il 14 febbraio 1995, come potrò mai dimenticarlo? Non ci credete? Posso comprendervi. Tuttavia con me c’era Sergio Natucci, eravamo ospiti in coppia. Sergio è il miglior testimone che mi ricorda costantemente che, sia stato un sogno o un incubo, una scelta o un errore, tutto ciò è effettivamente accaduto.

Come è successo? Sergio Natucci ed io avevamo deciso nel 1994 che avremmo scritto insieme un libro sul futuro della radio. L’idea del libro necessitava di una serie di interviste ai massimi esponenti internazionali del mezzo. Avendo deciso di seguire a Dallas il RAB 1995, un grande evento per gli addetti al marketing e alle vendite nella Radio, Sergio ed io pensammo che avremmo potuto fare tappa a New York, prima di Dallas, per realizzare alcune preziose interviste.

L’avevo ascoltato tante volte negli USA, ne leggevo continuamente le gesta più o meno sanzionate dalla FCC e, come se non bastasse, mi ero pure bevuto le 650 pagine del suo libro best-seller negli USA nel corso del 1994 intitolato “Private Parts”, in pratica la sua auto-biografia e molto di più. Intervistare Howard Stern, l’anima rivoluzionaria, il fenomeno della Radio, la trasgressione tra i puritani, era motivo per me di sicuro e grande interesse. E anche per il libro.

Il fax e la immediata risposta telefonica di Gary Dell’Abate

Ricordo nitidamente che inviai una serie di fax di richiesta di appuntamento per poter intervistare varie personalità dell’industria Radiofonica presenti a New York. Per la serie “Proviamoci ma non crediamoci troppo…” inviai un fax anche ad Howard Stern. Era un sabato pomeriggio del mese di gennaio del 1995. Solo 30 minuti dopo l’invio del fax ad Howard Stern, il mio cellulare il cui numero era segnato sulle comunicazioni, squillò. Dall’altra parte si presentò Gary Dell’Abate, assistente di Howard Stern. Caspita!

Incredibile, pensai; in meno di 30 minuti il fax ha fatto centro e ottengo persino una chiamata di risposta. Certo, gli statunitensi sono persone aperte e cortesi. Per lo più di sabato!

Gary Dell’Abate mi ringraziò molto per il fax sottolineando che Howard Stern sarebbe stato lietissimo di rilasciarci l’intervista ma l’avrebbe fatto solo all’interno del suo morning show. Ribadendo che si trattava di andare in diretta ci convocò alle ore 8:30 della data da me richiesta presso gli studi della Infinity, al 500 di Madison Avenue a Manhattan. Rimasi di sale, a dir poco. Siamo caduti in uno scherzo o in una trappola?

All’appuntamento con Howard Stern

Alle 8:30 del 14 febbraio 1995 fu chiarissimo a Sergio Natucci e a me che Howard Stern e Gary Dell’Abate non scherzavano affatto e che la trappola era gigantesca. Puntuali all’appuntamento troviamo all’ingresso della Infinity proprio Gary Dell’Abate che, cinepresa in spalle, ci accoglie indicandoci una sala di aspetto nella quale veniva diffuso l’audio in diretta dello show. Mentre aspettavamo il turno del patibolo Gary Dell’Abate ci filmava e ci faceva domande.

Scoprii solo dopo che quelle immagini di backstage che ci riguardavano avrebbero rappresentato alcuni inserti della versione televisiva dello show di Howard Stern, in onda ogni sera sul canale “E! Entertainment”. L’imminente esecuzione mediatica avrebbe avuto anche una testimonianza visiva, come se non bastasse già quella Radiofonica. Panico totale. Sotto il fuoco di fila delle riprese ascoltavo e seguivo comunque il morning show e Howard Stern in diretta dalla sala di attesa.

In quel momento il conduttore aveva al telefono sua moglie, Alison, peraltro anche madre dei loro 3 figli. “… Vedi Alison, io sostengo che voi donne siate assolutamente ipocrite. Io ho almeno il coraggio di affermare che fare l’amore con te una sola volta a settimana non mi basti affatto; lo vorrei fare almeno 3 o 4 volte. Tu invece, da vera ipocrita, sostieni che ti basta anche la sola volta settimanale. Sei una grande ipocrita…”.

Evidentemente non soddisfatto di aver diffuso a tutta l’America i fatti suoi, dopo aver salutato sua moglie al telefono, Howard Stern passò in diretta e sempre in linea sua suocera, proprio la mamma di sua moglie. “… E tu cosa ne pensi?… Non ritieni che tua figlia sia solo una grande ipocrita?…”. Sergio ed io cominciavamo a chiederci cosa centrassimo in onda con quel morning show così trasgressivo. La domanda ebbe risposta immediata.

L’introduzione on-air di Howard Stern

Howard Stern alle 8:30 concordate introduce 2 ospiti dello show che sono venuti dall’Italia e ci menziona per nome e per cognome aggiungendo alcune note biografiche. Siamo noi, dannazione! La trappola comincia a prendere corpo. Howard Stern ci aveva ospitato per far capire a tutta la sua audience che due autori avevano attraversato l’oceano per chiedere a lui, il solo e grande re della Radio, cosa vedesse nel futuro del mezzo. Non solo. Considerando l’elevatissimo numero di italo americani residenti negli USA voleva ironizzare sull’Italia.

[Registrazione ambientale dallo studio di attesa con WalkMan, fino al trasferimento nello studio di diretta]

Introdotto nella sala della diretta, proprio collegata a quella di attesa, mi si presentò uno scenario che non potrò mai dimenticare, tanto per l’eccezionalità della situazione quanto per la mia passione per il mezzo. Howard Stern era egli stesso al banco di regia, senza alcun assistente o fonico. Sembrava l’Alice Cooper degli anni ’80, un volto da rocker assoluto e oltranzista, capelli lunghi sulle spalle e occhiali molto scuri.

Davanti a Howard Stern, seduti proprio di fronte al banco, c’erano ben 3 autori. Essi sparavano in modo continuo sul banco del conduttore dei fogli di formato A4 su cui appuntavano immagini, simboli o parole. Era impressionante notare con quale velocità, mentre parlava, Howard Stern controllasse i fogli dei suoi autori per prenderne le idee o gli spunti positivi e per poi lasciarli cadere a terra uno alla volta. Una macchina della creatività davvero unica a vedersi. Autori per la diretta in senso stretto con consultazione live da parte del conduttore. Spettacolo.

In un box in fondo a destra dello studio della diretta c’era Robin, la giornalista di colore che ha un compito straordinario; quello di collegare il morning show all’asse del tempo e di inserire temi e dibattiti che possano accendere delle vere e proprie micce esplosive. 2 musicisti, sempre pronti a commentare con suoni e ritornelli di canzoni famose. Fart-Man e altri 2 assistenti completavano il quadretto radiofonico numero uno al mondo. E in diretta con loro, per tutti gli USA e nel morning show più ascoltato c’eravamo noi, Sergio Natucci e Claudio Astorri.

Howard Stern ci accoglie nello studio di diretta

L’accoglienza di uno shock-jockey in diretta non è propriamente la fase più soft del mondo in un programma Radiofonico. Specie quando sei un ospite. Una gentile concessione. Il re della Radio negli U.S.A. ci riconosce il permesso speciale tra tutti i broadcaster del mondo di poter essere presenti per glorificarlo, visto che i suoi colleghi del team lo vedono tutti i giorni. E magari sono anche stanchi di considerarlo. E quindi e in virtù di ciò possiamo porgli una domanda, una sola.

[Registrazione ambientale dallo studio di diretta con WalkMan; non si sente Robin che è in un box]

L’attacco all’Italia

Dopo l’accoglienza in studio ecco la parte dello show che caratterizzerà i 20 minuti centrali dei 25 complessivi. I luoghi comuni sull’Italia, anche i più negativi, alla prova di due italiani che vengono martellati in continuazione e messi alla prova. Non mi sono mai sentito tanto come un ambasciatore dell’Italia. In un programma seguito da decine di milioni di ascoltatori dall’Oceano Atlantico al Pacifico, da New York dove ci trovavamo a Los Angeles. Stare al gioco ma rispondere nel merito. Arte difficile con Howard Stern e i suoi 3 autori, oltre allo staff.

[Registrazione ambientale dallo studio di diretta con WalkMan; non si sente Robin che è in un box]

Provate a stare calmi mentre siete in diretta con Howard Stern che dice a tutti gli USA che l’Italia ha avuto ben 52 governi (dato del 1995). E che non si può quindi mettere nessuno di serio a lavorare al potere. O quando descrive il nostro Paese come quello dove la posta non funziona. O ancora quello più pigro del mondo. Dove si pensa solo al sole, al mare, ai peperoni e alle melanzane. Non facile. Finalmente dopo tanti attacchi e tante difese accorate dell’Italia in un cocktail di trasgressione e simpatia arriviamo dopo 20 minuti al punto della domanda finale.

Howard, cosa vedi nel futuro della Radio?

“Vedo solo Howard Stern, Howard Stern più grande, sempre e ancora più grande. E poi vedo solo delle maledettissime copie di Howard Stern. Vi stanerò tutte!”. Ipse dixit.



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