Il rilascio dei dati del 1° trimestre 2022 di RAJAR, la rilevazione ufficiale degli ascolti Radiofonici in Gran Bretagna, offre spunti molto interessanti. Sia sulle dimensioni dell'ascolto del Broadcast digitale che sulle scelte editoriali del pubblico UK...

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I dati del primo trimestre 2022 della ricerca ufficiale RAJAR sono stati pubblicati nel Regno Unito. Quella di RAJAR è una metodologia ibrida qui approfondita che integra i diari al meter Mediacell di IPSOS. E la società che gestisce la ricerca è un JIC (Joint Industry Currencies), il quale raccoglie al suo interno gli interessi dei broadcaster nei suoi vari comparti ma anche quelli dei pubblicitari delle grandi agenzie. Ricordo che in Italia TER non è un JIC ma un MOC (Media Owners Committe) con sollecitazioni alla sua trasformazione da parte di AGCOM.

L’ascolto della Radio tra DAB, FM e ON-LINE

La prima notizia è che nel Regno Unito l’ascolto della Radio dal DAB ha superato quello dalla FM. In termini dunque di fruizioni dal mondo Broadcast la prevalenza è ora digitale.

Il primo apprezzamento è sulla metodologia. Quella della modalità (DAB, FM, ON-LINE) è una informazione basilare che TER non rileva e quindi non pubblica in Italia. Qui non sappiamo la ripartizione dell’ascolto broadcast tra DAB e FM, fondamentale per molte ragioni e non ultima quella della discussione sugli scenari di switch-off analogico e digitale. Sappiamo solo e grazie ad una ricerca di GfK commissionata dal DAB ITALIA quanti sono gli individui che dichiarano di possedere un apparecchio radio con la banda DAB presente al suo interno. Non è sufficiente.

Il secondo apprezzamento è sul percorso. Sono stato relatore per l’Italia a Bruxelles (Belgio) nel 2003 in un convegno del World Dab Forum intitolato “DAB Content Workshop”, alla presenza di oltre 100 delegati da 15 Paesi. Ho avuto l’occasione già da quel momento di apprendere e di confrontarmi con i broadcaster britannici, pubblici e privati, sulla storia di successo del DAB nel loro Paese. La origine virtuosa del DAB nel Regno Unito nasce dal contenuto e da un’orchestra ben diretta dall’allora premier laburista Tony Blair che chiamò a raccolta tutti gli stakeholders.

Il primo ministro chiese all’industria del broadcast pubblica e privata di realizzare delle stazioni Radio aggiuntive e mirate, non semplici canali musicali. In cambio di questo impegno creò dei vantaggi fiscali ai broadcaster pari ai nuovi costi della produzione editoriale per il DAB. Allo stesso tavolo si confrontò con un’altra parte interessata, i produttori di apparecchi radio. In base all’impegno dei broadcaster, chiese loro di incrementare le scorte di ricevitori DAB presso i negozi e di ridurre il prezzo sotto le cento sterline. E questo è stato solo l’inizio, fine anni ’90.

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Segnali di tendenza

I dati di RAJAR hanno offerto altre indicazioni sugli andamenti dell’ascolto delle singole Radio. Interessanti quelli che riguardano anche emissioni di progetti specifici e mirati:

  • GB NEWS RADIO, il simulcast sul DAB della televisione d’informazione, raccoglie 239.000 ascoltatori settimanali.
  • Altre Radio d’informazione e di sport hanno crescite significative. TALKSPORT sale a ben 3,3 milioni di ascoltatori settimanali e TIMES RADIO a 703.000.
  • Mentre CAPITAL network perde il 4,4%, la sua costola CAPITAL DANCE guadagna il 35% e sale a 800.000 ascoltatori settimanali.
  • Anche HEART ha una estensione DANCE che guadagna addirittura l’89% salendo a 658.000 ascoltatori settimanali.

Photo Credit: iStock.com/Professor25

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