DECISIONI EDITORIALI sui TRIMESTRI di TER?!? NO, GRAZIE…

Quello dei trimestri riservati di TER sembra più il frutto di una roulette che un rilascio di dati. Questa percezione riguarda la grande maggioranza delle emittenti che ricevono stime di ascolto con errori elevatissimi. Come da manuale della metodologia di TER 2021.

A tutti i miei clienti di consulenza Radio sia nazionali che locali lo raccomando da molti anni. Ho anche condiviso un articolo sui gravi problemi che i trimestri riservati generano a tutte le emittenti, le medie e le piccole in particolare. E’ del 2018, ancora attualissimo, pubblicato qui. Ora lo ribadisco con rigore tecnico, qui a seguire. Non guardate assolutamente i trimestri riservati forniti da TER. Collocateli nello spam, in posta indesiderata. Basta un click, è per sempre. Lontano dalla vista, lontano dalla mente.

Il problema con i dati dei trimestri riservati è nell’imprecisione assai perigliosa che più sotto condivido. Il fatto grave e che attiene alla trasparenza è che i loro rilasci non sono nemmeno accompagnati da doverose ed evidenti note che dovrebbero informare esplicitamente gli editori sulla percentuale di errore della stima di ascolto. E proprio della specifica emittente e in base ai suoi casi. Certo, si può opporre, nel documento di metodologia TER 2021 disponibile sul sito c’è tutto, a pagina 29. Sì?!? Si può rispondere: inaccettabile e da burocrati da rottamare.

La prima certezza sui trimestri riservati: l’errore sulla stima

La vogliamo vedere questa fantomatica pagina 29 della metodologia di TER 2021 scaricabile dal sito del Tavolo Editori Radio o anche visibile qui se preferite? Apprendiamo quindi dalla stessa fonte di TER quali siano i livelli degli errori percentuali delle stime. Ok? Ecco la tabella.

Se la vostra stazione ha meno di 25.000 ascoltatori nel trimestre riservato l’errore è del 52%. Esempio concreto. La stima è di 20.000 ascoltatori. In realtà il valore può oscillare tra 9.600 e 30.400. Ebbene sì! Una certezza di imprecisione. E quante emittenti iscritte a TER, almeno nel 2020, avevano meno di 25.000 ascoltatori? Erano 123 su 263, oltre il 46% del totale! E si è così improvvidi da inviare alla metà delle nostre emittenti una stima con il 52% di errore?!? Vogliamo confonderle e sterminarle queste Radio locali?!? Basta dirlo. Così lo si fa.

Proseguiamo. Se la vostra stazione ha più di 25.000 ma meno di 50.000 ascoltatori nel trimestre riservato l’errore è del 37%. Certo, rispetto al 52% di cui sopra ci sembra un numero migliore ma facciamo un esempio concreto. Riceviamo la stima di 40.000 ascoltatori. Il valore può oscillare da 25.200 a 54.800. Però! E quante emittenti sono coinvolte? Altre 43 su 263, oltre il 16% del totale! E siamo arrivati così quasi a due terzi del totale. Tutte queste emittenti dovrebbero prendere decisioni editoriali sulla base dei dati del trimestre riservato? Mai!

Sintetizziamo. E’ bene memorizzare con cura che per avere un errore della stima inferiore del 20%, una percentuale ancora molto elevata, occorre disporre di più di 200.000 ascoltatori. E con un errore di tali proporzioni mi asterrei comunque dal prendere decisioni editoriali. Aggiungo una riflessione guardando sempre la tabella. Una stazione con anche più o ben più di un milione di ascoltatori può ragionevolmente analizzare e segmentare il valore generale con un focus sulle singole fasce orarie e i quarti d’ora? A mio avviso è un rischio non piccolo.

La seconda certezza dei trimestri riservati: il campionamento incompleto

Pensate che sia finita qui? Ce l’ho troppo con questi trimestri riservati? Mai abbastanza! Vi invito a leggere sempre la nota metodologica di TER 2021, questa volta a pagina 14.

Lettura troppo tecnica? Sappiate in sintesi che il campionamento nel trimestre è ben lontano da quello più accurato del semestre. Che infatti può essere studiato con maggior affidabilità. Se nella classe di età e nei parametri socio-demografici di eccellenza del vostro profilo di ascoltatore mancano nel trimestre riservato i campionamenti ottimali, la percentuale di errore di cui alla precedente tabella può sorprendervi per un ulteriore peggioramento.

La miscela esplosiva dei dati imprecisi con la emotività dell’editore

Molti editori si avventano sui trimestri quando non gli piacciono. Uno nazionale e ingombrante in particolare in questi giorni sta mettendo letteralmente a ferro e fuoco TER e i suoi istituti. Roba da pazzi. Il mio punto di consulente e di persona che cerca di essere ragionevole è differente. Occorre pensare che il rilascio dei dati di un’indagine importante come quella degli ascolti Radiofonici debba avvenire prima di tutto sulla base dei più elevati standard di affidabilità. Inutile e appunto dannoso rilasciare dati più frequenti ma così instabili.

Quello del rilascio di dati più frequenti del semestre è un obiettivo che non è compatibile con la ricerca CATI attualmente in uso. Sembra un passo azzardato per far cogliere meno l’esigenza di una rilevazione elettronica. Questa sì, può permettere quel tipo di analisi più frequenti anche se non per tutti. Non è più eludibile un cambio metodologico in TER.

Nota personale. Tutti, proprio tutti i miei clienti sono cresciuti in tutti i confronti possibili nel 1° trimestre. Sono felice? No! Ho dovuto cominciare a fare il vigile del fuoco con tutti e spegnere l’incendio dell’orgoglio smisurato. Pronto a fare magari lo psicoterapeuta al prossimo trimestre. E per nessun motivo che riguardi la effettiva performance. Festeggiare o cambiare il palinsesto per un dato che ha il 52%, il 27% o anche solo il 15% di errore? Mai.

E voi, come gestite l’ottovolante emotivo dei dannosi trimestri riservati? Ricordatelo per la prossima volta, click e posta indesiderata.



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