40 TRIBUTI SPECIALI per i MIEI 40 ANNI di RADIO, 8/8

Questo articolo e i sette precedenti della serie sono dedicati a me stesso ma in una chiave di tributo alle persone da cui più ho imparato in 40 anni di Radio. Compiuti il 5 ottobre. Un tributo per anno, cinque tributi alla volta. Qui 2016-2020.

Ottobre 1981-2021, 40 anni di Radio di me, Claudio Paco Astorri. Una ricorrenza impegnativa! E’ comunque preferibile scrivere che si hanno 40 anni di Radio piuttosto che 58 di anagrafe… Non trovate?!? La Radio rende più giovani, è noto, e tutti noi che vi operiamo siamo dei Peter Pan. Ma non festeggio. Credo di dover ringraziare i molti che mi hanno trasmesso l’esempio, molto più di celebrare una ricorrenza che mi inserisce di diritto tra quelli dai capelli bianchi della Radio. Mi sento ancora giovane e coraggioso, ma anche saggio nel tributare il dovuto.

Quindi sul mio blog e per i miei 40 anni desidero svolgere un’attività di ringraziamento. Si tratta di 8 articoli che riguardano me e i destinatari della mia gratitudine. Li rivolgo alle persone da cui più ho imparato in questi 40 anni di Radio. Una per ogni anno. Si tratta delle persone speciali che mi hanno trasmesso e/o insegnato di più. E senza le quali non sarei oggi quel quarantenne (di Radio) che può e vuole guardare ancora avanti. E che continua a domandarsi quale sarà il prossimo grande progetto Radiofonico per cui operare da domani mattina.

1981-2015, i 35 tributi speciali già inviati

  • 1981 – Roby Chris
  • 1982 – Angelo Zibetti (alla memoria)
  • 1983 – Claudio Villa
  • 1984 – Bob Paiva
  • 1985 – Bob Schulberg
  • 1986 – Rino Denti (alla memoria)
  • 1987 – Fabio Santini
  • 1988 – Paolo Oberto
  • 1989 – Andrew Economos
  • 1990 – Valerio Gallorini
  • 1991 – Claudio Cecchetto
  • 1992 – John J Kennedy
  • 1993 – Terri Rabel
  • 1994 – Dwight Douglas
  • 1995 – Angelo Borra (alla memoria)
  • 1996 – Angela Buttiglione
  • 1997 – Angelo Pirrello
  • 1998 – Gianni Miscioscia
  • 1999 – Michele Menegon
  • 2000 – Silvia Stefani
  • 2001 – Francesca Cancellara
  • 2002 – Andrea Pellizzari
  • 2003 – Jeff Pollack
  • 2004 – Filippo Sugar
  • 2005 – Walter Miscioscia (alla memoria)
  • 2006 – Carlo Mandelli
  • 2007 – Stefano Guidotti
  • 2008 – Linus
  • 2009 – Enea Roveda
  • 2010 – Roberto Sabatini
  • 2011 – Marco Bazzi
  • 2012 – Renato Lopena
  • 2013 – Giuliano Radicioli
  • 2014 – Marcello Foa
  • 2015 – Giorgio Drago

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1981 al 1985, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1986 al 1990, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1991 al 1995, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 1996 al 2000, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 2001 al 2005, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 2006 al 2010, clicca qui.

Per l’articolo con i tributi speciali dal 2011 al 2015, clicca qui.

2016 – Bruno Benvenuti

Un editore Radiofonico di release 2.0, ma sempre con il fuoco sacro della Radio nel suo cuore. I genitori Virginia e Cesare, fondatori di Radio Globo a Roma, avviarono i figli Daniela e Bruno al nostro mezzo. E trasmisero molta visione. Daniela è oggi la responsabile musica di grandissimo talento. E Bruno è il capo, il punto di riferimento di tutte le aree del business Radio che si è nel frattempo e grazie a lui esteso di molte volte. Bruno coltiva un valore dei primi editori e che essi stessi oggi spesso trascurano. E’ il suo mantra e il suo insegnamento: “Pensare in Grande“.

Il fatto di essere di seconda generazione non gli ha minimamente leso il fulcro del sentirsi in pieno un broadcaster e di amare la FM. Non si è fatto inghiottire dal digitale e come i migliori lo cavalca ma con pieno spirito strumentale e senza soggezione. Pensa in grande quando si ispira a Z-100 di New York e si rivolge al miglior consulente al mondo di Radio Imaging. Non c’è una sola stazione in Italia che suoni come la sua Radio Globo. O quando immagina show al mattino e al pomeriggio che polarizzino le opinioni e il sentire del suo grande pubblico.

E pensa in grande anche quando si trova a organizzare la sua splendida forza vendita, tutte le presenze imponenti dell’emittente a Ibiza, gli eventi esterni o la nuova sede. Pensa in grande, sempre. E dentro questo atteggiamento coraggioso ma molto ben supportato le persone che lavorano con lui e per lui vedono luci e prospettive anche per loro. E’ l’unico editore con cui mi trovo a non dover incentivare il pensare in grande. Anzi, il mio compito in alcuni frangenti è di razionalizzare e di scaricare a terra tutta la sua visione. Ed è un piacere. Il futuro è già suo.

2017 – Pierluigi Picerno

Pierluigi Picerno con il suo gruppo MyNet è il leader della Radio in Toscana. Lo è diventato di recente prima con la forza delle idee che con i mezzi. Il suo pensiero è lineare. La Radio è un fatto di comunicazione tra stazione e individuo. Le emittenti devono essere chiare. La relazione con chi ascolta deve basarsi su una funzione ben determinata. Con queste premesse Pierluigi mi ha coinvolto e ho visto nascere e crescere il suo primato. Prima con il lancio di Mitology 70 80, con un successo subitaneo. Lo slogan “C’è qualcosa di meglio?” ne è la viva sublimazione.

Non è solo nell’applicazione di concetti di target e di formato che Pierluigi ha vinto e, badate bene, vuole continuare a crescere. E’ nel suo stesso ruolo. La sua personalità, che è ricca anche di valori importanti, è al servizio delle funzioni e del legame con gli ascoltatori. Le sue idee si confrontano con i collaboratori più stretti ma si soffermano sui temi cardine e mai troppo nei dettagli. In questo differisce da molti altri editori anche nazionali perché non si perde mai in meandri complessi e mantiene una visione alta e complessiva. E’ l’avvocato di chi ascolta.

Da quando il settore commerciale, dopo quello editoriale, è pure decollato e in mani eccellenti, Pierluigi ha conquistato una migliore serenità. Ma anche nei momenti più difficili non ha mai negato un sorriso o una gentilezza. O un invito a cena per te che viaggi in treno e vieni da lontano. La sua famiglia è splendida, con gli amici è disponibile. Un elegante intraprendente. E i segreti di Firenze e della Toscana li condivide volentieri da amante fiero della sua terra. Ha generato anche la quarta emittente di proprietà nel gruppo. Si fermerà? C’è da dubitarne!

2018 – Paola Marchesini

Una persona RAI, che è sempre cresciuta nell’azienda. E’ il direttore di RAI Radio 2. Ricevo una sua telefonata. Mi legge sul blog, sa delle mie direzioni e anche delle mie consulenze. Mi vuole conoscere. Ci vediamo a Sanremo 2018 nella splendida postazione dell’emittente in prossimità del Teatro Ariston. Si sa, nei backstage di Sanremo non si può parlare a lungo e con calma. Le attività sono frenetiche quanto il caos è assordante. Però mi colpisce subito. Ben determinata, caspita quanto è determinata. Nel rispetto del servizio pubblico vuole crescere negli ascolti.

Le devo riconoscere sia la schiettezza, che confesso in genere di adorare, ma al contempo anche l’eleganza, un altro bel valore. Con il suo sorriso sa modulare messaggi che spaziano dallo stizzito e disapprovante fino al contento e incoraggiante. Senza scomporsi. Comprende benissimo la Radio, ovviamente anche la sua. Con tutta la strategia relativa, attività comprese. Vive un mix tra l’orgoglio per il suo cast e le grandi performance e l’insoddisfazione di non essere cresciuti di più, di non aver dato un segno di incremento più forte. Merita il successo.

Sceglie molto bene i suoi collaboratori. Per me ha faticato non poco. E la ringrazierò sempre. Intelligenza e sensibilità non le mancano senza possibilità che queste riducano il suo gusto del bello e l’equilibrio del giusto. Adora arrivare a sintesi e azioni, non riesce a nascondere la sua impazienza se il processo è un po’ più lungo del previsto. La sua forza e il suo insegnamento è la tenacia nella costruzione. Adora anche sperimentare ma con cura, nulla che possa sovvertire i valori conquistati sul campo. Comprende la forza dell’analisi e degli aircheck. What else?

2019 – Don Vinicio Albanesi

Andrea Pellizzari, cui sono grato anche per questo, me lo ha presentato. Chiedendomi di far parte della giuria del premio “L’Anello Debole”. Si tratta di un award sulla comunicazione di tipo sociale. E nessuno meglio di lui conosce il significato della parola sociale. L’award che è voluto da lui si svolge nella sua comunità di Capodarco. Un luogo magnifico in provincia di Fermo, sulla cima di una collina florida e con vista da panico sul Mare Adriatico. Eppure un luogo di cura guidato da don Vinicio Albanesi con casi in loco anche molto gravi. Un eroe.

Sono decine le comunità da lui fondate e seguite. E quale privilegio potergli parlare. Un bene così prezioso che ho voluto e potuto estenderlo alla mia famiglia in una visita specifica. Lui ci ha condotto a sé e alla sua attività nella magnifica e dolorosa Capodarco. Aiutare il prossimo. Questo è il più grande insegnamento di Gesù ed è la sua missione. Oltre all’indifferenza, oltre all’assistenza negata da altri, oltre alla complicazione di condizioni umane estreme. Oltre c’è don Vinicio Albanesi, l’ancora di salvezza di famiglie e individui dimenticati dalla società.

Il suo è uno slancio naturale e molto forte. I calcoli e i conti li fa solo dopo. E l’obiettivo con enti pubblici e donazioni è quello di garantire presenza e la migliore assistenza alla persone che necessitano di cure. Eroi coloro i quali lavorano anche con lui, che si donano all’attività di don Vinicio Albanesi. La Radio fa stare meglio le persone. Lui le salva. Non potrò dimenticare ogni istante delle 2 ore di conversazione con mia moglie, le nostre figlie e me. Una lezione di umanità e di vita che ci porteremo nel cuore, pronti a offrire a lui anche il nostro contributo.

2020 – Giuseppe Vaccari

Ho conosciuto Giuseppe Vaccari molti anni fa. Non precisiamoli, dai. Dal 1996 ha fondato la sua Axel Technology. Da Anzola in provincia di Bologna e in una sede che per me è anche un parco di divertimenti tecnologici Giuseppe ha fatto superare il quarto di secolo all’azienda portandola nel resto del mondo. Sistemi per la Radio e per la Televisione. 50 dipendenti e collaboratori. Più di 150 Paesi ben serviti. La prima azienda italiana del segmento per presenza nel pianeta. E lui è una persona sorprendente. Pronto a volare in ogni Paese, a conoscere nuove culture. Subito.

E’ proprio la esplorazione dei limiti che è il suo grande insegnamento. Limiti geografici, di conoscenza, di lingua, di cultura, di relazione, di servizio. Conosce i limiti ma vuole superarli. Ha una straordinaria moglie al fianco, una donna con missione nell’insegnamento che giunta alla pensione ha ulteriormente attivato l’impegno a carattere sociale. Nella famiglia di Giuseppe ci sono i figli Enrico e Giacomo coinvolti in azienda ma anche Maurice, un giovane di nazionalità differente, che è stato adottato e che lavora pure in Axel Technology. Una famiglia solidale.

Orgoglioso dei lavori dell’azienda, convinto della qualità dei suoi, Giuseppe è un ambasciatore di sé stesso e della sua azienda senza pari. Convincente professionalmente e umanamente vincente. Imparo sempre da lui. Come gestisce le avversità, come ha trasformato l’azienda, come ha preparato la successione ai suoi figli. Quanti esempi. Ecco, Giuseppe offre l’esempio. Ha voluto solcare il mondo ma quello che più gli preme è la soddisfazione dei suoi clienti. E’ sinceramente attento e cura i rapporti con proprio tutti. Ed è anche un ascoltatore indefesso.

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