Un PROGETTO NAZIONALE o REGIONALE: R-TALK!

— Segrate (MI), 2 aprile 2018 —

Il tema è importante, non andrebbe affrontato in poche righe e con poche slide. Qui lo si vuole solo lanciare rimandando tutti gli approfondimenti necessari agli incontri possibili con gli interessati, soggetti già presenti nel mondo della Radio oppure start-up innovative per il nostro settore. Solo una premessa, analisi preliminare…

Cominciamo con la prima domanda; il formato radiofonico NEWS/TALK è riconoscibile in Italia per essere rappresentato da un’intera stazione, sia questa nazionale o locale? La risposta è quasi ovvia ed è… no! Ci sono tanti programmi TALK sulle emittenti radiofoniche pubbliche e di questi ve ne sono molti orientati al lato NEWS; essi non sono tuttavia sufficienti per offire a nessuna delle 4 emittenti una percezione al pubblico di stazione NEWS/TALK, nemmeno a RAI RADIO 1. Sulle Personality Radio (105 e RDJ) si va nella direzione opposta; in grande maggioranza i programmi sono sì TALK ma orientati verso l’entertainment (nell’accezione più generosa del termine), proprio all’opposto delle NEWS; in qualche sporadico caso si tocca l’attualità leggera ma i puristi NEWS/TALK sosterrebbero che si tratti pur sempre di “bla bla bla”.

RADIO 24 è una emittente di programmi completamente parlata, un candidato perfetto per un’identità NEWS/TALK, ma in orari centrali e di massimo ascolto stacca incredibilmente la spina del tempo presente, del collegamento all’attualità, a beneficio di programmi sulla storia, sul benessere, sul risparmio o sullo story-telling, contenuti che ovunque nel mondo si collocano tutt’al più in qualche angolo profondo del weekend o della notte; si tratta di un errore strategico grave che l’emittente di Confindustria paga prima di tutto con share modeste e ben al di sotto del potenziale oltre che con una insufficiente qualifica NEWS/TALK nel percepito di stazione. Non a caso il target principale di RADIO 24 è quello dei pensionati e non delle categorie professionali attive (Radio Monitor 2016). L’ultima campagna “Si sceglie, si ascolta” testimonia l’incapacità di generare e soprattutto motivare un sistema di accoglienza di nuovi ascoltatori nella competizione.

Molte sono poi le Radio, generaliste o musicali, che diffondono Giornali Radio e rubriche informative; ciò non significa e non basta affatto a conseguire presso il pubblico l’immagine di stazione tipica di un formato NEWS/TALK. Tra queste spicca comunque RTL 102.5 che con “Non Stop News” spinge per un posizionamento informativo “border line” per un programma dalle 6 alle 9 che comunque suona musica. Peccato veniale.

Infine le emittenti comunitarie, che in qualche caso assolvono a funzioni di servizio pubblico ragguardevoli, insufficienti per continuità di offerta sulle 24 ore e nei 7 giorni a definire un servizio “News/Talk” e completamente parlato.

La Radio completamente parlata è ancora all’anno zero nel nostro Paese; solo nel mondo della Radio di Sport si sono registrati alcuni fenomeni ma non sono adeguatamente strutturati. E la domanda che emerge dalle ricerche qualitative è molto forte come la stessa credibilità del mezzo Radio.

Potete qui e ora LIBERAMENTE SFOGLIARE le 16 PAGINE della PRESENTAZIONE di BASE. Radiosa lettura. E’ il momento di… “R-TALK”!

R-TALK - LA RISPOSTA - Presentazione dell'Idea - Rel 4.0

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